Pensieri

Post N° 48


Alle volte nel mondo sconosciuto e analfabeta di un pastore si nasconde tutta la dolcezza e il sentimento di un uomo.Si può essere più o meno daccordo con il testo del "Canto del Servo Pastore" di De Andrè, ma in fondo chi è che non ha un po' paura del suo destino?....Ho incontrato persone nel mio cammino di varie etnie, religioni e nella loro sentita e vissuta non conoscenza del mondo esprimevano un senso di universalità, dolcezza e saggezza infinita.Così lo è stata la Jamaicana Big Mama che con i suoi nostalgici " no problem" trovava una soluzione a tutto.....L'argentino Juan che lavora con i ragazzi e gira il mondo, ha paura del suo destino, di dove il suo cammino lo sta  portatando,     e comunque lui va sempre avanti...diceva sempre che l'importante era portare  se stessi senza mai dimenticare le origini (chissà dove si trova ora)......Il brasiliano e clarinettista di Sao Paulo Luca, per il quale il Samba era uno strumento per cacciare via la "tristeza"....................Mi fermo un attimo, raccolgo tutti i loro pensieri in una mano per poterli lanciare poi questa notte nel mio cielo per vederli brillare.Ho paura del mio destino ma devo andare oltre........vorrei conoscere meglio il mio nome, il mio dualismo e vedere se qualche fantasma è scomparso o mi perseguita ancora.....è un gioco pericoloso forse...."ma è pur sempre un gioco!"Canto Del Servo Pastore              ( F. DE Andrè)                                                                                                   Dove fiorisce il rosmarino c'e' una fontana scura dove cammina il mio destino c'e' un filo di paura qual'è la direzione nessuno me lo imparò qual'è il mio vero nome ancora non lo so Quando la luna perde la lana e il passero la strada quando ogni angelo è alla catena ed ogni cane abbaia prendi la tua tristezza in mano e soffiala nel fiume vesti di foglie il tuo dolore e coprilo di piume Sopra ogni cisto da qui al mare c'è un po' dei miei capelli sopra ogni sughera il disegno di tutti i miei coltelli l'amore delle case l'amore bianco vestito io non l'ho mai saputo e non l'ho mai tradito Mio padre un falco mia madre un pagliaio stanno sulla collina i loro occhi senza fondo seguono la mia luna notte notte notte sola sola come il mio fuoco piega la testa sul mio cuore e spegnilo poco a poco