Ora per correttezza ci sembra opportuno parlarvi di come nasce questa forzata "donazione" alla chiesa cattolica. STORIACon il Concordato dell'11 febbraio 1929, che codificava i rapporti tra Stato Italiano e Chiesa Cattolica, quest'ultima venne dichiarata religione di Stato, e lo Stato Italiano si impegnò direttamente a pagare gli stipendi al clero cattolico attraverso il meccanismo della congrua.Questo sistema venne riformato il 18 febbraio 1984 con la firma del nuovo concordato tra il presidente del consiglio italiano Craxi e il segretario di Stato del Vaticano Casaroli: con il nuovo accordo veniva eliminato il concetto di religione di Stato, e si stabiliva che il finanziamento fosse costituito da una frazione del gettito totale IRPEF (l'otto per mille, appunto), che i contribuenti potevano decidere di destinare allo Stato o a una confessione religiosa. La materia fu poi regolamentata dalla legge n. 222 del 20 maggio 1985 e da successivi decreti legge e circolari.Negli anni successivi lo Stato ha firmato intese analoghe anche con le altre confessioni: nel 1986 con le Assemblee di Dio, nel 1993 con la Chiesa Valdese e con i Luterani (intesa ratificata nel 1995), nel 1996 con gli Avventisti e con le Comunità Ebraiche. Ad oggi sono quindi sei le confessioni religiose che possono ricevere l'otto per mille. Nel 2000 lo Stato ha firmato due intese anche con l'Unione Buddista Italiana e con i Testimoni di Geova, ma queste ultime due non sono ancora state ratificate dal Parlamento italiano. I Battisti hanno firmato un'intesa con lo stato nel 1993 ma rifiutano di ricevere l'otto per mille.FUNZIONAMENTO (Distribuzione del gettito)Ogni cittadino che presenta la dichiarazione dei redditi può scegliere la destinazione dell'8‰ del gettito IRPEF tra sette opzioni: Stato, Chiesa cattolica, Avventisti, Assemblee di Dio, Valdesi, Luterani, Ebrei. La scelta si compie mettendo la propria firma sul modello in corrispondenza dell'istituzione prescelta.A questo meccanismo di base piuttosto semplice si aggiungono alcune complicazioni. La scelta espressa con la firma non determina soltanto la destinazione della propria quota di gettito fiscale, ma contribuisce a stabilire anche la destinazione delle quote di chi non esprime alcuna scelta. Infatti l'otto per mille dell'IRPEF di chi non firma viene comunque redistribuito tra cinque di questi sette contendenti (non tutti e sette perché la Chiesa Valdese e l'ADI non partecipano e la loro quota viene assegnata allo Stato). Ogni anno tutte le confessioni ricevono ricevono i finanziamenti relativi alla dichiarazione dei redditi di tre anni prima, ad eccezione della Chiesa Cattolica che, secondo l'art. 47 della legge n. 222 del 20 maggio 1985, riceve anche un anticipo relativo all'anno in corso.Inoltre la legge (art. 49) prevede che la percentuale dell'IRPEF non sia fissa all'otto per mille, ma possa essere modificata ogni tre anni da una commissione paritetica nominata dal governo e dalla CEI, in base al gettito IRPEF ottenuto negli anni precedenti dalla Chiesa cattolica.Attività finanziateLa legge stabilisce la destinazione che devono avere i fondi sia per la parte relativa allo Stato sia per quella relativa alle confessioni religiose.Le quote dell'otto per mille sono utilizzate dallo Stato per interventi straordinari nei seguenti ambiti:fame nel mondo calamità naturali assistenza ai rifugiati conservazione di beni culturali Con la legge finanziaria del 2004 si è stabilito che dalla quota devoluta allo Stato vadano sottratti 80 milioni di euro, che vengono trasferiti nelle spese ordinarie. Questa decisione ha suscitato molte polemiche, perché nel 2004 parte dei fondi è stata usata per finanziare la