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Sopravvivere al virus per poi morire di fame?

Post n°2088 pubblicato il 13 Aprile 2020 da massimocoppa
 

SOPRAVVIVERE AL VIRUS PER POI MORIRE DI FAME?

 

Lo penso già da settimane, ma ora è giunto il momento di parlarne: ora, perché finalmente i dati ci dicono che abbiamo imboccato la fase calante dell’epidemia da Coronavirus.

A cosa mi riferisco? Alla paralisi dell’economia.

Da settimane, di fronte alle misure draconiane del governo e delle Regioni, a questa corsa insensata a chi spara il divieto più grosso e più articolato, in questa confusione terroristica che crea una psicosi al cui confronto la peste del 1300 sembra un raffreddore da fieno, io mi domando: vale la pena di sopravvivere fisicamente per poi morire di fame?

Perché è questo che potrebbe accadere se il blocco di ogni attività continuerà ad andare avanti. Il tracollo delle Borse mondiali avuto nei primi giorni ha sbriciolato ogni record precedente, sia per velocità che per intensità: superiore addirittura alla famigerata Grande Depressione del 1929. Quindi, l’economia finanziaria è già al tappeto. Ma la differenza dalle altre volte, in una misura che probabilmente non ha precedenti, è che anche l’economia reale si è fermata e non metaforicamente: è proprio ferma, immobile, bloccata, paralizzata. E non può provare a riprendersi, perché viene minacciata con i mitra.

Cerco di spiegarmi meglio.

Molti dei mali dell’economia contemporanea vengono dai castelli finanziari che si costruiscono su di essa e che poi, crollando, trascinano tutto con sé. Si parla, perciò, di un’economia cartacea (oggi si dice digitale), sostanzialmente scollegata da quella reale, e che fa sembrare tutto nero quando nero non è. Si bruciano migliaia di miliardi di euro o dollari di valore, ma questo accade perché le azioni si deprezzano, anche perché c’è la corsa insensata a vendere.

A volte accade che anche l’economia reale, concreta, sia in affanno: è la stagnazione, se non la recessione, e quindi il crollo dei corsi borsistici è la naturale conseguenza di un’effettiva situazione negativa, non è solo l’esito di speculazioni andate troppo oltre.

Stavolta succede una cosa nuova, probabilmente senza precedenti: le economie di tutto il mondo (anche quella tedesca, anche la locomotiva americana) sono ferme. Ferme letteralmente: le fabbriche devono stare chiuse, la logistica deve stare immobile, i trasporti azzerati. Non ci si può muovere, non ci si può mischiare, non si può interagire da vicino, “perché altrimenti si prende il virus”.

Ma se tutto è fermo, non c’è alcuna speranza che le cose riprendano il loro verso. Nessun’azione sarà possibile o utile: il governo potrà darmi un sussidio, ma non potrò spenderlo, perché non potrò comprare niente, e quindi non aiuterò le imprese produttrici, che falliranno e licenzieranno. I negozi sono chiusi, e le cose acquistate on line non te le portano a casa. Sì, perché sta succedendo anche questo, specialmente se la spedizione viaggia con le ineffabili Poste Italiane.

Ciò che impedisce ad un’economia di sprofondare è la presenza di un minimo di attività che non può mai fermarsi. Ma ora mi sembra che stiamo facendo una specie di gara a bloccare veramente tutto.

Guardiamoci attorno: nei supermercati e nei negozi di alimentari c’è ancora roba da mangiare; ma già i detergenti ed i disinfettanti scarseggiano, a dispetto dell’enorme domanda. Se voglio comprare una cosa su Internet, potrà accadere che non la riceverò (mi è successo), per cui desisto: altro commercio che va a morire. I negozi fisici sono chiusi. Potrei mettere un po’ di benzina nell’auto, ma perché, se non posso andare da nessuna parte? I trasporti sono al collasso: treni, traghetti, bus procedono al minimo, con i bilanci delle aziende che li gestiscono che vanno in profondo rosso ad ogni giorno che passa.

Ristoranti, bar e pasticcerie sono chiusi, gli alberghi devono ridurre a quasi zero l’attività; persino i balneari si stanno lamentando in prospettiva.

I lavori pubblici sono fermi: avranno voglia, le infrastrutture, di deteriorarsi, tanto non si può fare manutenzione. Si può solo intervenire se stanno crollando. È tutto un indotto che si azzera.

