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Un libro da leggere: Un giorno perfetto per uccidere

Post n°2823 pubblicato il 22 Luglio 2015 da maxsof1
 
Tag: Libri

Autore: Mario Mazzanti

Descrizione:

In un paesino lombardo è una mattina di un freddo novembre quando Ami, una bambina di origine senegalese, esce di casa per andare a scuola. E non farà mai ritorno. Appena il padre dà l'allarme, inizia una frenetica ricerca. A coordinare le indagini è il commissario Sensi. I suoi uomini trovano immediatamente una pista da seguire, che presto si rivelerà però un buco nell'acqua. Passati tre mesi dal triste epilogo della vicenda, il commissario decide di recarsi dal dottor Claps, suo vecchio amico e rinomato criminologo, che da poche parole intuisce il reale motivo della visita. Non si tratta soltanto di Ami, lei non è l'unica bambina scomparsa e il suo non è l'unico caso irrisolto. Altri piccoli corpi mai identificati sono stati trovati negli ultimi tre anni. E tutti con la stessa identica firma...

Commento: "Un romanzo a tinte forti degno della migliore tradizione del giallo, un vero capolavoro di scrittura ad alta tensione. Mario Mazzanti è la nuova voce del thriller italiano". Questo è quello che c'è scritto sulla pagina di presentazione di "Un giorno perfetto per uccidere". E' vero? L'autore scrive in modo scorrevole ma non banale e lascia il lettore dalle prime alle ultime pagine con la voglia di procedere nella lettura. Non mancano l'intreccio, l'analisi psicologica i colpi di scena e l'incisiva descrizione dei luoghi diversi in cui si sviluppa la storia. Mazzanti è stato in grado di farmi volare con l'immaginazione, certe scene è come se le avessi quasi viste da vicino. In questo libro, si parla di un serial killer di bambine di colore, di psicanalisi, di solidarietà e di vendetta, ma tutto è troppo incredibilmente facile. Tutto bene? Mica tanto. La vera delusione è il finale abbastanza prevedibile, che fa perdere mezzo voto alla valutazione finale del libro. Ho letto diversi thriller e non mi era mai capitato di "indovinare" il serial killer come in questo libro.

Voto: 6½

 
 
 

Geschke vince la prima tappa alpina. Contador perde terreno

Post n°2822 pubblicato il 22 Luglio 2015 da maxsof1
 
Foto di maxsof1

Il tedesco Simon Geschke arriva da solo a Pra Loup vincendo la 17esmia tappa del Tour De France 2015. A 32 secondi arriva l'americano Talansky, terzo il colombiano Uran a 1:01. I primi tre sono lontanissimi dalla maglia gialla Chris Froome. La tappa si è aperta con il ritiro Tejay Van Gardener per problemi intestinali. Il ciclista americano era terzo in classifica generale. Frazione animata fin dall'inizio. In fuga, tra gli altri, Geschke e uno scatenato Peter Sagan. Attaccano anche Alberto Contador e Alejandro Valverde, ripresi prima del Col d'Allos, cima più alta del Tour 2015 con 2.250 metri. Sulla salita l'Astana alza il ritmo e il gruppo maglia gialla si riduce a poche unità. Sul gran premio della montagna transitano in cinque: Froome, Nairo Quintana, Vincenzo Nibali, Valverde e Contador. Il vincitore del Giro 2015 cade in discesa e arriva sul traguardo con un ritardo di 2:15 da Froome e Quintana. Valverde arriva con 7 secondi di ritardo dai primi due, mentre Nibali perde 15 secondi. Il ciclista italiano ora è settimo in classifica generale e mette nel mirino Robert Gesink, Contador e Geraint Thomas.

Classifica generale
1 FROOME Chris GBR SKY 69:06:49
2 QUINTANA Nairo COL MOV 3:10
3 VALVERDE Alejandro SPA MOV 4:09
4 GERAINT Thomas GBR SKY 6:34
5 CONTADOR Alberto SPA TCS 6:40
6 GESINK Robert OLA TLJ 7:39
7 NIBALI Vincenzo ITA AST 8:04
8 FRANK Mathias SVI IAM 8:47
9 MOLLEMA Bauke OLA TFR 11:47
10 BARGUIL Warren FRA TGA 13:08

 
 
 

A La Pierre St.Martin stoccata Froome. Crolla Nibali

Post n°2821 pubblicato il 14 Luglio 2015 da maxsof1
 
Foto di maxsof1

Chris Froome vince la decima tappa del Tour de France 2015 con arrivo ai 1.610 metri "hors catégorie" di La Pierre St.Martin. E' il primo "vero" arrivo in salita di questa edizione. Le prime nove tappe erano state caratterizzate dalla cadute. Il ciclista britannico ha fatto il vuoto staccando tutti i suoi principali avversari per la vittoria finale. Il primo a perdere contatto è stato Vincenzo Nibali a 12 chilometri dal traguardo. Il vincitore del Tour 2014 è arrivato 4:25 di ritardo e può dire addio ai sogni di gloria. Il secondo big ad andare in crisi è stato Alberto Contador, arrivato sul traguardo con 2:51. Nairo Quintana, l'altro favorito della vigilia, ha tenuto la ruota di Froome fino a -7 dal traguardo, ma poi anche lui ha perso contatto e si è beccato un ritardo di 1:04. Il colombiano è giunto sul traguardo in terza posizione, beffato nel finale da Richie Porte. Il vincitore del Tour 2013 ha in mano anche questa edizione per mancanza di avversari.

