Creato da: massimocoppa il 22/08/2006
"Ci sedemmo dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano occupati"


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Inutile illudersi: la privacy è morta da un bel pezzo…

Post n°2035 pubblicato il 13 Aprile 2018 da massimocoppa
 

 

Considerazioni a margine dello scandalo Facebook
INUTILE ILLUDERSI: LA PRIVACY E’ MORTA
DA UN BEL PEZZO…

Prima lo scandalo dei profili “rubati” da Cambridge Analytica, e poi le imbarazzanti audizioni del giovane e contrito signor Facebook, cioè Mark Zuckerberg, di fronte alle commissioni del Congresso americano, hanno confermato quello che si sospettava da tempo: Internet ed il mondo dei social network sono una giungla dove la privacy è un concetto assolutamente teorico, e dove esiste un mercato dei dati teso a profilare precisamente ogni internauta, così da proporgli pubblicità commerciali più mirate possibile.

E questa è sicuramente solo la punta dell’iceberg, nel senso che sarebbe ancora niente: in realtà tutti i fatti nostri sono a disposizione di autorità governative e militari, oltre che a grandi aziende come Facebook, Google, Yahoo ecc.

I mass media tradizionali ci riferiscono di un’improvvisa irritazione mondiale da parte degli utenti di Facebook, in questo caso, con conseguente crollo del titolo in Borsa. L’Unione Europea ha varato un nuovo, stringente codice per regolare la privacy on line e il parlamento americano, come detto, sta interrogando il patron di Facebook per delineare gli esatti contorni del problema e trovare delle soluzioni legislative.

In realtà siamo di fronte ad un fuoco di paglia.

Ancora una volta i media rappresentano la realtà in modo distorto. Diciamoci la verità: quanti di noi si stanno interessando alla vicenda? Io non uso FB, ma questo non significa che il problema non mi riguardi. Eppure, dagli ambienti di lavoro a quelli familiari, le persone che frequento quotidianamente continuano ad usare il “faccia-libro” senza porsi nessun problema. Non ho udito quasi nessuno fare un pur minimo e velato riferimento all’enorme problema emerso.

Forse FB potrà fallire, ma ci sono vari altri social network, già esistenti, pronti a prenderne il posto; ed altri ancora ne verranno.

Cosa voglio dire? Che la battaglia della privacy l’abbiamo già persa, da anni, tutti, e ci stiamo solo illudendo di poter arginare il fenomeno della tracimazione dei nostri dati ovunque.

Il concetto, in realtà, lo abbiamo già accettato. Qualunque cosa facciamo su Internet lascia tracce. Dal momento in cui accendiamo un cellulare smartphone, dobbiamo loggarci nel nostro account per poterlo usare: il che significa che abbiamo già fornito i nostri dati a qualche grande industria: Google tramite Android, Microsoft tramite Windows e Apple tramite il sistema operativo dell’iPhone. Questi giganti possono, se vogliono, spiare tutto quello che facciamo: chi chiamiamo, dove siamo, dove ci spostiamo, se ordiniamo una pizza a domicilio, cosa spendiamo e come.

La cosa che fa sorridere amaramente è che a lamentarsi della privacy violata sono magari le stesse persone che postano su Facebook, con tanto di foto, pure il resoconto di quando vanno al bagno…

Inoltre, dal funesto evento delle Torri Gemelle in poi, abbiamo rinunciato alla riservatezza ed alla libertà a favore della sicurezza. La presidenza di Bush jr. varò leggi liberticide che consentivano il totale controllo del cittadino: una specie di Grande Fratello, che nell’immaginazione di Orwell avrebbe dovuto essere sovietico, ed infine è stato americano. Alcune di queste norme sono in vigore ancora oggi, negli Stati Uniti. Quando si verifica un attentato terroristico e ci viene detto che per prevenirlo bisogna intensificare i controlli preventivi e la sorveglianza, ci rafforziamo ancor più nella rassegnazione di dover essere, tutti, spiati 24 ore su 24, nella speranza di avere in cambio almeno la protezione della nostra incolumità.

Abbiamo ormai accettato anche il concetto delle telecamere di sorveglianza in strada: una volta l’installazione di una telecamera portava alla reazione dei vicini, che quantomeno si chiedevano se c’erano tutte le autorizzazioni del caso. Oggi, quando capita un reato, speriamo che qualche telecamera lo abbia ripreso, per risalire al colpevole. Quindi, adesso, la sorveglianza delle pubbliche strade ci fa piacere: siamo sollevati al pensiero di essere ripresi mentre siamo all’aperto…

Il caso Wikileaks ha confermato che le grandi agenzie di spionaggio (come la CIA) intercettano e sorvegliano tutti, senza chiedere autorizzazioni all’autorità giudiziaria: ricordate quando persino la Merkel, teoricamente una delle donne più potenti del mondo, scoprì di essere intercettata al telefono dalla “Factory” americana? E che successe? Qualche protesta, ma poi niente di concreto.