Il settore industriale è bloccato quasi totalmente; il settore turistico (che in Italia è vitale) è al disastro; l’agricoltura stenta, perché non ci si può assembrare per raccogliere frutta e ortaggi, e allora marciranno. Il commercio è sostanzialmente vietato. Studi professionali, legali, tecnici, sono chiusi.

Ricapitolando: industria pesante, industria leggera, agricoltura, terziario. Tutto è bloccato.

Mi dite voi senza questi fondamentali come può sopravvivere un’economia? E per ogni attività ferma c’è un universo, alle spalle, fatto di indotti che a loro volta si bloccano.

Per questo, pur essendo io profondamente anticapitalista, sono d’accordo con la richiesta degli imprenditori settentrionali di riprendere le attività. Non è per lucro, ma proprio per evitare di appendere il cartello di “fallimento” al sistema Italia.

Neanche la ricetta keynesiana della spesa pubblica, nella quale credo moltissimo, stavolta ci salverà. Perché la spesa pubblica serve a stimolare la domanda per consumi ed investimenti: ma a che serve stimolarla, se poi non può trovare soddisfazione perché tutto deve restare inesorabilmente fermo e geograficamente confinato?!


 
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Commenti al Post:
mauriziocamagna
mauriziocamagna il 13/04/20 alle 12:55 via WEB
L'economia implode su se stessa ma sono del parere che la colpa si possa attribuire a qualcuno che ha preso provvedimenti a rate, ha concesso contribuiti che non arrivano (se anziché L'INPS se ne fosse occupata l'agenzia delle entrate) e poi facciamo ridere, mi dicono che mi arriverà la cassa integrazione di 1200 euro cifra sulla quale dovrò pagare le tasse......io economicamente sono al collasso, ma tengo duro perché voglio riuscire a sputare (metaforicamente parlando) in faccia a chi ci ha governato in questo momento di crisi.
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 13/04/20 alle 19:31 via WEB
Questo, poi, fa parte di quell'elemento di approssimazione e cialtronaggine che è connaturato all'azione amministrativa italiana
(Rispondi)
 
maresogno67
maresogno67 il 13/04/20 alle 13:13 via WEB
In realtà nessuno di noi è fatto per sopravvivere. E vedere che il mondo in pochissimi mesi è cambiato tutto, ribaltando tutto, ancora ci fa sentire sotto shock. Un shock che ancora è ovattato dallo stare in casa per forza, ma poi, quando tutti riusciremo fuori, sarà proprio drammatica. Non basteranno più' i proclami della politica allo stare calmi, al provvederemo o vedremo. Non basteranno più' gli annunci. Non è che sta saltando tutto, è gia' saltato tutto. Dovremo saperci muovere tra le macerie, ma non sarà facile. Anche perché l'equilibrio corpo-mente è già saltato con questa clausura necessaria. ciao, gi
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 13/04/20 alle 19:33 via WEB
Io sono ben allenato dall'essere un fan di fiction distopiche tipo "The walking dead"... :-)
(Rispondi)
 
 
 
maresogno67
maresogno67 il 20/04/20 alle 21:01 via WEB
Grande!
(Rispondi)
 
andrix110367
andrix110367 il 13/04/20 alle 15:11 via WEB
Oggi abbiamo acquisito una coerenza epidemiologica che ci da più coraggio nel reagire agli effetti collaterali che l'epidemia sta creando, nonostante l'allerta in codice rosso sempre presente a livello istituzionale e umano, sicuramente la riapertura delle attività' nonostante la paura del rischio di una ricaduta da focolaio,sara'la strada primaria da imboccare naturalmente prendendo tutte le precauzioni del caso.Una task force del Governo sta lavorando a questo, e sembra che vogliano bruciare i tempi.Proprio per le riflessioni che tu hai spiegato molto bene, volente ho nolente siamo obbligati a ripartire...Mi auguro che non ci sia qualche imprevisto burocratico fittizio di traverso...
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 13/04/20 alle 19:35 via WEB
Voglio proprio vedere come la faranno, questa riapertura: sento parlare di ristoranti con un cliente per tavolo ed altre amenità. Facciamo prima a dire che la ristorazione è morta. E questo è solo un esempio
(Rispondi)
 
jigendaisuke
jigendaisuke il 13/04/20 alle 18:47 via WEB
E' un dibattito presente anche all'interno delle associazioni di categoria. Ad esempio, per quanto riguarda l'apertura delle librerie, la Feltrinelli, anzi tutti i dipendenti hanno detto no. Le industrie? C'è chi ha detto che di riapertura non se ne parla fino a quando il mondo scientifico non dirà che non c'è più pericolo e chi invece preme per una riapertura subito e senza troppe storie (come gli imprenditori bergamaschi, nonostante le loro responsabilità nella drammatica situazione della zona).
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 13/04/20 alle 19:37 via WEB
Queste persone credono che lo Stato le provvederà in tutto, ma non hanno capito niente. Negli Stati Uniti si sono formati dieci milioni di disoccupati in una settimana, e sono solo agli inizi
(Rispondi)
 
