PICCOLI SEGRETI!

Post N° 62


MY WHITE CHRISTMAS…LIKE CASPER’S  MEMORIES!         Casper…..che vigilia di Natale!!!Camminando lungo la strada dei tuoi ricordi di ragazzina, hai socchiuso per un istante gli occhi e, nell’abbandono dolce ed armonioso dei flashback percepiti dai tuoi pensieri,  mi hai confidato di avere avuto come l’impressione di conoscermi da sempre….ricordi ancora?  Mi hai anche domandato che fattezze avrei potuto assumere nell’immaginazione dei tuoi occhi, quando eri ancora una adolescente di quattordici anni. E guardando, intensamente, quei tuoi occhi sognanti di oggi, che non hanno mai perso, anche un solo istante,  quel legame innato ed indissolubile con la tua fanciullezza,  io ho pensato subito a Casper …..il “fantasmagorico” e solitario ragazzino. Con gli occhi di questo personaggio, la sua evanescente apparenza,  io mi trovavo lì con te, quella magica sera della vigilia di Natale di nove anni fa….non ricordi?  Tu eri seduta in salotto, sdraiata a pancia in giù sul tappeto davanti il camino acceso ed un albero di natale più bello e luminoso di una stella cometa ….rapita nell’intento di leggere un nuovo libro.  Ed io, muovendomi sospinto da una forza eterea….quasi incorporea, mi divertivo a girarti vorticosamente tutto intorno, mettendomi a testa in giù proprio davanti al tuo volto, cercando di attirare la tua attenzione con “abominevoli” smorfie e “mirabolanti” pirolette; ma tu continuavi a leggere quelle pagine, rapita in chissà quali sogni, facendo anche dispettosamente finta di non vedermi, mentre  una velata risata colorava meravigliosamente l’espressione del tuo viso apparentemente indifferente. Poi, quando iniziavo ad essere stufo della tua disattenzione e perfino il tuo diavolesco gatto riusciva a starsene accucciato buono buono scaldandosi davanti al fuoco di quel caminetto….tu mi afferravi per il braccio, facendomi cenno di restarti accanto…. stringendomi a te fino quasi al punto di soffocarmi, pur di non farmi andare via da lì. -Ho quasi terminato….piccolo spiritello irrequieto!-….mi dicevi, intanto che sbuffavi sui capelli della tua frangetta, che scendeva fastidiosamente dalla fronte, disturbando gli occhi immersi nella lettura di quel libro….l’ennesima finestra aperta su di un mondo sconosciuto che ti affascinava. Com’eri bella! Parlo all’imperfetto solo perché oggi, che sei la creatura più meravigliosa che il creato possa certamente decantare, l’utilizzo dell’aggettivo “bella” non ti renderebbe giusta grazia.  Poi è ripresa a cadere la neve…..e mentre tu osservavi quei soffici batuffoli  scendere magicamente dal cielo, come un inaspettato regalo, io provavo a fare “lo scemo” con te….perché tu mi piacevi già da allora….eccome se mi piacevi; ma lo sguardo intenso ed accattivante puntato fisso su di te, come talvolta usava fare anche il detective Toshio  con la sua bella “occhi di gatto”  Hitomi,  non ha fatto così colpo su di te…. e ci siamo ritrovati, piuttosto,  a giocare sulla neve davanti casa tua,  mentre ti facevi burla di me dicendo: -Togli il ciuffo dei capelli che ti copre gli occhi….e quelle mani dalla tasca! Su..forza!- Tu sapevi che io ero Casper e non potevo ovviamente fare niente di tutto ciò....che buffo…e che rabbia che mi facevi provare! Mi hai perfino costretto a stare fermo, immobile in mezzo a quel freddo pungente ed a tutta quella neve,  per farmi un ritratto…anzi un ritratto pupazzo; ma dico….quel coso che hai creato davanti al giardino di casa tua....secondo te mi assomiglia? Io sono  certamente un fantasmino buono ed affascinante, non certo quell’abominevole uomo delle nevi che hai materializzato con quelle tue dolci manine da ….da….pazza criminale! Poi ti avvicini…. guardandomi con occhi spaventosi, che tramano qualcosa di terrificante e, d’improvviso, giù di brutto con bellicose raffiche di palle di neve che, come saette, volavano in tutte le dimensioni ed in tutte le direzioni….tanto che per sbaglio, nell’irrefrenabile singolar tenzone natalizia in cui ci eravamo stoicamente destreggiati, abbiamo colpito pure due poveri incolpevoli passanti…che Casper  di figuraccia!  