controversa missione militare italiana in Iraq.Le quote delle chiese sono utilizzate per:interventi assistenziali, umanitari o caritativi (tutte); interventi sociali e culturali (tutte tranne la Chiesa Cattolica); finalità religiose ed esigenze di culto (solo la Chiesa Cattolica); sostentamento del clero (Chiesa Cattolica e Chiesa Luterana); tutela degli interessi religiosi degli Ebrei in Italia, tutela delle minoranze contro il razzismo e l'antisemitismo (solo l'UCEI). Scelte dei contribuentiGli ultimi dati ufficiali disponibili sono quelli relativi ai fondi incassati dallo Stato e dalle confessioni religiose nel 2004, relativi ai redditi del 2000, denunciati nel 2001. Destinatario % espressa %sul totale Chiesa Cattolica 34,56% 87,25% Stato 10,28% 4,07% Valdesi 1,27% 0,50% Comunità ebraiche 0,42% 0,16% Luterani 0,31% 0,12% Avventisti del settimo giorno 0,27% 0,10% Assemblee di Dio in Italia 0,20% 0,08%Nel 2004 il gettito complessivo è stato di circa 897 milioni di euro. Il 39,6% dei contribuenti ha espresso la propria scelta con una firma, e la somma corrispondente (355 milioni di euro) è stata distribuita tra i sette enti riportati nell'elenco soprastante. Il 60,4% non si è pronunciato, ma la quota corrispondente dell'otto per mille, pari a 541 milioni di euro, è stata comunque redistribuita DESTINAZIONE DEI FONDII dati qui riportati fanno riferimento ai fondi incassati nell'anno 2004 (relativi ai redditi del 2000, denunciati nel 2001). Dove i dati non erano disponibili, sono state usate informazioni relative agli anni precedenti. Va notato che le somme messe a bilancio dallo Stato e dalle varie confessioni per ogni anno non coincidono esattamente con quelle versate dai contribuenti per lo stesso anno: non è chiaro esattamente a cosa siano dovute le differenze, potrebbe trattarsi di conguagli o ratei relativi ad anni precedenti.1) Stato Il Governo dedica alla gestione dei fondi di pertinenza statale una sezione del suo sito internet, dove è possibile sia consultare l'elenco delle attività finanziate negli anni precedenti, sia candidarsi per ricevere finanziamenti ad attività che rientrino nelle categorie previste.Nel 2004 lo Stato ha ricevuto circa 100 milioni di euro; sottraendo gli 80 milioni di euro che, a partire dalla finanziaria 2004, vengono trasferiti al bilancio generale, rimangono 20 milioni di euro che sono stati distribuiti in questo modo:44,64% conservazione beni culturali legati al culto cattolico 24,73% calamità naturali 23,03% conservazione beni culturali civili 4,44% fame nel mondo 3,16% assistenza rifugiati Lo Stato non ha spese di tipo pubblicitario in quanto è l'unico dei sette partecipanti a non farsi pubblicità.2) Chiesa Cattolica La somma ricevuta dalla Chiesa Cattolica (936 milioni di euro nel 2004) è stata distribuita in questo modo:46,45% esigenze di culto (catechesi, tribunali ecclesiastici, manutenzione e rinnovo degli immobili, gestione del patrimonio) 33,58% sostentamento del clero 19,97% aiuti al Terzo Mondo La Chiesa Cattolica non comunica quale percentuale dei fondi ottenuti sia usata a scopo pubblicitario e gestionale.Ogni anno viene pubblicato un resoconto riassuntivo delle spese, che riporta la distribuzione dei fondi tra le tre voci principali ma non elenca il numero di progetti finanziati e la spesa corrispondente.3) Chiesa Valdese La somma ricevuta dalla Chiesa Valdese (4,6 milioni di euro nel 2004) non viene usata per alcuna attività religiosa, ma esclusivamente per progetti sociali, assistenziali e culturali.Ogni anno viene pubblicato un resoconto molto dettagliato delle spese, che elenca tutti i progetti finanziati e la relativa spesa.Per quanto riguarda l'Italia (64,92% del totale, circa 