Dio creò l'Uomo a sua immagine... E l'Uomo, ribelle, cominciò il suo viaggio nel Tempo mangiando il dolce frutto dell'albero di Mele. Un urlo di dolore franse la quiete dei vergini pascoli: la mandria spaventata si sparpagliò inseguita dal grido di vittoria dal primo assassino della Storia. Abele morente, il cuore colmo di tragica meraviglia, guardò il cielo, ma esso fu subito nero. Iniziò così il dolore la conquista del mondo, azzannando avidamente il primo cuore di madre. Ammalato di superbia la mente dell'Uomo partorì i templi dalle guglie d'oro, le scoperte affascinanti, le lotte fratricide. i genocidi spaventosi: sinfonia del delirio! Le sue onde cerebrali S'inseguono tenaci, scontrandosi, S'impigliano alla ricerca della forza e del potere: Musiche divine, urla di dolore, quadri stupendi, stragi di bimbi, sculture immortali, torture disumane. Poi scoprì l'atomo: un lampo accecante seguito dal nulla.La conquista lo rese schiavo della sua brama. Ed Egli distruggendo continuò il suo cammino. Dove mai ti porterà questo tuo viaggio, angelo dalle ali bruciate? Tu così potente, tu così fragile, tu così geniale tu così sanguinario! Ed ora avido stai scrutando le stelle lucenti alla ricerca della risposta ad un insondabile mistero: Dio ti creò qui sulla Terra o sopra un pianeta senza tempo donde il tuo orologio ti scacciò e, nella notte dei secoli, percorresti incatenato la spirale del cosmo alla ricerca di una prigione degna della tua ferocia? Sei tu quel Satana scacciato dal Paradiso? Sei tu che meriti il grande ritorno all'ombra della vendetta? Così segui il filo dei tuoi assopiti ricordi che lento si snoda dal fondo della tua coscienza e ti riporta sul sentiero smarrito. Alla luna ti sei già aggrappato e presto farai altri balsi: son certo che il tuo e l'alieno sangue arrosseranno le bianche galassie. La tua sete di conquista farà e disfarrà altri imperi, farà e disfarrà altri mondi ed alla fine la tua mano artiglierà l'Uovo Cosmogonico: principio di tutte le cose! Ma poi sarai stanco dei tuoi peccati, dei tuoi rari pentimenti, delle tue vane speranze e delle tue sicure delusioni. Per oscuri sentieri invano cercherai il Bene perduto. Non avrai nient'altro da scoprire, alcuno impero da conquistare. Sarai stanco di odiare e, smarrito per sempre l'amore, impotente starai a contemplare il disfacimento dei tuoi domini. A nulla varranno le lacrime che non laveranno le sanguinose lordure delle tue mani! Gli occhi il sonno rifiuteranno per sfuggire ad orribili sogni! Le tue cellule avvizziranno come fiori che hanno perduto il caldo bacio del sole. E le stelle e le galassie, e l'Universo intero, con la tua morte, ritroveranno la perduta armonia delle cose belle.
UN VIAGGIO SENZA RITORNO
Dio creò l'Uomo a sua immagine... E l'Uomo, ribelle, cominciò il suo viaggio nel Tempo mangiando il dolce frutto dell'albero di Mele. Un urlo di dolore franse la quiete dei vergini pascoli: la mandria spaventata si sparpagliò inseguita dal grido di vittoria dal primo assassino della Storia. Abele morente, il cuore colmo di tragica meraviglia, guardò il cielo, ma esso fu subito nero. Iniziò così il dolore la conquista del mondo, azzannando avidamente il primo cuore di madre. Ammalato di superbia la mente dell'Uomo partorì i templi dalle guglie d'oro, le scoperte affascinanti, le lotte fratricide. i genocidi spaventosi: sinfonia del delirio! Le sue onde cerebrali S'inseguono tenaci, scontrandosi, S'impigliano alla ricerca della forza e del potere: Musiche divine, urla di dolore, quadri stupendi, stragi di bimbi, sculture immortali, torture disumane. Poi scoprì l'atomo: un lampo accecante seguito dal nulla.La conquista lo rese schiavo della sua brama. Ed Egli distruggendo continuò il suo cammino. Dove mai ti porterà questo tuo viaggio, angelo dalle ali bruciate? Tu così potente, tu così fragile, tu così geniale tu così sanguinario! Ed ora avido stai scrutando le stelle lucenti alla ricerca della risposta ad un insondabile mistero: Dio ti creò qui sulla Terra o sopra un pianeta senza tempo donde il tuo orologio ti scacciò e, nella notte dei secoli, percorresti incatenato la spirale del cosmo alla ricerca di una prigione degna della tua ferocia? Sei tu quel Satana scacciato dal Paradiso? Sei tu che meriti il grande ritorno all'ombra della vendetta? Così segui il filo dei tuoi assopiti ricordi che lento si snoda dal fondo della tua coscienza e ti riporta sul sentiero smarrito. Alla luna ti sei già aggrappato e presto farai altri balsi: son certo che il tuo e l'alieno sangue arrosseranno le bianche galassie. La tua sete di conquista farà e disfarrà altri imperi, farà e disfarrà altri mondi ed alla fine la tua mano artiglierà l'Uovo Cosmogonico: principio di tutte le cose! Ma poi sarai stanco dei tuoi peccati, dei tuoi rari pentimenti, delle tue vane speranze e delle tue sicure delusioni. Per oscuri sentieri invano cercherai il Bene perduto. Non avrai nient'altro da scoprire, alcuno impero da conquistare. Sarai stanco di odiare e, smarrito per sempre l'amore, impotente starai a contemplare il disfacimento dei tuoi domini. A nulla varranno le lacrime che non laveranno le sanguinose lordure delle tue mani! Gli occhi il sonno rifiuteranno per sfuggire ad orribili sogni! Le tue cellule avvizziranno come fiori che hanno perduto il caldo bacio del sole. E le stelle e le galassie, e l'Universo intero, con la tua morte, ritroveranno la perduta armonia delle cose belle.