Adesso tu sei qui, distesa a terra dopo aver corso a perdifiato per sfuggirmi mentre ti rincorrevo lievitando sulla neve….e così, la mia faccia sulla tua, le mie mani che stringono dolcemente i tuoi arrendevoli polsi….mi avvicino a te, con il cuore che diventa improvvisamente un tumulto più forte  del quotidiano trambusto del mondo che ci circonda….sono a pochissima distanza dal tuo viso, dalle linee del tuo profilo…che in quel frangente mi sembravano più belle ed inesplorate di sempre. Tu mi guardavi con quello sguardo da “occhi di gatto”….ed io mi sentivo un “pesce fuor d’acqua” perché non sapevo come comportarmi. Provavo un sensazione mista a voglia di baciarti….e paura di ferirti con qualcosa, un atteggiamento che non avevi previsto. E quel gatto nel tuo sguardo, avrebbe potuto banchettare allegramente con il pesciolino timido e vulnerabile, apparso con le effimere fattezze di un “fantaboy”….come Casper. Ma la forza di gravità è una inscindibile regola alla base dell’ordine naturale delle cose….ed io mi sono lasciato andare, in libero abbandono, attratto da questa forza naturale della fisica, accompagnato dalle mie sensazioni, emozioni del momento. Ebbene si! Mancavano alcuni interminabili millimetri, mentre tu continuavi a guardarmi con quegli tinti di crescente curiosità….per niente spaventati. Poi non ricordo di aver visto più nulla;  percepisco invece quell’indimenticabile sapore delle tue labbra, che ancora adesso riescono a mettere piacevoli brividi  perfino ad uno spettro bizzarro e strampalato come me. La tua mano accarezzava dolcemente i contorni del mio viso, poi mi hai guardato  dicendo: -Mio dio….guardati Casper! E’ bellissimo….sei come non ti avevo mai visto….sei proprio…tu!- Hai ragione, sono proprio io, un ragazzino qualunque…biondino con occhi verdi, con la mania ossessiva per il ciuffo dei suoi capelli; quello che cerca sempre la scusa più banale per venire a casa tua, facendo finta di aver bisogno di chissà cosa, pur di non ammettere di aver bisogno di vederti. Capace di dar buca al suo miglior amico, piuttosto che a te….perché sa che non lo perdoneresti mai. Lui è quello che ha sofferto, silenziosamente, quando ti vide al ballo di fine anno della scuola, in teneri atteggiamenti con un altro ragazzo….perché non ha mai avuto la benché minima presunzione di pensare di essere all’altezza delle tue aspettative….quelle di una ragazza unica e straordinaria come te!.  -Ragazzi è pronto! A tavola!-….risuona da casa tua….ed era, quindi, ora di ritornare alla base. Ci siamo incamminati verso casa, mentre il  silenzio ed il mio rossore in viso per l’imbarazzo, venivano sorpresi dalle tue parole: -Hey…guarda che ti preferivo pallido come Casper,  anziché rosso in viso e taciturno come adesso….quasi come una zucca di Halloween! Potresti anche darmi  la mano, no? - Quei pochi metri, sulla neve, che ci conducevano verso la tua dimora….la cena natalizia che seguì, accompagnata dall’atmosfera del fuoco di quel camino e dalle “mille ed una” magiche luci di quel fantastico albero di natale, furono il ricordo più bello dei miei ultimi Natali. Ora che sono qui, davanti allo specchio dei miei ricordi, tento di immortalare quelle immagini briosamente frenetiche, socchiudendo gli occhi per un attimo; ecco….mi sembra di librarmi in volo come quel Casper di nove anni fa, accompagnato, chissà perché,  dalle dolci e quasi malinconiche note della colonna sonora del film Forrest Gump e, volando sempre più in alto verso quel cielo notturno, che sembra quasi illuminato a giorno per la magnificenza delle stelle  che si possono ammirare ovunque il mio sguardo si  perde,  intravedo ancora la tua casa….e sono certo che tu, in questo istante, sei ancora seduta davanti quel camino, immersa nel mondo fantastico racchiuso nella lettura di un libro….quasi che siano la tua immaginazione ed tuoi sogni, a scrivere un fiume infinito su quelle pagine di carta, come un continuo magico scorrere di parole, che io non mi stancherò mai di ascoltare….mai!                                       F.to Casper…il tuo anonimo ragazzino