ULTIME NOTIZIE DI QUELLA FRANA DI "MR.HITCH"...LEGGETE E CAPIRETE ANCHE VOI!-Prologo “....Mr Hitch"...talvolta totalmente preso dal suo alter ego cibernetico, dimenticava pure il Suo vero nome… e fu proprio così che quella sera, più che mai con la testa tra le nuvole, si ritrovò quasi senza accorgersene seduto su una panchina della stazione in attesa di un treno che non aspettava e con “The Other side Of The World” nelle orecchie…"Ma chi sono veramente? Quello spigliato, forse anche brillante ed ammirato nel lavoro o lo sciocco illuso che, spesso, resta ad aspettare nell'ombra qualcosa di significativamente speciale che non arriva mai?” Pensava. E così, irrimediabilmente assorto nei suoi pensieri, si accorse solo in quell’istante che accanto a lui sedeva una ragazza. I loro sguardi si incrociarono per un attimo prima che Lei tornasse a posare Il Suo sulla pagina fitta di un enorme testo giuridico. Aveva i suoi lunghi capelli corvini legati in uno chignon e portava sulla spalla un paio di scarpette da ballo… Un treno arriva in stazione, e sfrecciando ad un passo da Lei le scompiglia un po’ i capelli.Lei si alza, raccoglie le sue cose e scompare dietro le porte scorrevoli del vagone. Solo in quell’ istante Lui si accorse che pioveva e che la musica era finita da un pezzo e che non aveva più ascoltato una sola nota del suo brano preferito e fu proprio in quell’istante che Lui decise di seguirla.La segue fino alla palestra dove rimane da dietro un vetro a guardarla danzare. Lei danza , danza per ore senza stancarsi, volteggia sulle ali della sua passione e seguendo il ritmo di una canzone che è solo nella sua testa. Danza come se bevesse, danza come se corresse tra braccia invisibili , danza come se la musica le bastasse e Lei bastasse alla Musica per sopravvivere.Danza.Lui tornerà il giorno seguente alla stazione, ma Lei non ci sarà, né quel giorno, né l’altro, né quello dopo ancora.Strano come “Le cose belle si vivano inconsapevolmente; come quando ti accorgi, solo a sera sopraggiunta, di aver trascorso una giornata incredibilmente speciale.Al suo posto sulla panchina delle parole, scritte col Blu: "GRAZIE DI AVERMI GUARDATO DANZARE COME SE AVESSI DAVANTI LA PRIMA BALLERINA DELLA SCALA. GIADA....."-Le ricerche disperate del disperso Mr. HitchEcco perchè, da qualche giorno avevo perso ogni notizia di questo strampalato ragazzo! Pensate che, ad un certo punto, mi sono detto: << mi sparisce senza dare più notizie; il centro "Blockbuster" sotto casa è in ferie da due giorni....forse è il caso che cominci a preoccuparmi!>>. Dopo un estenuante, quasi idilliaco giro di telefonate, scopro che Mr.Hitch aveva preso un volo per Roma proprio ieri mattino, a mia insaputa, mentre io ero assente per lavoro. Provo a rintracciarlo al telefonino. Mi risponde un tipo che, con fare alquanto losco, mi invitava ad incontrarlo segretamente a "Piazza Navona" per restituirmi il telefonino, miracolosamente ritrovato sul pavimento della stazione ferroviaria di "Roma Termini", durante l'orario di punta, con soli 10.000 "bisonti" di viaggiatori che percorrevano spasmodicamente quel pavimento in tutta tranquillità, calma e delicatezza. Che fortuna incredibile non essersi imbattuto, invece, in tacchi appuntiti, valige contundenti e dio sa solo cosa. Questo onesto e bravo cittadino mi rappresentava anche la necessità di ricevere, a fronte della generosa restituzione, soli 150 euro per la copertura delle spese. E poi, come cavolo avrà mai fatto, costui, ad avere il telefonino di Hitch? Allora ho pensato: <<..così poco? C'è qualcosa di losco dietro, magari mi obbliga a comprare anche qualche enciclopedia sull'antica Roma; meglio evitare!...>>. Decido allora di partire alla volta della città eterna; la città che non dorme mai come New York City (spero almeno mangi e beva altrimenti mi deperisce....) e.... detto fatto, mi ritrovo all'aeroporto "Leonardo Da Vinci" nella tarda mattinata di oggi; tento di prendere un taxi a volo, facendomi aiutare da un ragazzino lì vicino, a fischiare come si fa “solitamente" nei films, in quanto incapace di emettere qualsiasi suono anche simile ad un sibilo decente e non volendo nemmeno sfigurare di fronte ad un nutrito corteo di belle hostess che mi passavano continuamente davanti, con "fare magicamente sorridente". Quel ragazzino rimane, poi, fisso a guardarmi, con aria furbetta ed irriverente, fino a quando, sventolandogli 50 euro davanti agli occhi, la sua attenzione viene improvvisamente rivolta ad altre cose....e scappa via, con la mia banconota, prima che potessi accennare ad un quasi afono <<...ti ritrovi per caso il resto..eh?>>.Giro tutta Roma; in lungo ed in largo....e....dopo una estenuante ricerca durata fino a sera inoltrata, quando ormai ogni speranza era andata perduta, intravedo, per caso un uomo seduto su una panchina posta al margine della strada di una piazza affollata di gente, di cui non ricordo nemmeno il nome. A questo punto vengo attirato proprio dalla presenza di quell'individuo, mentre il taxi gli passa lentamente davanti per il traffico congestionato a quell’ora della giornata; tutti i cani randagi della zona gareggiavano a fregargli il cibo dallo zaino, senza che lui ne avesse il benché minimo sentore; aveva il capo chinato, con aria visibilmente triste ed assorta in chissà quali pensieri. Ho meditato subito << quello scemo…ehm……quel tipo “stravagante” è proprio è proprio “Hitch”, non posso crederci!