Qualche giorno fa mi è arrivata, sul telefonino, una pubblicità non richiesta: sono certo di non averla mai autorizzata. Dunque, il mio precedente gestore telefonico, o quello attuale, ha venduto il mio numero a qualcuno.

Qualunque cosa io cerchi su Internet, compare in pubblicità a mia moglie sul browser del suo cellulare, un fenomeno che sconcerta persino qualche esperto a cui mi sono rivolto per avere una spiegazione!

A quello che arriva via mail ormai neanche ci faccio caso più: pubblicità molesta e spam sono all’ordine del giorno.

Il sistema integrato e combinato che ci sorveglia, incrociando e scambiando o vendendo di continuo i nostri dati, non solo è una realtà, ma è così mostruosamente cresciuto da non poter essere più arginato: questo dobbiamo capirlo.

E se Zuckerberg suda di fronte ai politici americani, è solo perché teme multe miliardarie (in dollari): ma tutto resterà sostanzialmente come prima, perché l’informatica e le nuove tecnologie consentono un controllo delle nostre vite come mai era accaduto nella storia.

 
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Commenti al Post:
qmr
qmr il 13/04/18 alle 14:10 via WEB
Pensare alla privacy usando lo smartphone è solo utopia...
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 13/04/18 alle 15:56 via WEB
anche usando il PC, ecc.
(Rispondi)
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Mr.Loto il 13/04/18 alle 14:10 via WEB
Perfettamente d'accordo con te, da quando è stato introdotto internet nella vita privata dei cittadini con l'uso di pc e smartphone, i nostri dati sono alla mercé di chi ne ha bisogno . . . alla faccia della privacy. Un saluto
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 13/04/18 alle 15:56 via WEB
con i cellulari abbiamo abbattuto l'ultima barriera...
(Rispondi)
 
jigendaisuke
jigendaisuke il 13/04/18 alle 14:51 via WEB
Un controllo che, sotto sotto, agevoliamo chattando ogni secondo e segnalando ogni nostra attività giornaliera. Tafazzismo
(Rispondi)
 
jigendaisuke
jigendaisuke il 13/04/18 alle 14:52 via WEB
Però gridiamo al complotto o alla dittatura se la cia ci spia!
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 13/04/18 alle 15:57 via WEB
tafazzismo! è così! definizione geniale
(Rispondi)
 
paperino61to
paperino61to il 13/04/18 alle 15:35 via WEB
Analisi perfetta Massimo...bravo!! Pensa anni addietro mi chiama il quotidiano Libero, puoi immaginare lo stupore visto che non ci penso proprio ne a comprarlo ne a leggerlo..chi ha dato il mio numero di cel? Solo quando ho alzato la voce perchè pretendevo una risposta, dall'altra parte hanno troncato la conversazione..ciao buon fine settimana
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 13/04/18 alle 15:57 via WEB
io ne ho un elenco, di storie così
(Rispondi)
 
shadow_15124hfukrl
shadow_15124hfukrl il 13/04/18 alle 18:41 via WEB
Caro Massimo quello della pubblicità negli smartphone è diventata un vero e proprio uso e consumo, ma ho sentito alla TV che al governo ( sempre che ce ne sia uno a riguardo)stiano prendendo dei provvedimenti. Riguardo la Privacy ormai anche se vuoi leggere una ricetta di cucina ti imbottiscono di cookies per cui sanno tutto e di più di tutti noi!! hai ragione nel dire che la Privacy ormai è un antico ricordo dei tempi andati. Saluti Ombry
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 13/04/18 alle 18:44 via WEB
come dico nel post, non credo che alcuna legge potrà arginare questo fenomeno colossale
(Rispondi)
 
Quivisunusdepopulo
Quivisunusdepopulo il 13/04/18 alle 19:40 via WEB
Ciao Massimo, premesso che non so che cosa sia il Tafazzismo, penso che questa violazione della "privacy" sia l'inevitabile prodotto del desiderio di apparire che ha conquistato le masse, le quali pubblicano ogni aspetto della propria vita privata ed intima, salvo poi pentirsi, a volte con conseguenze tragiche, della propria mancanza di riservatezza! Purtroppo chi non é contagiato da questa mania collettiva piò solo cercare di arginarne le conseguenze, sempre tenendo presente il valore profetico del "1984" di Horwell. Cordiali saluti.
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 13/04/18 alle 19:52 via WEB
ma non è solo questo: proprio qualche minuto fa ho dovuto scaricare delle applicazioni sul mio cell, che mi servono assolutamente: provengono da Microsoft e, per usarle, ho dovuto autorizzare l'accesso totale al mio cell (contatti, foto, video, documenti, tutto). E questo ormai succede con quasi tutte le app importanti, specie se provengono da big come google, microsoft ecc. Quindi non se ne esce: se vuoi usare la tecnologia devi autorizzare questi soggetti a guardare tutti i fatti tuoi
(Rispondi)
 