shadow_15124hfukrl
shadow_15124hfukrl il 13/04/20 alle 20:04 via WEB
Carissimo Massimo, sono pienamente d'accordo con quello che hai scritto, la tanto decantata segregazione forzata a casa è stata tutta una presa per i fondelli!!Stare a casa non ci salva dal virus come se l'aria di casa fosse migliore di quella in giro le strade, infatti aumentano ancora gli ammalati di covid 19 anche se aumentano coloro curati. Il Virus è nell'aria sia quella della strada che quella di casa per cui questo governo ha fatto chiudere le fabbriche e fra poco non riusciremo a comprare più niente nei super mercati. La cosa da fare subito era fabbricare a più non posso mascherine guanti di quelli di vera protezione. Da noi nella mia città non si trovano più neppure i guanti dei supermercati. Mi dispiace ma questo disastro lo dobbiamo al non sapere che pesci pigliare da questo governo, le multe che le forze dell'ordine stanno facendo servono ad impoverire ulteriormente coloro che vivevano alla giornata. l'unica soluzione è quella riaprire le fabbriche con opportune precauzioni.
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 14/04/20 alle 09:10 via WEB
credo sia inutile sopravvivere per poi ridursi all'accattonaggio
(Rispondi)
 
olgy120
olgy120 il 13/04/20 alle 20:09 via WEB
Credo che sara'dura...Buona serata,ciao
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 14/04/20 alle 09:10 via WEB
lo è già
(Rispondi)
 
lascrivana
lascrivana il 14/04/20 alle 07:33 via WEB
Era necessario fermarsi per garantire la sopravvivenza, sia per i medici impegnati in prima linea, sia per gli ammalati per ricevere maggiore assistenza. Non moriremo di fame e tutto ripartirà per consentire la risalita. Se avremo alle nostre spalle un governo scaltro, allora non sarà così catastrofico.
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 14/04/20 alle 09:09 via WEB
questo tuo ottimismo sfrenato è incomprensibile, per non dire irrazionale
(Rispondi)
 
 
 
lascrivana
lascrivana il 14/04/20 alle 14:15 via WEB
Non abbiamo scelta. Piangersi addosso non risolverà le cose. Uno stato si impoverisce quando diventa sterile e mancano le forze, ma se possediamo entrambi, la colpa è solo di ci governa.
(Rispondi)
 
 
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 14/04/20 alle 18:28 via WEB
Io non mi piango addosso. Anzi, dico che dobbiamo riprendere le attività subito, non fra chissà quanti mesi. Per la verità, come ho scritto all'inizio, non condivido nemmeno tutto quest'allarmismo: con tutto il rispetto per le vite umane coinvolte, fa molti più morti l'influenza annuale, nel mondo, eppure non mi sembra che ce ne siamo mai fregati niente
(Rispondi)
 
elyrav
elyrav il 14/04/20 alle 08:55 via WEB
Ma come mai Germania e Svezia, con meno restrizioni di noi hanno meno decessi? E cmq sicuramente hanno fatto un macello. IO sento continuamente parlare di calo ma aumentano i contagi ... 40 giorni di chiusura ma calano o aumentano? Ancora nuovi contagi ... ogni giorno quella. A cosa è servito allora??? Forse bastava dei dispositivi tipo mascherine e il telelavoro per chi può e non mandare in malora bar, ristoranti e chi più ne ha più ne metta. Non contando di quanto mi cosa ora fare la spesa ... con aumenti belli pesanti anche al discount.
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 14/04/20 alle 09:11 via WEB
forse i luoghi dove ci si assembra, tipo bar, è giusto sospenderne l'apertura. Ma bloccare tutte le industrie e le attività mi sembra proprio assurdo
(Rispondi)
 
 
 
elyrav
elyrav il 15/04/20 alle 08:28 via WEB
Concordo con te per il resto ma forse distanziare più i tavoli nei bar. O consumazioni all'aperto. E' che penso ad un amico che ha il bar e cerca di raggiungere la pensione ma l'anno scorso si è fatto male cadendo da una scala ed è stato chiuso 4 mesi e quest'anno questa cosa ... non so come possa fare poverino. Serena giornata
(Rispondi)
 
