Creato da: massimocoppa il 22/08/2006
"Ci sedemmo dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano occupati"


"There is no dark side
of the moon, really.
Matter of fact,
it's all dark"

Pink Floyd

 

 

 

I MIEI LIBRI
(dal più recente
al più datato)

 

 

 

 

 

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"Conosceremo una grande quantità di persone sole e dolenti nei prossimi giorni, nei mesi e negli anni a venire. E quando ci domanderanno che cosa stiamo facendo, tu potrai rispondere loro: ricordiamo".

Ray Bradbury, "Fahrenheit 451"

 

Area personale

 

 

"And all this science,
I don't understand:
it's just my job,
five days a week...
A rocket man"

Elton John

 

Un uomo può perdonare
a un altro uomo
qualunque cosa, eccetto
una cattiva prosa

                     Winston
                        Churchill

 
 

Presto /
anche noi (…) saremo /
perduti in fondo a questo fresco /
pezzo di terra: ma non sarà una quiete /
la nostra, ché si mescola in essa /
troppo una vita che non ha avuto meta. /
Avremo un silenzio stento e povero, /
un sonno doloroso, che non reca /
dolcezza e pace,
ma nostalgia
e rimprovero
PIER PAOLO PASOLINI
 

 

 

 

 

Cazzarola!

 

 

 

L'estate anche d'inverno e la fine del mondo

Post n°2082 pubblicato il 17 Febbraio 2020 da massimocoppa
 

L’ESTATE ANCHE D’INVERNO E LA FINE
DEL MONDO

Forse a quasi tutti, di fronte all’ennesima tracimazione di Greta Thunberg dagli schermi televisivi o di qualche device elettronico, se non dal giornale (per chi lo legge ancora), sarà capitato di pensare o addirittura dire: “Ancora! Ma a chi vuole scocciare, questa?”.
La sua insistenza ed il suo iperattivismo, diciamo la verità, sono fastidiosi, specie se – come accade – ci rimproverano il nostro stile di vita (individuale, sociale e nazionale) che sta portando il mondo al disastro ecologico.
Ne
l mondo ci sono statisti, forze politiche ed economiche e finanche alcuni studiosi che negano il nesso tra il riscaldamento globale e l’inquinamento da sostanze combuste.
Abbiamo appreso che il Polo Nord è ormai navigabile d’estate e che, in inverno, a Stoccolma, in Canada e persino in Groenlandia possono aversi temperature primaverili; pochi giorni fa abbiamo saputo che in Antartide hanno registrato venti gradi: un fatto assurdo, anche se nell’emisfero meridionale ora è estate.
Abbiamo provato a consolarci pensando che si tratti di eventi eccezionali. Ma quando, come sta accadendo da mesi, constatiamo che, in larga parte d’Italia, quest’anno l’inverno non è proprio arrivato, ci coglie un’inquietudine profonda; anche perché i fenomeni sono sotto i nostri occhi e non si possono negare.
E non sono fenomeni passeggeri ma, durando ormai da novembre, sembrano duraturi: si ha l’impressione di aver varcato un confine invisibile, ma potente; di aver passato un orribile punto di non ritorno.

Io vivo ad Ischia, che amo ironicamente definire “un’isola tropicale”, anche perché sono una persona che detesta il caldo (dovrei e vorrei vivere in mezzo alla neve, ma purtroppo il mio destino è stato diverso).
Però diciamo che, in passato, i mesi invernali assomigliavano a quello che in teoria dovevano essere. Ma le cose sono molto cambiate.
Di stupore in stupore, a parte qualche settimana di venti gelidi da Nord (altra cosa
assurda, perché storicamente Ischia è soggetta a venti dai quadranti meridionali), ho assistito e assisto a fenomeni incredibili: nel mio giardino ci sono vermi e lumache come fossimo in estate; le mosche non sono andate mai veramente via; ci sono anche i mosconi (qualche giorno fa, nel mio ufficio, è entrata quella che noi chiamiamo una “scazzocchia”, che sarebbe un enorme insetto rumoroso che sbatte contro i vetri finché non lo fai uscire, tipico dell’estate); le mie rose sono fiorite fino a dicembre (!); poi erano state potate basse per l’inverno, ma da una pianta si è allungato un ramo che ha partorito un fiore, il quale si è pure aperto; in altre zone dell’isola le rose non sono mai sfiorite. Mi è spuntata la menta! La menta a febbraio! Mi sono fatto un mojito fuori stagione, ma vedo che la mia menta viene già mangiucchiata dai parassiti, fuori tempo anche loro. Dalle ortensie stanno spuntando i boccioli. Non ho mai smesso di strappare le erbacce.

