OLOCAUSTOCome si muore, quale preghiera rimane, quale forza nel cuore, quali ancora parole se non lamenti.Insieme e in fondo soli, come si muore, senza più ricordi, senza pelle e più ossa, ombra della propria ombra di notte e col sole.Calda la paura rende di fuoco l’ariae di sangue le lacrime, di ghiaccio il sudore.Come si muore a pochi passi dalla morte, come si muore in piedi e ginocchia a terra, con occhi randagi a cercare la fuganon dalle anguste murama dai cento altri sguardi, sbarrati nell’orrore dell’addio alla vitae spaccati dall’odio dell’odio come un sasso nel cuore.Mano nella mano col silenzio nelle parolee il lamento nel cuore, dal profondo si leva l’urlo sotto le docce infami e assassineche bagnano di morte le schiene e i nudi capi chini.Come si muore insieme, spalla a spalla, corpo contro corpo vomitante sudore, nudi nel freddo e vuoti, ormai vuoti, già morti nella vita, già nella vita oltre la morte.Tutto rimane, le braccia marchiate, le vite segnate, le lacrime a spasso coi ricordi, a torturare l’anima di chi ce l’ha fatta, il ricordo di chi non è tornato e mai più tornerà.Come la neve, polveri bruciate e ceneri come la neve, sputate fuori dalla fiamma carnefice, che gli occhi segnò di giorno e di notte, che mai tremò nel dare la morte, legando il dolore e le fiamme, la vita alla morte.
Post N° 5
OLOCAUSTOCome si muore, quale preghiera rimane, quale forza nel cuore, quali ancora parole se non lamenti.Insieme e in fondo soli, come si muore, senza più ricordi, senza pelle e più ossa, ombra della propria ombra di notte e col sole.Calda la paura rende di fuoco l’ariae di sangue le lacrime, di ghiaccio il sudore.Come si muore a pochi passi dalla morte, come si muore in piedi e ginocchia a terra, con occhi randagi a cercare la fuganon dalle anguste murama dai cento altri sguardi, sbarrati nell’orrore dell’addio alla vitae spaccati dall’odio dell’odio come un sasso nel cuore.Mano nella mano col silenzio nelle parolee il lamento nel cuore, dal profondo si leva l’urlo sotto le docce infami e assassineche bagnano di morte le schiene e i nudi capi chini.Come si muore insieme, spalla a spalla, corpo contro corpo vomitante sudore, nudi nel freddo e vuoti, ormai vuoti, già morti nella vita, già nella vita oltre la morte.Tutto rimane, le braccia marchiate, le vite segnate, le lacrime a spasso coi ricordi, a torturare l’anima di chi ce l’ha fatta, il ricordo di chi non è tornato e mai più tornerà.Come la neve, polveri bruciate e ceneri come la neve, sputate fuori dalla fiamma carnefice, che gli occhi segnò di giorno e di notte, che mai tremò nel dare la morte, legando il dolore e le fiamme, la vita alla morte.