3 milioni di euro), i finanziamenti sono stati ripartiti in questo modo:32,90% cultura, pace e diritti umani 24,65% anziani e sanità 17,80% bambini e giovani 18,36% occupazione, assistenza sociale 6,49% rifugiati, migranti e nomadi Per quanto riguarda l'estero (27,82% del totale, circa 1,3 milioni di euro) la suddivisione è stata la seguente:22,82% sviluppo agricolo e attività produttive 25,39% bambini e giovani 36,90% assistenza e sviluppo sociale 11,13% sanità 3,54% diritti umani 4) Chiesa Evangelica Luterana La distribuzione dei finanziamenti (2,8 milioni di euro nel 2004) dichiarata per il 2004 è stata:18,27% ministri di culto 4,45% diaconia al Golfo 4,33% diaconia all'estero 1,38% gestione e amministrazione 32,20% progetti delle comunità 39,36% progetti della Chiesa Luterana 5) Unione delle Comunità Ebraiche La somma totale di 4,8 milioni di euro era stata distribuita in questo modo:50,71% attività formative in cultura ebraica 23,75% attività culturali 17,50% tutela delle minoranze e attività sociali (lotta a razzismo e antisemitismo, assistenza anziani, infanzia e portatori di handicap) 8,04% conservazione patrimonio artistico ebraico 6) Unione Chiese cristiane avventiste del settimo giorno Rifiuta di destinare i fondi ottenuti (2,4 milioni di euro nel 2004) alle esigenze di culto e al sostentamento del clero: i fondi ricevuti sono devoluti esclusivamente a scopi umanitari, sociali, assistenziali e culturali.7) Assemblee di Dio I fondi (circa settecentomila euro ricevuti dallo Stato nel 2004, 1,4 milioni con gli accantonamenti degli anni precedenti) sono destinati esclusivamente a progetti culturali e di solidarietà in Italia e all'estero (non sono finanziate le attività di culto). 41,17% erogazioni in Italia 9,17% erogazioni a paesi del Terzo Mondo 49,43% accantonamenti per il 2005 Mandria rossa
seconda parte
Ora per correttezza ci sembra opportuno parlarvi di come nasce questa forzata "donazione" alla chiesa cattolica. STORIACon il Concordato dell'11 febbraio 1929, che codificava i rapporti tra Stato Italiano e Chiesa Cattolica, quest'ultima venne dichiarata religione di Stato, e lo Stato Italiano si impegnò direttamente a pagare gli stipendi al clero cattolico attraverso il meccanismo della congrua.Questo sistema venne riformato il 18 febbraio 1984 con la firma del nuovo concordato tra il presidente del consiglio italiano Craxi e il segretario di Stato del Vaticano Casaroli: con il nuovo accordo veniva eliminato il concetto di religione di Stato, e si stabiliva che il finanziamento fosse costituito da una frazione del gettito totale IRPEF (l'otto per mille, appunto), che i contribuenti potevano decidere di destinare allo Stato o a una confessione religiosa. La materia fu poi regolamentata dalla legge n. 222 del 20 maggio 1985 e da successivi decreti legge e circolari.Negli anni successivi lo Stato ha firmato intese analoghe anche con le altre confessioni: nel 1986 con le Assemblee di Dio, nel 1993 con la Chiesa Valdese e con i Luterani (intesa ratificata nel 1995), nel 1996 con gli Avventisti e con le Comunità Ebraiche. Ad oggi sono quindi sei le confessioni religiose che possono ricevere l'otto per mille. Nel 2000 lo Stato ha firmato due intese anche con l'Unione Buddista Italiana e con i Testimoni di Geova, ma queste ultime due non sono ancora state ratificate dal Parlamento italiano. I Battisti hanno firmato un'intesa con lo stato nel 1993 ma rifiutano di ricevere l'otto per mille.FUNZIONAMENTO (Distribuzione del gettito)Ogni cittadino che presenta la dichiarazione dei redditi può scegliere la destinazione dell'8‰ del gettito IRPEF tra sette opzioni: Stato, Chiesa cattolica, Avventisti, Assemblee di