In campagna il mio cammino incrocia lucertole e serpenti, come d’estate, e viene ostacolato da rovi ed erbacce altissime, come nei mesi caldi.
I panni stesi sono quasi asciutti dopo appena una giornata, e se non sono asciutti completamente è colpa dell’umidità (la quale esiste sempre, anche d’estate), non del freddo (che non c’è).
Da diversi giorni a casa mia non accendiamo neanche più il riscaldamento: fa sudare!
Nel piccolo bagno del mio ufficio i moscerini non se ne sono mai andati. E potrei continuare con gli esempi.
Questi fenomeni sono così assurdi, anche per le mie latitudini, che nel nostro dialetto, commentandoli, scuotiamo la testa e concludiamo: “Chesta è fine ‘e munne”, e cioè: “Questo significa che il mondo è alla fine”.
Insomma, di quali altre prove abbiamo bisogno per renderci conto che siamo sull’orlo del disastro e cambiare rotta?

 
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Il magnifico self-control degli inglesi è la migliore risposta al terrorismo

Post n°2081 pubblicato il 03 Febbraio 2020 da massimocoppa
 

IL MAGNIFICO SELF-CONTROL DEGLI INGLESI
E’ LA MIGLIORE RISPOSTA AL TERRORISMO


Diciamoci la verità: a meno che non siamo dei super-euroscettici, ci ha dato molto fastidio la scelta britannica (ma soprattutto di inglesi e gallesi) di uscire dall’Unione Europea. “Chi crederanno mai di essere?!”, abbiamo pensato e magari detto.

Quella decisione è odiosa e anacronistica: ma ieri è successa una cosa che mi ha fatto tornare simpatici gli “inglesi”: una di quelle caratteristiche che ha fatto grande, nella storia, questo popolo e che, evidentemente, anche oggi che a Londra non si trova più un britannico resta una caratteristica culturale e di costume: la calma, il sangue freddo, quel tipico alzare un sopracciglio perplesso e vagamente annoiato anche quando il mondo ti crolla davanti.

Ieri, a Londra, un ventenne di origine araba ha accoltellato alcuni passanti prima di essere abbattuto da agenti in borghese. Ebbene, nel filmato che qui ripropongo, un poliziotto entra in un ristorante nei pressi del luogo dell’accaduto e dice a tutti di andare via perché c’è stato un episodio di terrorismo.

Premesso che nessuno si abbandona a scene di isteria e tutti si alzano con molta calma e compostezza, addirittura la cameriera ribatte: “Ci vuole almeno mezz’ora, perché la gente deve poter finire di mangiare con calma”.

Che classe! Che meraviglia!

Così si fa: è il miglior esempio pratico della filosofia secondo cui il terrorismo non deve cambiare le nostre vite. Prima le fettuccine!

Anche per questo gli inglesi hanno dominato il mondo per secoli: per il self-control.

 
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In Italia si compie una violenza su animali ogni 55 minuti…

Post n°2080 pubblicato il 20 Gennaio 2020 da massimocoppa
 

IN ITALIA SI COMPIE UNA VIOLENZA SU ANIMALI OGNI 55 MINUTI…

Nonostante al governo ci siano i Grillini, questi presunti grandi amici dell’ambiente e degli animali, da mesi è fermo, in Parlamento, l’avanzamento di un disegno di legge per meglio definire le varie, perverse, fattispecie relative alle violenze sugli animali ed inasprire conseguentemente le pene previste.

Eppure, come risulta dalle statistiche, ogni giorno la magistratura apre 26 fascicoli penali per reati contro gli animali. Ogni anno vengono compiuti 9.500 reati del genere (quelli scoperti, ovviamente), in pratica uno ogni 55 minuti. Ogni 90 minuti, invece, viene indagata una persona per ipotesi di reato contro gli animali, per complessivi 5.850 procedimenti giudiziari all’anno.

Insomma, anche gli italiani sono impegnati costantemente, col loro comportamento, a ricordarci che i veri animali, per non dire i veri mostri, sono proprio gli esseri umani.

 
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L’autista sfaticato ed il “padrone” che regala la fabbrica

Post n°2079 pubblicato il 09 Gennaio 2020 da massimocoppa
 

L’AUTISTA SFATICATO ED IL “PADRONE”
CHE REGALA LA FABBRICA

Voglio parlare di due storie riguardanti la nobiltà del lavoro, connesse alle legittime aspirazioni che da questo si possa ricavare di che vivere dignitosamente. Due storie, però, opposte, fatte di persone da disprezzare e di altre da ammirare.

