WONDERLAND

UNA LEZIONE INDIMENTICABILE


     di Fabio Falcioni e Giulia Piccini     V C.A.T. In attinenza con una tematica trattata durante le ore di lezione di Storia, ovvero l'ascesa al potere del Partito fascista nell'Italia del primo dopoguerra, noi studenti della 5^ C.A.T., abbiamo ascoltato una particolare testimonianza sulle conseguenze delle Leggi razziali emanate dal regime fascista nel 1938. Protagonista dell'intervento è stato il signor Franco De Benedetti che, con un'esposizione irriverente e allo stesso tempo coinvolgente, ha saputo trasportare gli alunni presenti al Teatro Galletti in quel clima di violenza che ha condizionato non solo la sua infanzia, ma anche quella di migliaia di altri bambini ebrei. Attraverso le sue riflessioni e i suoi gesti teatrali è riuscito a trasmettere agli ascoltatori l'atmosfera del tempo, un misto di terrore e smarrimento, ma anche di esaltazione popolare e consenso assoluto alla dittatura. La testimonianza emersa è quella di un'infanzia non vissuta ma che persiste nella personalità di un uomo che, seppur ottantenne, ha mantenuto la sete e il rispetto della vera vita. Un'attenta ricerca di notizie e testimonianze sugli anni della sua infanzia, gli hanno permesso di ricostruire i suoi primi otto anni di vita che la mente di un bambino, allora profugo sconvolto, aveva cercato di dimenticare per sempre. Raccontare gli anni più dolorosi della propria vita non è una cosa che tutti accettano di fare, ma grazie alla testimonianza e alla forza di un semplice uomo siamo oggi in grado di comprendere i gravi crimini di cui si è macchiato il nostro Paese e di riflettervi per evitare che essi vengano commessi nuovamente in futuro. Questa nostra esperienza si è conclusa la settimana successiva con l'uscita alla mostra organizzata a Casa Quaranta, dove erano esposti i risultati delle ricerche effettuate dallo stesso Franco De Benedetti. Riportate su una dozzina di pannelli vi erano le testimonianze, celebri o meno, di altre vittime delle Leggi razziali, altre vite di innocenti cittadini distrutte dal Governo italiano di quegli anni