 
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 15/04/20 alle 10:29 via WEB
per questi settori la vedo nera. E' chiaro che debbano essere aiutati. Ma le fabbriche! Santo Cielo, ma perché non dovrebbero riaprire?!
(Rispondi) (Vedi gli altri 1 commenti )
 
 
 
 
elyrav
elyrav il 16/04/20 alle 08:57 via WEB
Ah sì certo :( è una tragedia. Una tragedia :(
(Rispondi)
 
paperino61to
paperino61to il 14/04/20 alle 09:49 via WEB
Vero quello che dici, ma purtroppo ci sono molte ditte che x la loro conformità di lavoro non possono e spero non aprano ( vedi catena di montaggio). Il governo ha dato il permesso di aprire alcune tipologie, sai cosa hanno fatto in piemonte tramite il governatore? con un decreto ha evitato le aperture e non solo lui, gli stessi librai( la maggior parte) rifiutava l'apertura. Quindi come la mettiamo? Il turismo perde soldi, certamente, ma tu immagina se dessero il via libera ad aprire le spiagge? No grazie, purtroppo o si scegli e la salute o il lavoro, entrambi al momento attuale non si può. certo lo stato deve garantire soldi a chi ne ha bisogno e qui si apre un capitolo enorme.
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 14/04/20 alle 09:52 via WEB
oggi un grosso manager, ex Cassa depositi e prestiti, ha spiegato chiaramente sul "Corriere" che, se in Italia le aziende non riaprono, perderemo commesse a favore di spagnoli, tedeschi e austriaci, che oggi riaprono! E se perdiamo clienti, sarà per sempre.
(Rispondi)
 
qmr
qmr il 14/04/20 alle 10:02 via WEB
Personalmente credo questo momento critico sia stato gestito con responsabilità. Non oso pensare a cosa sarebbe potuto succedere se ci fosse stato al Governo il mojtomane...
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 14/04/20 alle 10:06 via WEB
è facile prevederlo: avrebbe eretto barriere difese da mitra spianati. Basta vedere la Lombardia. Quindi, probabilmente, a qualcuno sarebbe anche andato bene
(Rispondi)
 
giampi1966
giampi1966 il 18/04/20 alle 14:57 via WEB
Concordo con te, purtroppo senza il lavoro e quindi la produzione l'economia non può reggere e a pagare saranno i più poveri. Il coronavirus causa molti morti ma la povertà ne causa di più, purtroppo bisogna scegliere il male minore. Buona domenica carissimo
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 19/04/20 alle 12:22 via WEB
credo che ci stiamo autodistruggendo e che le conseguenze saranno ben peggiori del virus
(Rispondi)
 
bb034rl
bb034rl il 19/04/20 alle 16:38 via WEB
https://www.youtube.com/watch?v=XJjI8GSaOAc A link sopra, Valerio Malvezzi spiega le conseguenze di questa chiusura forzata. Si parla, in quello che definisce uno scenario realistico, di circa 3.800.000 posti di lavoro a rischio. Personalmente la vedo anche peggio. Tanto per dire, nel settore turistico, che quest'anno vedrà un fatturato prossimo allo zero, quante aziende riusciranno a resistere fino al 2021? Il guaio è che i danni sono già stati fatti. La cura, come sostenevo sin dall'inizio, si è oramai dimostrata molto peggio del male. Saluti.
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 21/04/20 alle 11:19 via WEB
vivo in una località turistica e vedo bene che fra poco saremo al disastro
(Rispondi)
 
bimbayoko
bimbayoko il 23/04/20 alle 16:05 via WEB
Siamo economicamente con i piedi nella fossa.Purtroppo l'UE non ha fatto quel che avrebbe dovuto e noi abbiamo accettato supinamente...
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 23/04/20 alle 20:34 via WEB
alle volte mi pare che il rapporto con la UE sia simile a quello con Dio: ci potrà pure aiutare, ma dobbiamo aiutarci noi per primi
(Rispondi)
 
simona_77rm
simona_77rm il 24/04/20 alle 12:52 via WEB
Dai che l'attività lavorativa si sta riaprendo! Diamoci da fare e ricominciamo, alla grande! ....e sfruttiamo bene i soldini che DEVONO arrivare dall'EU. Forza che ce la possiamo fare! ...e ce la faremo! Noi Italiani siamo stati sempre i migliori e sappiamo che lo saremo ancora!!!! ^___^
Ciao!
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 26/04/20 alle 11:34 via WEB
io l'attività lavorativa non l'ho mai interrotta: nella mia azienda siamo in 4 su decine a continuare ad andare in ufficio
(Rispondi)
 