Dio, Valdesi, Luterani, Ebrei. La scelta si compie mettendo la propria firma sul modello in corrispondenza dell'istituzione prescelta.A questo meccanismo di base piuttosto semplice si aggiungono alcune complicazioni. La scelta espressa con la firma non determina soltanto la destinazione della propria quota di gettito fiscale, ma contribuisce a stabilire anche la destinazione delle quote di chi non esprime alcuna scelta. Infatti l'otto per mille dell'IRPEF di chi non firma viene comunque redistribuito tra cinque di questi sette contendenti (non tutti e sette perché la Chiesa Valdese e l'ADI non partecipano e la loro quota viene assegnata allo Stato). Ogni anno tutte le confessioni ricevono ricevono i finanziamenti relativi alla dichiarazione dei redditi di tre anni prima, ad eccezione della Chiesa Cattolica che, secondo l'art. 47 della legge n. 222 del 20 maggio 1985, riceve anche un anticipo relativo all'anno in corso.Inoltre la legge (art. 49) prevede che la percentuale dell'IRPEF non sia fissa all'otto per mille, ma possa essere modificata ogni tre anni da una commissione paritetica nominata dal governo e dalla CEI, in base al gettito IRPEF ottenuto negli anni precedenti dalla Chiesa cattolica.Attività finanziateLa legge stabilisce la destinazione che devono avere i fondi sia per la parte relativa allo Stato sia per quella relativa alle confessioni religiose.Le quote dell'otto per mille sono utilizzate dallo Stato per interventi straordinari nei seguenti ambiti:fame nel mondo calamità naturali assistenza ai rifugiati conservazione di beni culturali Con la legge finanziaria del 2004 si è stabilito che dalla quota devoluta allo Stato vadano sottratti 80 milioni di euro, che vengono trasferiti nelle spese ordinarie. Questa decisione ha suscitato molte polemiche, perché nel 2004 parte dei fondi è stata usata per finanziare la controversa missione militare italiana in Iraq.Le quote delle chiese sono utilizzate per:interventi assistenziali, umanitari o caritativi (tutte); interventi sociali e culturali (tutte tranne la Chiesa Cattolica); finalità religiose ed esigenze di culto (solo la Chiesa Cattolica); sostentamento del clero (Chiesa Cattolica e Chiesa Luterana); tutela degli interessi religiosi degli Ebrei in Italia, tutela delle minoranze contro il razzismo e l'antisemitismo (solo l'UCEI). Scelte dei contribuentiGli ultimi dati ufficiali disponibili sono quelli relativi ai fondi incassati dallo Stato e dalle confessioni religiose nel 2004, relativi ai redditi del 2000, denunciati nel 2001. Destinatario % espressa %sul totale Chiesa Cattolica 34,56% 87,25% Stato 10,28% 4,07% Valdesi 1,27% 0,50% Comunità ebraiche 0,42% 0,16% Luterani 0,31% 0,12% Avventisti del settimo giorno 0,27% 0,10% Assemblee di Dio in Italia 0,20% 0,08%Nel 2004 il gettito complessivo è stato di circa 897 milioni di euro. Il 39,6% dei contribuenti ha espresso la propria scelta con una firma, e la somma corrispondente (355 milioni di euro) è stata distribuita tra i sette enti riportati nell'elenco soprastante. Il 60,4% non si è pronunciato, ma la quota corrispondente dell'otto per mille, pari a 541 milioni di euro, è stata comunque redistribuita DESTINAZIONE DEI FONDII dati qui riportati fanno riferimento ai fondi incassati nell'anno 2004 (relativi ai redditi del 2000, denunciati nel 2001). Dove i dati non erano disponibili, sono state usate informazioni relative agli anni precedenti. Va notato che le somme messe a bilancio dallo Stato e dalle varie confessioni per ogni anno non coincidono esattamente con quelle versate dai contribuenti per lo stesso anno: non è chiaro esattamente a cosa siano dovute le differenze, potrebbe trattarsi di conguagli o ratei relativi