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LETTERA A TREMONTI


Caro (per quel che ci costa) Tremonti,sono una normale cittadina che deve solo far quadrare i propri conti e ci riesco senza proclamarmi “economista”. Mi sono convinta da tempo, seguendo con attenzione il suo operato, che Lei abbia bisogno di fermarsi a riflettere poiché sembra che non riesca a considerare alcune voci del bilancio statale che, invece, noi cittadini vediamo benissimo e che, eliminate o ridimensionate, risolverebbero i nostri problemi; sarebbero quelle famose riforme strutturali che non devono e non possono riguardare sempre e solo stipendi, pensioni, ammortizzatori sociali e servizi ai cittadini, facendoci precipitare verso l’indigenza ed una triste  vita.Dove potremmo risparmiare? Faccio un piccolo e semplice elenco, potremmo: abolire le province, eliminare “veramente” una serie ben conosciuta di enti inutili, far pagare le tasse, l’acqua, i servizi, i costi delle manifestazioni e gli insegnanti di religione al Vaticano, eliminare le sovvenzioni alle Università ed alle scuole private, eliminare le sovvenzioni, le prebende, le consulenze e le convenzioni che portano via denaro dal pubblico al privato, impoverendo il pubblico ed impedendogli i necessari miglioramenti; potremmo finalmente far pagare le tasse a tutti mandando in galera chi non lo fa,  ridurre drasticamente le spese militari (visto che dovremmo ripudiare la guerra) e, infine ma non ultimo, ridurre drasticamente i costi della politica.Ci sarebbero i soldi per ridurre, in modo significativo ed in poco tempo, il debito pubblico e dare ai cittadini il respiro necessario su stipendi, pensioni e servizi (welfare ricorda?), eliminando il precariato senza fine, per risalire la china dando contemporaneamente una spinta ai consumi e quindi all’agognata ripresa.Questo è il coraggio che si chiede a chi vorrebbe essere considerato uno “statista” e non improbabili riforme fiscali o spese irrazionali e demagogiche per raccattare quattro voti o per essere appoggiati da qualche lobby. Lei avrà questo coraggio? Non credo, penso, invece e purtroppo per noi cittadini italiani ( di destra e di sinistra) che Lei non assurgerà al ruolo di statista ma rimarrà un commercialista fiscalista di provincia che vive delle parcelle dei piccoli commercianti che aiuta a frodare il fisco.