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“OPERA” DI PATTY PRAVO È UNA CANZONE ESOTERICA?

“OPERA” DI PATTY PRAVO È  UNA CANZONE ESOTERICA?


 

Quando ho ascoltato con più attenzione la canzone “Opera”, che Patty Pravo ha portato al Festival di Sanremo da poco conclusosi, mi sono reso conto, con mio grande stupore, che si tratta di un testo esoterico.
Intendiamoci, la cantante fa di tutto per nascondere la cosa, ed il capolavoro lo si raggiunge nel video ufficiale del brano, girato al Teatro dell’Opera di Roma (dove appare anche l’inserzione pubblicitaria della nuova “Lancia Ypsilon”...): viene suggerito, dunque, che “l’opera” di cui si parla nella canzone sia appunto, semplicemente, banalmente, un teatro lirico, dove si è soliti rappresentare un’opera lirica.
Da questo punto di vista, non c’è niente di strano: l’esoterismo, le dottrine iniziatiche e discipline simili sono appunto fondate sulla dissimulazione. Il concetto è che le verità ultime dell’universo e dello spirito non sono per tutti: bisogna esserne degni. Solo i meritevoli, e solo dopo un duro cammino, faticoso e solitario, raggiungeranno l’illuminazione e ad essi si apriranno i segreti del tempo e dello spazio. Quindi, con queste premesse, è logico che si cerchi di nascondere il tutto: perché solo chi deve e può capire, lo farà. La massa si lascerà abbagliare dalle apparenze.
Che “Opera” sia una canzone che indica un percorso molto diverso e lontano dalla normalità delle cose lo si capisce analizzandone il testo. A leggerla con i dovuti occhiali, ci si rende conto che siamo proprio di fronte ad un testo esoterico, che tratteggia caratteristiche misteriche e percorsi di conoscenza.
“Sulla terra siamo soli”, è l’incipit del brano: e chi ricerca l’ascensione ai livelli superiori della conoscenza è sempre solo, per principio.
E più avanti: “Nella vanità, io sono Musa, colore tagliente e poi Opera, l’Opera”. La vanità è quella del mondo, lo sciocchezzaio quotidiano in cui ci dobbiamo dibattere e da cui alcuni tentano di elevarsi. La Musa, che Patty Pravo identifica con sé stessa, è un riferimento spirituale, anche artistico, il cui fine è appunto e sempre quello di ispirare e di elevarsi. Il colore è un concetto largamente noto ed usato nell’esoterismo: i colori hanno un potente significato simbolico.
E, infine, abbiamo proprio una dichiarazione esplicita, a saperla leggere, una confessione: “(io sono) Opera, l’Opera”. Nell’alchimismo antico, che era qualcosa di molto diverso dall’essere il semplice antenato della moderna chimica, l’opera per eccellenza era il cuore stesso della disciplina e, soprattutto, costituiva l’azione di chi la esercitava. L’alchimista, cioè, aveva per scopo principale un procedimento che veniva definito “l’opera”: la realizzazione della “pietra filosofale”. Questo prodotto avrebbe avuto la capacità di risanare la corruzione della materia e, soprattutto, dello spirito. Dulcis in fundo, avrebbe tramutato anche i metalli vili in oro: suprema simbologia dell’elevazione ad uno stato superiore, di perfezione, anche se questa pietra è divenuta leggendaria in pratica solo per il volgare aspetto pecuniario più evidente, un clamoroso equivoco sulla sua natura. Ma il suo significato, come si è detto, è ben diverso e, inoltre, mai come in questo caso non conta raggiungerlo, ma conta il percorso. In altre parole l’alchimista è solo un essere umano che, cosciente della miseria e della caducità delle umane cose, cerca, con ferrea disciplina spirituale e lavorativa, di ascendere il più possibile verso il livello ultimo della conoscenza e la perfezione dell’anima, dedicandovi tutta la propria vita.
Quindi, come si vede, nella canzone di Patty Pravo c’è un forte riferimento all’alchimia, che era parte integrante di percorsi iniziatici ed esoterici. Anche il verso sul “colore tagliente” trova patria nell’alchimia, perché il colore, sempre cangiante, è indicativo dello stato in cui si trova la lavorazione del prodotto, cioè dell’ “opera”.