ad anni precedenti.1) Stato Il Governo dedica alla gestione dei fondi di pertinenza statale una sezione del suo sito internet, dove è possibile sia consultare l'elenco delle attività finanziate negli anni precedenti, sia candidarsi per ricevere finanziamenti ad attività che rientrino nelle categorie previste.Nel 2004 lo Stato ha ricevuto circa 100 milioni di euro; sottraendo gli 80 milioni di euro che, a partire dalla finanziaria 2004, vengono trasferiti al bilancio generale, rimangono 20 milioni di euro che sono stati distribuiti in questo modo:44,64% conservazione beni culturali legati al culto cattolico 24,73% calamità naturali 23,03% conservazione beni culturali civili 4,44% fame nel mondo 3,16% assistenza rifugiati Lo Stato non ha spese di tipo pubblicitario in quanto è l'unico dei sette partecipanti a non farsi pubblicità.2) Chiesa Cattolica La somma ricevuta dalla Chiesa Cattolica (936 milioni di euro nel 2004) è stata distribuita in questo modo:46,45% esigenze di culto (catechesi, tribunali ecclesiastici, manutenzione e rinnovo degli immobili, gestione del patrimonio) 33,58% sostentamento del clero 19,97% aiuti al Terzo Mondo La Chiesa Cattolica non comunica quale percentuale dei fondi ottenuti sia usata a scopo pubblicitario e gestionale.Ogni anno viene pubblicato un resoconto riassuntivo delle spese, che riporta la distribuzione dei fondi tra le tre voci principali ma non elenca il numero di progetti finanziati e la spesa corrispondente.3) Chiesa Valdese La somma ricevuta dalla Chiesa Valdese (4,6 milioni di euro nel 2004) non viene usata per alcuna attività religiosa, ma esclusivamente per progetti sociali, assistenziali e culturali.Ogni anno viene pubblicato un resoconto molto dettagliato delle spese, che elenca tutti i progetti finanziati e la relativa spesa.Per quanto riguarda l'Italia (64,92% del totale, circa 3 milioni di euro), i finanziamenti sono stati ripartiti in questo modo:32,90% cultura, pace e diritti umani 24,65% anziani e sanità 17,80% bambini e giovani 18,36% occupazione, assistenza sociale 6,49% rifugiati, migranti e nomadi Per quanto riguarda l'estero (27,82% del totale, circa 1,3 milioni di euro) la suddivisione è stata la seguente:22,82% sviluppo agricolo e attività produttive 25,39% bambini e giovani 36,90% assistenza e sviluppo sociale 11,13% sanità 3,54% diritti umani 4) Chiesa Evangelica Luterana La distribuzione dei finanziamenti (2,8 milioni di euro nel 2004) dichiarata per il 2004 è stata:18,27% ministri di culto 4,45% diaconia al Golfo 4,33% diaconia all'estero 1,38% gestione e amministrazione 32,20% progetti delle comunità 39,36% progetti della Chiesa Luterana 5) Unione delle Comunità Ebraiche La somma totale di 4,8 milioni di euro era stata distribuita in questo modo:50,71% attività formative in cultura ebraica 23,75% attività culturali 17,50% tutela delle minoranze e attività sociali (lotta a razzismo e antisemitismo, assistenza anziani, infanzia e portatori di handicap) 8,04% conservazione patrimonio artistico ebraico 6) Unione Chiese cristiane avventiste del settimo giorno Rifiuta di destinare i fondi ottenuti (2,4 milioni di euro nel 2004) alle esigenze di culto e al sostentamento del clero: i fondi ricevuti sono devoluti esclusivamente a scopi umanitari, sociali, assistenziali e culturali.7) Assemblee di Dio I fondi (circa settecentomila euro ricevuti dallo Stato nel 2004, 1,4 milioni con gli accantonamenti degli anni precedenti) sono destinati esclusivamente a progetti culturali e di solidarietà in Italia e all'estero (non sono finanziate le attività di culto). 41,17% erogazioni in Italia 9,17% erogazioni a paesi del Terzo Mondo 49,43% accantonamenti per il 2005 Mandria rossa