VERGOGNARSI DI ESSERE AMERICANI AL “NABUCCO”
Domenica 18 gennaio sono stato al teatro “San Carlo” di Napoli per la prima serata del “Nabucco” di Verdi.
È un luogo dove ormai vado piuttosto di frequente, a dispetto del costo mediamente elevato del biglietto, perché questa della lirica è una passione senile di cui, forse, parlerò in un’altra occasione.
Stavolta ne accenno perché, nel palco in cui mi trovavo (da tempo ho rinunciato alla platea: non perché costi poi molto di più, in realtà, ma perché trovo il palco più discreto, più riservato, più intimo e la resa visiva ed acustica è praticamente la stessa) c’erano anche due maturi coniugi americani. Presentandoci a vicenda sommariamente, come per educazione si fa tra ospiti di un palco, rivolgendosi a me e ad una coppia napoletana dall’apparente, elevato, livello culturale e finanziario, i due americani hanno per prima cosa detto che venivano da Philadelphia, e per seconda cosa hanno aggiunto: “Non siamo supporters di Trump”, riscuotendo il caloroso apprezzamento di noialtri presenti.
Ecco, questa è una cosa che fa riflettere. Ha voglia Trump di atteggiarsi a macho e bullo, ha voglia di dispiegare tutto il potere muscolare (militare ed economico) degli Stati Uniti, ha voglia a dire che lui sta facendo tornare grande l’America (quando mai poi è stata piccola?!), fa riflettere il fatto che due americani all’estero abbiano paura di essere osservati con sospetto e giudicati male in quanto… americani! E questo a causa del loro presidente!
Credo che fosse dai tempi della guerra in Vietnam che non capitasse che un americano si vergognasse all’estero di essere tale.
Questo dovrebbe far riflettere Trump. Con la sua politica ed i suoi modi non sta aiutando il suo Paese, ma gli sta solo guadagnando il biasimo del mondo intero.
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