Max Bertolani

I Gladiatori Flag Football di Max Bertolani


Inizio del 2009 vincente per i Gladiatori.Flag.FootballI loro obiettivi sono grandi come la loro energia.Sono possenti come armadi, forti come leoni,ma raggiungonola meta con delicata e inaspettata grazia.Sono i giocatori di Flag Football, uno sport importato dagliStates e diffuso in Italia nell’ambito umanitario da MaxBertolani e Roberta Antignozzi. Grande esordio nel debutto stagionale 2009 dei GladiatoriFlag Football nel torneo organizzato dall’amico JamesDewar dei Daemons Martesana presso il centro sportivo diGorgonzola .Dopo le dure preparazioni atletiche e tecnichesotto l’attenta supervisione di Max Bertolani affrontatein questi mesi presso il centro Sportivo di Gaggiano,nuovasede di allenamento della squadra,e con i neo atletireclutati e inseriti a rinforzare la squadra dei veteraniBertolani,Rasoli,Murru,Ferraro e Siciliano,la formazione deiGladiatori accolta con entusiasmo e amicizia dalla G.S.Gaggiano,si è imposta per 20 a 6 sugli Apaches diBologna.Da citare per le ottime prestazioni sul campoAlessandro Romiti,Daniele Ferraro, Fabio Paduanella eAntonio Capuzzello .Roster della squadra dei Gladiatori Flag Football: MaxBertolani,Roberta Antignozzi,Gianluca Rasoli,GiorgioMurru,Daniele Ferraro,Alessandro Romiti,AntonioCapuzzello,Fabio Paduanella,Alessandro Amici, Diego deCechi, Anthoni Siciliano.Maggiori informazioni sulla squadra potrete averleconsultando il loro sito http://www.gladiatorimilano.it.gg , oppurese volete provare Vi aspettiamo tutti i sabati mattina dalleore 10,00 alle ore 13,00 presso il centro sportivo comunaledi Gaggiano di via Gramsci-38Come gli antichi Samurai, Max Bertolani non ha dubbi, lavera forza di un guerriero non si misura nel contatto fisicocon l’avversario, ma nella sua intelligenza di gioco enella conseguente abilità del gesto. Quello capace diraggiungere la meta. E di vincere.E di meta si parla nel Flag Football, anche se è lontana(ma forse no) da qualunque sentiero mistico.Figlio del football americano, di cui mantiene intatto ilgrande dna sportivo, il flag football conserva le regolefondamentali e le misure del campo di gioco, anche se lavera misura della disciplina sta negli ‘aggiustamenti’apportati per trasformarlo in uno sport per tutti: squadreaperte anche alle donne e ai bambini, prestanza fisica ecorporatura ‘normali’, il solo contatto consentito conl’avversario è nel terzo tempo, quando i giocatori sistringono la mano. Amichevolmente, giura Max. Difficilecredergli sulla parola quando si è costretti ad alzare gliocchi per guardarlo in faccia…. Fisico e muscoli sembranodissuadere dal qualunque esperimento. Ma… c’ è unma…. che si chiama Roberta.E per chi non conosce ancora la disciplina, RobertaAntignozzi è un’ambasciatrice certamente piùconvincente, o quantomeno più rassicurante. Sempre che tirassicuri la sua apparente fragilità esposta da un fisicoasciutto e minuto, dentro cui sonnecchia la forza di quelsamurai… Aggiungiamo, per ora, una sola curiosità. Leflags, le bandierine legate alla vita dei giocatori, il solomodo consentito per fermare l’avversario in possesso dellapalla, sono provviste di un dispositivo sonoro che segnalal’avvenuto distacco delle stesse. L’azione si chiamadeflag. Facile, no? Ma, credetemi, è meglio per tuttiattendere il resto delle spiegazioni da Max e Roberta, isoli testimonial attendibili della verità di gioco.Cosa è la Flag Football:Il Flag Football è una disciplina sportiva che nasce negliStati Uniti nella prima metà degli anni ‘80 comestrumento di avvicinamento dei giovani al footballamericano. Si gioca 5 contro 5 con regole che ricalcanofedelmente quelle del football americano con la solaeccezione dei contatti, che sono vietati dal regolamento. Iplaccaggi, anziché essere portati sul corpodell’avversario, vengono effettuati staccando una delledue “bandierine”, denominate appunto “flag”, checingono la vita dei giocatori. Il campo di gioco ha unalunghezza di 70 yard (circa 63 metri) ed una larghezza di 30(circa 27 metri) e le partite si svolgono su due tempi di 20minuti. I giocatori indossano una divisa molto semplice cheprevede maglia e pantaloncini aderenti e senza tasche,cintura regolamentare con due flag e scarpe adatte al tipodi superfice su cui la partita si svolge (generalmente erbao sintetico). Non sono richieste protezioni di alcun tipo,se si eccettua un paradenti che molte federazioni (la LIFFitaliana, per esempio) considerano parte obbligatoriadell’equipaggiamento degli atleti. Ogni squadra devemettere in campo alternativamente un attacco ed una difesaed i cambi di giocatori sono liberi e molto frequenti.Così come nel suo progenitore più conosciuto, il flagfootball è uno sport dove la specializzazione dei ruoliè fondamentale ed il “playbook” con gli schemi digioco, da condividere nell’“huddle”, è unacomponente importantissima per riuscire a sorprendere gliavversari con azioni sempre più varie e ben eseguite. Natocome disciplina giovanile propedeutica al footballamericano, il flag football si è poi diffuso anche tra lefasce di età più alte, dove chi non ha mai provato ilfascino del casco e paraspalle può provare le emozioni(perché di vere e proprie emozioni si tratta) della pallaovale insieme a chi ha giocato, o gioca tuttora, a“tackle”. Non esistono limiti di età o di strutturafisica per giocare questo meraviglioso sport che, uno deipochi esempi nel panorama sportivo, può essere giocatoanche da squadre miste di uomini e donne.Max Bertolanihttp://www.maxbertolani.ithttp://blog.libero.it/maxbertolani/view.php?ssonc=724072882http://www.gladiatorimilano.it.gg