Bizzarra è il termine esatto per definire questa pittura. Il rosso era uno strano pittore, tra la follia pura e la genialità. Tra la banale pittura manierista di corte, e le vette più alte dell'espressione artistica più moderna e vitale.
Questa architettura di corpi non tiene in alcun conto le leggi della statica. Eppure, la composizione nel suo insieme appare in equilibrio. Un equilibrio che è dato dal colore e dalla concatenazione delle linee che disegnano nello spazio i soggetti.
La figura del Cristo appare floscia e inconsistente come un budino. La bocca semiaperta e il colore del carnato danno la netta sensazione di un corpo morto, quasi già in putrefazione.
La scena si divide in due momenti emotivi diversi e distanti. Sopra si danno da fare a portare a termine il loro lavoro: magari urlano, imprecano l'un con l'altro per fare presto, darsi una smossa. Insomma, quella normalità che è più tipica di un cantiere che di una scena sacra. Sotto, la madre del Cristo, con il volto parallelo al piano del suolo, ha il viso spento e sembra ancora più morta di suo figlio. In questa zona si consuma tutta la tragedia umana, resa ancora più cruda dalle linee spezzate che segue la composizione.
Tutta la scena è investita da una luce netta, quasi spettrale. Le figure hanno dei contorni precisi, che vengono esaltati ancora di più da un cielo piatto e gelido, quasi polare.