>>-Epilogo Mi siedo accanto a lui...attiro la sua attenzione passandogli, lentamente, il palmo della mano sinistra davanti il suo sguardo rivolto fisso verso il basso e lui, quasi nemmeno sorpreso di vedermi, racconta quello che sto per narrarvi:-Stamattina mi trovavo alla stazione, perché avevo intenzione di incontrare nuovamente una ragazza “incredibilmente speciale” che il destino mi aveva fatto incrociare, quasi per caso, qualche settimana fa, durante un breve viaggio di lavoro in questa immensa città. L’ho cercata ed aspettata, nuovamente, su tutte le panchine di tutte le stazioni ferroviarie della città, per ben due giorni. La scuola di danza ove l’avevo seguita e vista magicamente danzare si è trasferita altrove. Poi, in una piccola stazione di periferia, di cui non ricordo nemmeno il nome, scoraggiato dall’infelice esito delle mie disperate ricerche d’amore, mi sono seduto, senza quasi accorgermene, su una panchina di fronte al binario di partenza del treno. Mentre raccoglievo le idee intravedo, con la coda dell’occhio, una persona sedersi accanto a me. Senza indugio rivolgo lo sguardo verso questa persona pronunciando << sei proprio tu?!?...era tanto che ti aspettanvo …quasi non ci speravo!>>. E’ così che mi accorgo che la persona è, invece, una anziana vecchietta che, con aria evidentemente stupita, replica dicendomi << Caspita! Voi del servizio di volontariato fate veramente miracoli qui a Roma; giovanotto mi chiamo Giovanna ed il mio set di valige è proprio qui di fianco a me; il treno sta anche fermandosi proprio su questo binario adesso!>>. Non avendo il coraggio di spiegare l’assurda verità a quella “dolce” vecchietta, che mi ricorda tanto quella vista nelle tragiche e catastrofiche vicende dei giovani protagonisti del film commedia “Duplex”, aspetto che il treno arrivi. Poi aiuto la vecchietta a salire sul treno, dopo aver accuratamente prelevato e scaricato, sulla corrispondente carrozza la montagna interminabile di valige che ella aveva incredibilmente (quasi dispettosamente…) al seguito. Glisso elegantemente i ripetuti inviti della vecchietta ad accompagnarla fin casa e prendere un “tè caldo”, arricchito magari con biscotti di chi sa quale annata; sicuramente il peggiore degli incubi con questo piovoso ed afoso caldo di agosto. Poi, improvvisamente, si compie inaspettatamente, il miracolo: mentre cerco di guadagnare l’uscita intravedo, dal finestrino del treno, la ragazza che stavo cercando da due giorni. L’avrei riconosciuta anche solo dal profumo inebriante che aveva lasciato accanto a me, durante il primo incontro, in mezzo a migliaia di persone di questa città. Lei e’ miracolosamente seduta proprio su quella maledetta panchina. Contemporaneamente un cagnolino assatanato, sbucato quasi dal nulla, prende inspiegabilmente a morsi il mio pantalone, ringhiando con la ferocia di un leone assatanato e trattenendomi con la forza pari solo al mitologico “Sansone contro tutti i Filistei”, la proprietaria di quella dolce bestiola partecipa a quel sadico atto di violenza gratuita bersagliandomi con ripetuti fendenti di ombrello, proferendo anche parole: << ..lasci stare la mia indifesa creatura…delinquente!>>. A questo punto il quadro disperatamente caotico ed assurdo di questa situazione si completa con l’inesorabile chiusura dei portelloni dell’uscita del vagone sul quale mi trovavo ancora ed, urlando disperatamente il nome di quella ragazza che non conoscevo, mi allontanavo da lei, mentre il treno partiva lentamente. La ragazza sembrava aver percepito le mie urla disperate; poi ha ripreso le sue “dolci” faccende, chinando il capo su di un libro, come avvenne la prima volta che si accomodò, meravigliosamente, accanto a me. Il resto dei particolari di questa vicenda è un po’ avulso…ricordo solo un freno di emergenza istintivamente azionato con stupore di tutti i passeggeri della carrozza; la signora del cagnolino mi ha pure attribuito del << delinquente…delinquente>>); poi un disperato ed eroico tentativo di raggiungere, a piedi, la vicina stazione ed in ultimo ….per assurdo…..la polizia che mi arresta mentre grido, come un ossesso, << devo andare da quella ragazza…..vi prego…vi pregooooo!>> Adesso “Hitch” è qui, accanto a me, sull’aereo che è appena decollato dall’aeroporto, a placare i suoi dolci tormenti con l’iPod tra le orecchie e lo sguardo perso nel cielo scorto dal finestrino. Osservo, stranamente, quei suoi pantaloni un po’ insudiciati e strappati dai morsi di quel cagnolino innocente….. che lui mostra con tranquillo e ferito orgoglio di innamorato…..a volte penso quasi non sia di questo mondo!Scrivo queste righe per rendere partecipi tutti voi di quest’ultimo disperato atto “d’amore”….e se lo conosco bene, so anche che non sarà l’ultimo…..ahime!“Dedico questa disperata vicenda a “Giada”, l’autrice, oltre che dei miei desideri e tormenti infinti, anche dell’avvincente “prologo” che avete appena letto.