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 13/04/18 alle 19:57 via WEB
PS: "tafazzismo" viene da Tafazzi, quel personaggio del trittico comico Aldo, Giovanni e Giacomo che si percuoteva violentemente i genitali con un oggetto. Significa masochismo
(Rispondi)
 
 
 
 
Quivisunusdepopulo
Quivisunusdepopulo il 14/04/18 alle 13:42 via WEB
Ciao Massimo, mi dispiace, ma non ho questa cultura! Quanto alle necessità per le quali sei costretto a scaricare delle applicazioni purtroppo esiste un proverbio che recita: "chi é cusa del suo mal pianga se stesso", scusami per il commento, ma io non sono diplomatico. Con cordialità.
(Rispondi) (Vedi gli altri 1 commenti )
 
 
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 16/04/18 alle 11:43 via WEB
non c'è problema; ma non è così semplice. Le applicazioni che ho dovuto installare mi servono per motivi lavorativi, non ludici, per cui non c'è scampo.
(Rispondi)
 
bimbayoko
bimbayoko il 15/04/18 alle 16:10 via WEB
Come ti facevo cenno,io frequento sporadicamente Facebook e quotidianamente Instagram.Ho anche Twitter ma latito da parecchio.E' chiaro che siamo finiti tutti nel calderone del grande fratello da tempi non sospetti.Tutti i nostri dati vengono poi messi online dai datori di lavoro,figurati i miei(come sai lavoro per la pubblica istruzione...).Ho dovuto installare un programma filtro(peraltro molto efficace) per le telefonate spam,numeri anonimi e quant'altro.Non è che a un hacker ci voglia chissà cosa per andare a pescare in rete...Che dire...Anche evitando la posta elettronica e internet,i dati personali in possesso di vari enti pubblici,possono essere consultati con agilità da chiunque.
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 16/04/18 alle 11:43 via WEB
a me pare che le premesse per la realizzazione di un mondo distopico basato sulla dittatura della tecnologia ormai ci siano tutte
(Rispondi)
 
 
 
bimbayoko
bimbayoko il 16/04/18 alle 12:15 via WEB
Piango al pensiero ma sono acutamente consapevole che le cose stanno così.Non dimentichiamo la dittatura mediatica che seleziona le informazioni e tiene all'oscuro le masse belanti...
(Rispondi)
 
elyrav
elyrav il 16/04/18 alle 08:30 via WEB
Io tutto sto casino per il povero Mark tutto sommato appunto non lo capisco. Come dici tu ci sono persone che postano "ogni scorreg..." e si lamentano della privacy??? Io su FB ci sono ma posto se va bene 1 volta al mese e magari un video musicale non i stracavoli miei. O la gara che ho fatto. Fine. E poi hai le carte del supermercato che con la scusa delle offerte sanno cosa mangi, quanto mangi, cosa bevi ... se hai animali. E come dici sempre tu ti logghi solo con lo smartphone. O il rilevatore di posizione di google che segna ogni luogo in cui sei stato e quando ci sei stato. Ma capirai che privacy!!!
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 16/04/18 alle 11:43 via WEB
infatti! i supermercati! vero! sanno moltissimo di noi...
(Rispondi)
 
 
 
elyrav
elyrav il 17/04/18 alle 08:37 via WEB
anche troppo ... come i social, come google ... ;)
(Rispondi)
 
MARGO129
MARGO129 il 16/04/18 alle 21:08 via WEB
Ma di quale privacy parliamo? ci piaccia o no dobbiamo accettare il nuovo che avanza.. con le dovute precauzioni limitando il più possibile i danni...
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 17/04/18 alle 11:55 via WEB
io l'ho accettato, ma non ne sono contento
(Rispondi)
 
 
 
MARGO129
MARGO129 il 17/04/18 alle 15:57 via WEB
Neanch'io! ...
(Rispondi)
 
camay_my_mind
camay_my_mind il 17/04/18 alle 08:05 via WEB
Di che cosa stiamo parlando?? il 99% delle persone è in un brodo di giugiole per far parte dei social communities. Tempo addietro la domanda "era quanti amici hai in FB?" Il mio timore è che stiamo tornando alla guerra fredda dove gli attori erano/sono le spie e controspionaggio, e in gerra tutto è lecito.
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massimocoppa
massimocoppa il 17/04/18 alle 11:55 via WEB
al posto delle spie, gli hackers di Stato
(Rispondi)
 
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