LA SOVRAPPOPOLAZIONE NON È PIÙ UN PROBLEMA...
Per il quarto anno consecutivo la natalità in Cina è diminuita: non è mai stata così bassa dal 1949, anno mitico per la storia moderna di questo Paese, quando Mao coronò la lotta armata con la nascita della Repubblica Popolare.
Nonostante il governo abbia abbandonato, già dal 2016, la politica del figlio unico, consentendo alle coppie di averne due e, dal 2021, anche tre, a fare figli i cinesi non ci pensano proprio.
Insomma, da quando ne facevano troppi, ora ne fanno troppo pochi, per non dire che non ne fanno proprio più.
Una ragazza cinese spiega a “Repubblica” di oggi che mantenere e gestire dei figli costa troppo ed i giovani non possono permetterselo, con buona pace delle misure governative per cercare di incentivare la prolificità.
Da anni sentiamo questa solfa che si fanno pochi figli, sia in Italia che in Cina. Da anni le autorità di Roma e di Pechino si scervellano a pianificare e varare misure di sostegno alla natalità. Da anni italiani e cinesi se ne fregano.
Ma se per l’Italia e l’Europa in generale questo timore della denatalità è comprensibile, sia per motivi culturali (la riduzione degli europei di origine di fronte alle etnie immigrate) che per problemi di sostenibilità delle pensioni in Paesi che invecchiano sempre più, per quanto riguarda la Cina mi è difficile capire perché un miliardo e quattrocento milioni di persone siano ritenute poche e bisognose, dunque, di essere rimpinguate con copiose nascite.
Io appartengo ad una generazione per la quale il controllo delle nascite è stato un argomento esistenziale molto importante.
C’era innanzitutto il problema religioso, perché la Chiesa (ancora oggi, ma ancor più negli anni Settanta del Novecento, quando io ero bambino) non ammetteva la contraccezione e l’aborto. Quindi bisognava decidere di fregarsene della Chiesa, cosa non sempre facile e leggera per chiunque.
Ma, soprattutto, si sentivano ancora echi provenienti dagli anni Sessanta che individuavano nella sovrappopolazione il problema principale dell’umanità e del mondo contemporaneo. Si diceva che troppe persone fossero la causa principale della miseria di interi continenti, come l’Africa, o subcontinenti, come l’India. Troppe persone significa dover sfruttare ancor più le risorse naturali per dar loro da mangiare e, inoltre, inquinare di più sia perché aumenta la gente che inquina con la propria attività quotidiana, sia perché produrre di più per sostenere tutti significa inquinare di più.
Mi ricordo benissimo di un manifesto propagandistico indiano, visto su un libro di lettura scolastico. Erano i tempi di Indira Gandhi, grandissima politica che del contenimento della popolazione aveva fatto un suo cavallo di battaglia, perché l’India era prostrata dalla sovrappopolazione, che si traduceva in gente che moriva di fame ai lati delle strade (cosa che succede ancora oggi). In questo manifesto era disegnata una famiglia composta da padre, madre e due figli; accanto c’era la stessa famiglia, ma con tre figli. Sulla famiglia con tre figli c’era una “X” rossa. E sotto i due disegni campeggiava, a mo’ di ammonimento, la scritta: “Four is a family, five is a crowd”, e cioè: “In quattro sono una famiglia, in cinque sono già una folla”.
È vero che io sono stato sempre precocemente curioso dei fatti politici e storici del mondo, per cui questa cosa mi ha colpito sicuramente più di quanto abbia fatto su molti miei coetanei (ammesso che l’abbiano notata), ma se quest’eco è arrivata a me, ragazzino italiano, figuriamoci che intensità questo tipo di campagne avrà avuto in India e, in generale, nei Paesi del Terzo Mondo.
I risultati, però, è sotto gli occhi di tutti, sono stati scarsi. L’India ha continuato a fare figli, tanto che da due anni ha sorpassato la Cina e, oggi, sono gli indiani il popolo più numeroso del mondo.
In Africa pure hanno continuato a pensare che fare sesso senza discernimento sia la cosa migliore della vita, forse perché hanno poco altro.
Solo la Cina era riuscita a frenare le nascite, mettendo sul campo tutta la forza di un regime totalitario. Tuttavia, se una dittatura può impedirti di fare troppi figli, è più difficile che possa costringerti a farne. Anche se in Italia abbiamo avuto il caso del fascismo, che penalizzava i single e cercava di farli ammogliare e diventare padri a tutti i costi.
Quello che c’è da dire è che, alla resa dei conti, tutto questo impegno contro la sovrappopolazione doveva essere, evidentemente, basato su un clamoroso errore di valutazione e di conoscenza dei fatti economici perché, a quanto pare, sorprendentemente, contro ogni apparente regola di buon senso, infestare il pianeta di esseri umani a miliardi e miliardi non è un vero problema, visto che in Cina, che è pur sempre un Paese al secondo posto mondiale per popolazione, sono giunti alla conclusione di essere troppo pochi e in India di controllo delle nascite non si parla più da molti anni.
Insomma, il mantra mondiale ormai è: fate figli, e ancora figli e ancora figli. Anche se non avete niente, fate figli: il numero è forza, come diceva Mussolini...
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