cassetta2
cassetta2 il 25/04/20 alle 13:56 via WEB
Faccio scorta di pop-corn, prima che finiscano anche quelli.
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 26/04/20 alle 11:35 via WEB
teoricamente fra poco non ne avrai più bisogno
(Rispondi)
 
simona_77rm
simona_77rm il 29/04/20 alle 14:14 via WEB
Anch'io temo molto questo calo vertiginoso dell'economia. Temo che se non troviamo subito una valida e concreta soluzione passeremo decisamente dalla pandemia alla più buia carestia...
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 29/04/20 alle 15:04 via WEB
le Regioni del Nord l'hanno capito molto bene: ogni giorno che passa perdiamo fette di mercato, perché i clienti stranieri si rivolgono altrove
(Rispondi)
 
maresogno67
maresogno67 il 01/05/20 alle 11:53 via WEB
Un risultato questa storiaccia l'ha ottenuto: farci sentire indifesi e inutili. Non sono uno scienziato e nemmeno un esperto di statistica, penso che oramai sia successo qualcosa a livello mondiale che ha buttato giù tutto e che se non ci sarà davanti un programma chiaro, consistente e a livello mondiale saremo una barca alla deriva con i politici nel teatro delle marionette. ciao, gi
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 01/05/20 alle 15:53 via WEB
se restiamo seduti a guardare ed a tremare allora di sicuro siamo spacciati
(Rispondi)
 
 
 
maresogno67
maresogno67 il 06/05/20 alle 22:37 via WEB
anche questo è vero
(Rispondi)
 
Cherrysl
Cherrysl il 02/05/20 alle 15:06 via WEB
Non mi intendo molto di economia però è chiaro che se anche entro Giugno si dovesse riaprire quasi tutto, i debiti accumulati da imprese artigiani ecc. sono già tanti. Dico quasi tutto perché rimane la grande difficoltà evidente di fare ripartire il settore del turismo che anche con tutta la buona volontà, mancherebbe dell'elemento primario: i turisti! Vedo solo una unica soluzione e cioè una pioggia di soldi a fondo perduto per tutti. E non credo che la banca europea voglia usare crediti già accumulati per farci questo regalo. I soldi devono essere stampati. Soldi nuovi dunque. E devono fare presto. Secondo te è fattibile? E se fosse fattibile l Europa si dimostrerà ancora una amica subdola ( cioè una potenziale nemica) o ci agevolerà finalmente
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 02/05/20 alle 18:14 via WEB
stampare soldi funziona solo per gli Stati Uniti, per motivi connessi al suo gigantismo geopolitico. In ogni caso noi non stampiamo più, nel senso che l'euro dipende dalla banca centrale europea. I problemi enormi resteranno, molti danni sono ormai fatti, ma se vogliamo avere una possibilità dobbiamo aprire tutto il prima possibile
(Rispondi)
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
rteo il 04/05/20 alle 09:00 via WEB
Mi ero perso questo post. Arrivo in ritardo, ma per dire che il problema sollevato è più che corretto, dal mio punto di vista. Forse, però, ne dovrebbe scaturire una più profonda riflessione, che attenga ai "fondamentali" della vita organizzata, e anche in rapporto alla "naturalità" o meno dell'essere. Certamente trattasi di questioni di non facile soluzione, tuttavia le soluzioni potrebbero servire da guida per dire dove si vuole andare, ma anche dove si può andare.
(Rispondi)
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 04/05/20 alle 14:08 via WEB
lo dicono in molti che questa potrebbe essere l'occasione per rifondare economia, società, istituzioni ecc. Ma ci credo poco
(Rispondi)
 
 
 
simona_77rm
simona_77rm il 06/05/20 alle 11:18 via WEB
Anche tu dunque pensi che torneremo presto al caos degli anni pre-coronavirus? Con l'inquinamento si sta già ritornando rapidamente indietro.... Avrai di certo saputo che dopo un solo giorno di riapertura di un'azienda (vedi quella di conceria delle pelli in Irpinia) il fiume Sarno, il fiume più inquinato d'Europa tornato limpido e trasparente in questi mesi di chiusura aziende, ha ripreso immediatamente ad inquinarsi... *_*
(Rispondi)
 
 
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 06/05/20 alle 15:13 via WEB
quello che non capisco è: se i "colpevoli" sono ormai così evidenti, perché non vengono colpiti?!
(Rispondi)
 
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