Arte e Creativita'

IL GIUDIZIO


Giudicare significa relazionarsi con gli altri attribuendo una valenza di bene o male a ciò che avviene: dietro al giudizio c'è sempre una valutazione di colpa...Trattenersi dal giudicare è una delle cose più difficili da mettere in pratica, l'attitudine di ciascuno di noi è infatti quella di farsi subito un'idea di chi o cosa ci stà di fronte. Osserviamo, soppesiamo, analizziamo e la nostra mente inizia a stampare "etichette" quali: affidabile o inaffidabile, bello o brutto, intelligente o sciocco, interessante o noioso. Ma da dove sorgono questi meccanismi? Di fatto, il nostro cervello è un grande computer in cui sono stati introdotti i dati (cultura ed educazione) sulla scorta dei quali elaboriamo le nostre convinzioni e di cui è difficilissimo liberarsi. Le motivazioni principali per cui possiamo discriminare le persone sono: aspetto fisico, età, linguaggio, razza, religione e sesso. Siamo intrisi di credenze che condizionano ogni valutazione senza tenere conto però che ciò che è buono per noi potrebbe essere cattivo per gli altri (come indicato dal detto inglese one man's meat is another man's poison: il cibo di un uomo è veleno per un'altro). La nostra mente dovrebbe essere totalmente priva di dati, solo in questo caso saremmo in grado di accogliere il prossimo senza alcun pre-giudizio. Noi stessi siamo vittime di sentenze: tutti i nostri sforzi sono tesi a piacere e a essere accettati dagli altri costringendoci spesso a scendere a compromessi. Il giudizio fa male da qualsiasi prospettiva lo si osservi, sia essendone artefici sia vittime, e può diventare devastante quando è esercitato dai genitori sui figli: se non accettati, le ferite e i traumi possono rilevarsi molto profondi e l'opinione di un genitore può pesare come un macigno sul cuore. Forse dovremmo fermarci a riflettere: giudicare il mondo porta solo a separarcene, perdendo la capacità di osservare a 360 gradi ciò che ci circonda. Virtualmente posizionati su una collina immaginaria, a ciascuno si presenta un panorama diverso: chi si trova in zone d'ombra pensa che tutto sia freddo e difficile, chi è al sole crede che ogni cosa sia feconda e positiva, chi ha davanti a sé degli ostacolisi convince che non esistono prospettive, e chi si trova ai piedi della collina non si accorge di altezze e dislivelli ma vede tutto piatto e noioso. Ogni posizione determina la nostra concezione del mondo, che possiamo cambiare solo "spostandoci" : salendo o scendendo, trasferendoci da sud a nord, da est a ovest. L'univocità di una prospettiva è causata dalla negazione di possibili alternative e dal rifiuto di punti di vista diversi dai propri. Per iniziare questo processo dobbiamo provare ad accogliere gli altri senza giudicarli sforzandoci di sperimentare una visione diversa: chi ci stà di fronte è un universo, diamogli la possibilità di manifestarsi! Potrebbe essere sorprendente scoprire che più ci apriamo agli altri più la nostra mente esce dai propri limiti e il nostro cuore si carica di immense energie.