Pensieri in libertà

23 maggio 1992 – 23 maggio 2009


 Per non dimenticare Giovanni Falcone                                                         Sabato 23 maggio Palermo sarà invasa da migliaia di studenti che arriveranno da ogni parte d’Italia, con la nave della legalità, per commemorare la strage di Capaci. In Piazza Maggione, al Palaoreto (a Brancaccio), al Plauditore (a Borgo Nuovo) e nel campo da baseball diamante (allo Zen) saranno presenti alcuni magistrati che esporranno ai ragazzi il metodo Falcone e la storia del primo pool antimafia. Due cortei partiranno da via D’Amelio (alle ore 16) e dall’Aula bunker (alle ore 16.30) per confluire in via Notarbartolo dove si trova l’Albero Falcone. Alle 17.58 in via Notarbarolo risuonerà il Silenzio per ricordare la strage di Capaci. Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Di Cillo e Antonio Montinaro verranno ricordati anche a Napoli (al PalaPartenope dalle ore 17.30 in poi) nel corso della manifestazione “la lotta per i diritti“ in cui saranno presenti Salvatore Borsellino, Luigi De Magistris, Sonia Alfano, Beppe Grillo, Clementina Forleo, etc. Singolare è l’iniziativa che si svolgerà a S. Vito Lo Capo: il festival degli aquiloni si aprirà con il lancio di un aquilone bianco in omaggio a Falcone. In tanti, in moltissime località dell’Italia, ricorderemo Giovanni Falcone … ma le istituzioni che spesso accorrono per stare in prima fila quando ci sono i riflettori puntati sulla scena, a Palermo si sono riempiti nuovamente la bocca di parole mai convertite in azione concreta: nonostante le promesse fatte da tempo per intitolare Piazza Magione a Falcone, ancora oggi nessuna piazza gli è stata dedicata in questa città. Giovanni Falcone, un eroe dei nostri tempi che ci ha lasciato una grande eredità … un eroe che non voleva essere eroe … un eroe che ha lottato per gli ideali di giustizia senza arrendersi mai, neanche nei momenti più bui. E mentre scrivo la parola “eroe” mi tornano in mente le parole di Dacia Maraini che preferisce parlare di “modello” più che di “eroe” perché l’eroe viene messo su un piedistallo e viene lasciato lì, come una statua al centro di una piazza (che il più delle volte neanche guardiamo quando passiamo) mentre il “modello” sta dentro di noi, è la nostra guida interiore, è il nostro angelo custode (in senso laico) che ci accompagna, è un esempio da seguire. Gli eroi spesso si dimenticano. I modelli influenti, invece, fanno parte della nostra esistenza ed hanno la capacità di scuotere la coscienza civile. Mi piace questa riflessione della Maraini, la trovo piena di una grande carica umana. È per questo che ritengo che Giovanni Falcone, insieme a Paolo Borsellino (e a tanti altri “eroi”), prima ancora di essere eroi sono un modello da seguire perché continuano a vivere dentro di noi e ci accompagnano indicandoci ogni giorno la strada da percorrere, soprattutto nei momenti più difficili quando il nostro impegno quotidiano sembra non riuscire a scalfire il mondo monolitico che ci circonda e quando la sconfitta delle mafie e dell’ingiustizia e la possibilità di costruire un mondo diverso sembrano allontanarsi sempre di più.Un esempio che ci impone di non arrenderci. Mai.