A Napoli un autista di bus del turno di notte è stato sorpreso da alcuni ispettori a dormire, mentre invece avrebbe dovuto essere in giro. Quella linea, in pratica, non stava funzionando, lasciando in strada i malcapitati fruitori del servizio pubblico: oltretutto di notte, in una metropoli ed al freddo.

Sospeso dal servizio, ha visto la solidarietà di decine di colleghi i quali, la mattina dopo, accampando scuse di vario tipo, hanno bloccato decine di bus, spalleggiati dal loro sindacato, del quale il dipendente sospeso è un esponente.

Ecco, questi sono un lavoratore ed un sindacato che non fanno onore al proprio ruolo. Gli sfaticati non devono essere confusi con chi adempie al proprio dovere, ed i sindacati non dovrebbero difendere i fannulloni. Quel dipendente, i suoi amici ed il sindacato sono da esecrare all’unisono, e ci vorrebbero sanzioni esemplari a loro carico.

All’estremo opposto, abbiamo il proprietario della Simmy, un’azienda bergamasca tessile, il quale, non avendo eredi, ha deciso di donare la maggioranza della proprietà della fabbrica ai suoi dipendenti. Dipendenti che, evidentemente, lavorano e meritano la sua fiducia, e che potranno così continuare a contare su una certa sicurezza economica, come è giusto che sia per ogni lavoratore onesto.

Quindi, da un lato abbiamo dei salariati che abusano dei diritti strappati con decenni di lotte sindacali, incuranti del fatto che migliaia di persone prenderebbero subito il loro posto (per lavorare, non per dormire); dall’altro abbiamo un capitalista atipico, che fuoriesce dal cliché del “padrone”, amando i suoi lavoratori, invece di sfruttarli: un altruista puro, un uomo di altri tempi.

 
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Il piccolo Trump stravince, i britannici dicono “vaffa” all’Europa

Post n°2078 pubblicato il 13 Dicembre 2019 da massimocoppa
 

IL PICCOLO TRUMP STRAVINCE, I BRITANNICI DICONO “VAFFA” ALL’EUROPA

Gli analisti avevano previsto, al massimo, un testa a testa tra i due maggiori partiti ed un nuovo periodo di ingovernabilità per la Gran Bretagna.

Niente di tutto questo.

Boris Johnson ed il Partito Conservatore hanno stravinto, guadagnando quasi il doppio dei voti del Partito Laburista e conquistando una maggioranza solidissima. Addirittura è stato scomodato il paragone con la Thatcher per dare un’idea dell’ampiezza della vittoria di Johnson!

Personalmente, sono scioccato dal fatto che un personaggio così rozzo, un populista, un demagogo, uno sciovinista, uno xenofobo della peggior specie, possa essere stato scelto quale leader di uno Stato di antica democrazia come la Gran Bretagna. In pratica è un piccolo Trump (il quale infatti si è subito congratulato via Twitter), anche se non è un imprenditore miliardario, e questo la dice lunga su come i disvalori che ho poc’anzi elencato siano ormai la cifra stilistica del mondo anglosassone (e non solo: basti pensare al prossimo probabile padrone d’Italia, Salvini).

Le democrazie occidentali sono malate e questa ne è l’ennesima riprova.

Con l’esito di questo voto viene spazzata via anche una pia illusione fatta propria da moltissimi commentatori, esperti e giornalisti: e cioè che il primo voto a favore dell’uscita dall’Unione Europea fosse stato una protesta diventata poi un boomerang. I britannici avrebbero deciso diversamente se gli fosse stata data la possibilità di una nuova consultazione, perché nel frattempo avevano visto i primi effetti: aziende che vanno via, potenziale riduzione della necessaria manodopera straniera, crollo della sterlina, capitali in fuga ecc.

Che sciocchezza!

Queste elezioni hanno funto da secondo referendum, perché Johnson diceva che la sua vittoria avrebbe significato uscita immediata dalla UE, mentre Corbyn, il leader dei Laburisti, lasciava intendere che una propria vittoria avrebbe significato una profonda riflessione se non un altro referendum.

Ebbene, i cittadini britannici hanno detto chiaramente “vaffa” all’Europa, e senza possibilità di equivoco stante l’enormità dei consensi tributati a Johnson.

Che poi sarebbe meglio parlare di cittadini inglesi e gallesi, perché gli scozzesi hanno massicciamente votato per il partito nazionalista, che ha aumentato notevolmente la propria rappresentanza in Parlamento. E questo pone un problema di tenuta della stessa architettura politica britannica: infatti gli scozzesi vogliono restare in Europa ma ora, per riuscirci, dovrebbero uscire dalla Gran Bretagna. Cosa non impossibile, visto che già hanno votato di recente in un referendum sull’argomento: si scelse di restare con Londra, ma ora le cose cambiano di molto.

 
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