Addirittura lampanti sono i versi successivi del brano: “Ho viaggiato per il mondo / Tra oasi, deserti, e misteriose profezie / Dove il tempo è sospensione dell’eternità. / Ma poi sono le emozioni che ci cambiano, / Che ci spingono ad andare via da noi / Verso un’altra dimensione, tralasciando la ragione”.
Questo è proprio un manifesto del cammino iniziatico! L’uomo viaggia nella dimensione terrena, aggirandosi tra solitudini e misteri che lo sfiorano, ma che non riesce a penetrare, salvo poi capire che, utilizzando la disciplina spirituale, “tralasciando la ragione”, si cambia, ascendendo “verso un’altra dimensione”.
Che voglio dire con tutto questo? Che Patty Pravo sia una esoterista? Che sia l’adepta di un cammino iniziatico? Tutto può essere: di certo, se così fosse, non lo verrebbe a dire al grande pubblico perché, come detto in premessa, questi percorsi sono segreti e si aprono solo ai più meritevoli.
Ma la cantante potrebbe anche essere una pedina, forse addirittura inconsapevole, del suo paroliere. E sì, perché la canzone non l’ha scritta lei, ma Giovanni Caccamo.
Caccamo è un cantante ed uno scrittore di canzoni ma, soprattutto (udite, udite!), un personaggio scoperto, anni fa, da… Franco Battiato!
Ci rendiamo conto? Battiato! Cioè un cantante i cui testi, notoriamente, trasudano spiritualità, misticismo, esoterismo! Non c’è bisogno di spendere altre parole su questo aspetto, perché chiunque abbia una conoscenza anche approssimativa e superficiale dello scomparso cantautore siciliano sa di cosa parlo: egli, in tutta la sua vita artistica, ha cercato sempre un punto di vista nuovo, originale e spiazzante “sulle cose e sulla gente”, tanto per citare un suo verso famoso. Quindi non è peregrino pensare che Caccamo bazzichi questo tipo di materie e di concetti.
Ed a fortificare questa impressione c’è un’altra canzone di Caccamo, scritta però insieme a Placido Salamone, vale a dire “Pianeti”, del 2019, sempre cantata da Patty Pravo, dove leggiamo questa impressionante serie di concetti: “L’universo ci nasconde delle nuove profezie / Il segreto di un amore, di un amore vero / Ma non farti più domande che il tempo sfugge”: è proprio un’esortazione a mettersi al lavoro per penetrare i misteri del mondo, usando lo spirito. E ancora: “Non abbiamo mai capito / Cosa giusto e cosa no”: sante parole! Non è proprio l’ignoranza la condizione iniziale dell’uomo? E cosa dire di questi altri versi? “Siamo figli di tutti i pianeti / Siamo figli di tutti i segreti / Siamo il senso del tempo / Il sorriso del mondo”. Da sempre le filosofie alternative (e non solo) sostengono che tutto è connesso, e noi con esso. “Abbracciamoci più forte, questa notte passerà / Darà spazio a un nuovo giorno, a un nuovo sole”: si apre la speranza di passare oltre, di superare gli angusti limiti della nostra esistenza. E infine: “Non ha senso restare a guardare senza crederci mai”; bisogna appunto scuotersi e cominciare un cammino di conoscenza e liberazione.
Peraltro, la domenica sera dopo l’ultima giornata del Festival di Sanremo, su Rai Uno è andato in onda un nuovo film biografico proprio su Battiato.
Sembra quasi un cerchio che si chiude: un percorso simbolico che lancia un messaggio a pochi, a chi potrà capirlo. Patty Pravo ne è consapevole? Chissà. Il personaggio è sempre stato ambiguamente affascinante, per cui la cosa ha un senso. Forse per lei è un gioco, o forse è davvero, ormai, data anche l’età, una specie di sacerdotessa di qualche culto, una donna che ha raggiunto livelli di conoscenza e consapevolezza che la maggior parte di noi può a stento immaginare.

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