Classifica generale
1 FROOME Chris GBR SKY 35:56:04
2 VAN GARDEREN Tejay  USA BMC 2:52
3 QUINTANA Nairo COL MOV 3:09
4 VALVERDE Alejandro SPA MOV 4:01
5 GERAINT Thomas GBR SKY 4:03
6 CONTADOR Alberto SPA TCS 4:04
7 GALLOPIN Tony FRA LTS 4:33
8 GESINK Robert OLA TLJ 4:35
9 BARGUIL Warren FRA TGA 6:12
10 NIBALI Vincenzo ITA AST 6:57

 
 
 

Un libro da leggere: Un indovino mi disse

Post n°2820 pubblicato il 12 Luglio 2015 da maxsof1
 
Tag: Libri

Autore: Tiziano Terzani

Descrizione:

Nel 1976 un indovino cinese avverte Tiziano Terzani, corrispondente dello "Spiegel" dall'Asia: "Attento. Nel 1993 corri un gran rischio di morire. In quell'anno non volare mai". Nel 1992 Terzani si sente stanco, dubbioso sul senso del suo lavoro. Gli torna in mente quella profezia e la vede come un'occasione per guardare il mondo con occhi nuovi. Decide di non prendere aerei per un anno, senza rinunciare al suo mestiere. Il risultato di quell'esperienza è un libro che è insieme romanzo d'avventura, autobiografia, racconto di viaggio e reportage.

Commento: Una profezia di una indovino può influenzare le scelte di una persona? E' quello che ha fatto Tiziano Terzani nel 1993, quando decide di non prendere aerei per 13 mesi per colpa di una profezia di un indovino fatta 17 anni prima. Il grande giornalista non abbandona il suo mestiere ma trasforma il divieto in un'occasione per guardare al mondo da occhi diversi. Spostandosi in treno, in nave, in auto, e talvolta anche ai piedi, Terzani si trova a osservare paesi e persone della sua amata Asia da una prospettiva nuova, e spesso ignorata. "Un indovini mi disse" è un grandissimo reportage di viaggio in un paese che sta cambiando, purtroppo in peggio. Lo sfavillio della moderna economia, baluardo del popolo cinese, sta rovinando molti luoghi dell'Asia ricchi di cultura, misticismo e poesia. Terzani nel percorrere queste terre incontra vari indovini in cui trova ancora i resti di una cultura popolare che sta per svanire. Un ottima occasione per riflettere sulla splendida saggezza e semplicità della cultura popolare e sul destino dell'uomo gustando una scrittura comunicativa ed accattivante. Conclusioni? "Un indovino mi disse" è un libro del 1995 ma le osservazioni generali potrebbero essere ancora attuali?  Terzani fa capire che la globalizzazione sta ammazzando la cultura e le tradizioni di ogni popolo. A differenza di ciò che scrivono alcuni media, diversità non vuol dire male ma solo un'altra prospettiva di vita. Il giornalista inoltre prende di mira la cosiddetta modernità dell'Occidente, che fa vivere le persone non più in armonia con se stesse. "Un indovino mi disse" è un libro da leggere assolutamente.

Voto: 7+

 
 
 

Un libro da leggere: Follia profonda

Post n°2819 pubblicato il 29 Giugno 2015 da maxsof1
 
Tag: Libri

Autore Wulf Dorn

Descrizione:

Un mazzo di bellissime rose rosse senza biglietto. Un inquietante disegno sotto il tergicristallo dell'auto. Lo psichiatra Jan Forstner è l'oggetto delle attenzioni insistenti di una sconosciuta. All'inizio pensa si tratti semplicemente dei sentimenti innocui di una paziente. Ma quando un amico giornalista, che stava per fargli delle rivelazioni sconvolgenti che lo riguardavano da vicino, viene trovato barbaramente ucciso, Forstner comincia a temere di essere il bersaglio finale di una pazza omicida. Una stalker che non si ferma davanti a nulla pur di ottenere ciò che vuole.

Commento: "Follia profonda" è il terzo libro che leggo di Wulf Dorn. Già il titolo dà un'idea della trama del romanzo. Per leggere la terza opera dello scrittore tedesco bisogna mettere da parte la razionalità e addentrarsi nello sconosciuto e imprevedibile mondo della psichiatrica. I personaggi sono ben delineati: Jan Forstner, lo psichiatra che già conosciamo perché protagonista de "Il superstite", un prete e una misteriosa donna bionda. La storia cattura l'attenzione dopo una ventina di pagina e procede con il giusto ritmo e pathos fino all'inizio del parte finale. Il lettore è quasi ipnotizzato a leggere per scoprire chi possa essere lo stalker che perseguita lo psichiatra. Quando però il mistero si dipanava, ho iniziato a trovare la trama lenta e scontata. In poche parole si può dire che la storia ha molte cose in comune con quella de "La psichiatra". Conclusioni? "Follia profonda" è un buon libro che avrebbe beccato un bel 7 senza il finale, a mio avviso un po' frettoloso e molto irrealistico.

Voto: 6½

 
 
 

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