Creato da: massimocoppa il 22/08/2006
"Ci sedemmo dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano occupati"

DAL 20 MAGGIO 2022 QUESTO BLOG
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anche noi (…) saremo /
perduti in fondo a questo fresco /
pezzo di terra: ma non sarà una quiete /
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Avremo un silenzio stento e povero, /
un sonno doloroso, che non reca /
dolcezza e pace,
ma nostalgia
e rimprovero
PIER PAOLO PASOLINI
 

 

 

 

 

Cazzarola!

 

 

Messaggi del 20/05/2022

 

Questo blog chiude i commenti e cancella la Lista Amici. Se vi interessa il motivo, leggete questo post

Post n°2136 pubblicato il 20 Maggio 2022 da massimocoppa

QUESTO BLOG BLOCCA I COMMENTI E CANCELLA
LA LISTA AMICI.
SE VI INTERESSA IL MOTIVO, LEGGETE QUESTO POST

Era da un pezzo che ci stavo pensando. La guerra in Ucraina, con tutto il suo portato di fanatismi pro-russi, mi ha infine fatto decidere.
Questo blog chiude ai commenti e cancella la Lista Amici.
Chi desideri contattarmi, potrà farlo via mail (l’indirizzo è, da sempre, nella colonna a sinistra).
Se a qualcuno può interessare, di seguito spiego perché.
In realtà il tempo d’oro dei blog è finito già da diversi anni, con tanto di ufficializzazione da parte degli esperti di comunicazione. I motivi del tramonto di questo strumento sono apparentemente evidenti: pur essendo un antesignano dei social network, è stato soppiantato dai “veri” social network, vale a dire Facebook (ormai in gran calo anch’esso), Twitter, Instagram, Telegram, Tik Tok e via discorrendo.
Per me questo resta comunque un mistero: nel senso che un blog è una cosa così diversa da questi altri mezzi che non riesco proprio a capire come possano essersi fatti concorrenza.
Mi spiego meglio.
A tutt’oggi non esiste uno strumento on line capace potenzialmente di raggiungere gratuitamente e facilmente chiunque, nel mondo, proponendogli un testo scritto complesso: cioè un post, per dirla in gergo, o articolo che dir si voglia, dandogli una grafica a piacere, cioè usando un certo tipo di carattere, con una certa grandezza; posizionando titoli, aggiungendo fotografie.
Facebook, per esempio, ti costringe ad usare sempre lo stesso carattere, sia per grandezza che per tipo.
Instagram consente di pubblicare solo foto, magari con qualche didascalia.
Twitter consente in pratica di pubblicare due righe.
Tik Tok vuole solo video.
Non ne parliamo, poi, degli altri.
Sarà che, dei social, io uso solo Whatsapp, ma semplicemente per un fatto di comodità, specie in ambito lavorativo; sarà che sono anziano (oggi, a 52 anni, lo sei se non usi i social); sarà che mi scoccia usarli e non ne vedo alcun ritorno di utilità/piacere, soprattutto quando constato che vengono usati semplicemente come vetrina di sé, per farsi i fatti degli altri o per insultare il prossimo.
Certo, così facendo sono tagliato fuori anche da informazioni utili: succede, quando persino gli enti, le istituzioni e i politici decidono di comunicare tramite un social network! Siamo arrivati all’assurdo che i comunicati stampa non vengono più inviati ai media, ma li si mette sul proprio social di riferimento; se sei un follower, lo leggerai; altrimenti, pazienza. I media classici, anche on line, sono costretti ad inseguire i social!
Di fronte a distorsioni così palesi, c’è chi si adatta e chi proprio non ci riesce. Io sono tra questi ultimi. Penso che, ancora oggi, un sito Internet e/o un blog siano degli ottimi strumenti capaci di contenere informazioni complesse e pensieri articolati.
Tuttavia, è un dato di fatto, i blog ormai sono deserti. Prendiamo come esempio la piattaforma che mi ospita da tanti anni, Libero.it. Un tempo, quando scrivevo un post, se era davvero interessante ricevevo centinaia di visite e decine e decine di commenti, a cui rispondevo. C’era, insomma, interazione.
Io ho migliaia di “amici”: ma ormai, se si eccettuano una quindicina di loro, si tratta di profili vuoti, abbandonati. Tra quelli ancora operativi, ancor meno sono coloro che aggiornano un proprio blog.
La natura stessa dei rari commenti che ricevo è divenuta incredibilmente prevedibile. Prendiamo l’invasione dell’Ucraina: c’è quello che cambia idea ogni giorno; quello che commenta a favore dei russi qualsiasi cosa questi facciano; quello che è a favore degli ucraini per motivi opposti. Guardando solo il profilo di chi posta un commento so già a priori cosa avrà scritto.
Insomma: argomentare, ragionare, portare prove a sostegno NON SERVE A NIENTE. Ognuno resta sulla sua posizione, a conferma di una teoria che esiste da molto tempo ma che mi sembra ormai acclarata: i media non hanno alcun potere, nel senso che non spostano opinioni, ma confermano solo quelle che uno già ha.
Eppure, non siamo tutti così.
Io, per esempio, ho cambiato opinione, ed anche in maniera radicale, più di una volta. È faticoso, è doloroso, è triste: ma bisogna cambiare se l’evidenza ti porta da un’altra parte.
Il contestatissimo Cesare Lombroso diceva: “I fatti esistono ed io, modestamente, dei fatti sono schiavo”. Anche io lo sono: rifiuto il concetto, ormai di moda, che un’opinione equivalga ad un’altra. Non è così: non possiamo accettare la “scomparsa dei fatti”, come la definì Marco Travaglio in un suo libro.
Per tornare all’esempio dell’Ucraina: io simpatizzavo per i russi e per la Russia, e ricordavo dolcemente il tempo in cui esisteva l’Unione Sovietica (purtroppo sono abbastanza anziano da ricordarmene bene). All’epoca non provavo particolare trasporto verso di essa. Ma dopo la sua scomparsa, mi sono reso conto che il mondo è diventato un posto molto più pericoloso e complesso. Devono sempre esistere delle potenze che si equivalgano, altrimenti si arriva al caos o all’egemonia di una sola di esse: e non è mai una cosa positiva, anche se si tratta di una potenza democratica.
Ma di fronte alle atrocità che i russi commettono in Ucraina, e dei quali vanno fieri (basti pensare che l’indice di gradimento di Putin è arrivato alle stelle!), non posso fare altro che restare sconvolto, scuotermi ed aprire gli occhi.
Ma siamo in pochissimi, a farlo. I filorussi restano tali. I benaltristi hanno sempre “ben altro” da additare. I giustificatori sono sempre pronti a giustificare l’ingiustificabile. La circostanza che un bambino ucraino venga stuprato e ucciso da un soldato russo è solo un dettaglio, da inserire in un più vasto ragionamento sulle vere responsabilità!
E quando hai provato a farli ragionare, senza risultato, ti devi arrendere. Del resto, come si dice, è inutile discutere con un cretino: ti porta al suo livello e, con l’esperienza, ti batte.
Tutto questo per dire che la Lista Amici viene cancellata, perché ormai composta quasi solamente di semplici figurine senza nessuno dietro, e viene altresì chiusa la possibilità di commentare, perché molti commenti mi danno il voltastomaco.
Se a qualcuno interesserà leggermi, lo farà. Altrimenti? ‘Sti cazzi, come direbbe mio nipote.

VA DA SE' CHE LA CHIUSURA DELLA POSSIBILITA'
DI COMMENTARE VALE A PARTIRE GIA' DA QUESTO POST
...

 
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