maya1 diary

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HIGHWAY TO HELL

Post n°884 pubblicato il 27 Novembre 2017 da maya1st

 

 

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Ehh già... ma che ve lo dico a fare.

Un uomo che bacia bene è un'autostrada per l'inferno.

Il bacio al giorno d'oggi è troppo sottovalutato. Troppa fretta di arrivare al dunque, quando il solo sfiorare delle sue labbra sul collo sono più efficaci di mille moine.

Ho baciato tanti uomini in vita mia, ma quelli che mi hanno fatto volare con un bacio sono davvero pochi.

Ognuno di questi uomini era convinto di baciare bene.

Ancora lo ricordo il bacio di Lillo, Caloggerino detto Lillo, di cui mi ero presa una cotta assurda, di quelle botte che prendi da ragazzina quando il primo stupido che ti da un po' di attenzioni diventa l'unico e il solo amore che vuoi avere.

Ebbene, questo sicilianissimo principe dei poveri, baciava a denti stretti. Giuro che se volessi imitarlo non ci riuscire nemmeno più... uno dei baci più orribili, ma non il peggiore.

I peggiori sono quelli che pensano che se ti sbavano per tutta la faccia allora hanno fatto bene il loro mestiere. Quei baci finiti i quali hai bisogno di una confezione da sei di rotoloni regina per asciugarti tutto il viso. Li odio.

Un bacio non è né deve essere una guerra... dev'essere una danza lenta - un tango. Deve prenderti, ma questo non significa che il lui di turno deve infilarti mezzo metro di lingua indurita e incartapecorita nella gola.

Altro uomo disgustoso... bleach!!! La lingua deve essere morbida, ma non molliccia. Bisogna avere un buon movimento rotatorio, ma non dev'essere un frullatore. Una sorta di danza di lingue che prosegue con le mani che percorrono il tuo corpo.

Poi ci sono quelli che danno i baci timidi. Tanti baci timidi, infiniti baci timidi... ed è vero che poche righe fa ho scritto che ormai c'è sempre più fretta, ma cacchio di un cacchio non è che una può morire di vecchiaia in attesa che ti decidi a infilarla la lingua :)))

 

Pochi uomini sono stati capaci di baciarmi così bene da farmi dimenticare dov'ero. Tu sei uno di questi ed è una delle cose che mi tiene stretta tra le tue braccia, dannato te!

Alessandra

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LA MAESTRINA

Post n°883 pubblicato il 29 Ottobre 2017 da maya1st

@@@ CONTIENE CONTENUTI EROTICI PREGO AI MINORI DI NON LEGGERE @@@

- SOLO UNA MENTE ARGUTA CAPIRA' IL MESSAGGIO NASCOSTO IN QUESTO POST VI SFIDO A SCRIVERE NEI COMMENTI COSA SECONDO VOI PENSO DI QUESTA SITUAZIONE: SECONDO VOI, ANCHE SE IL FINE HA ACCONTENTATO ENTRAMBI, E' DAVVERO ESALTANTE SAPERE CHE IL TUTTO NASCE DA UN PACCHETTO CONFEZIONATO? PRESTABILITO? :)

BUONA LETTURA, Alessandra

Aveva fatto tutti i compiti. Brava! Si era detta.

Aveva preso la poltroncina bianca di pelle, che di solito teneva vicino al divano, e l'aveva posta davanti alla porta con la seduta rivolta verso il pontoncino bianco.

Appoggiata all poltroncina una fascia nera di seta che aveva comprato appositamente per l'occasione.

Si era fatta la doccia e aveva spruzzato un pò di Acqua di gioia dietro le orecchie, sul collo e sulla schiena.

Voleva che lui sentisse il suo profumo quando l'avrebbe abbracciata da dietro e pian piano sarebbe sceso a baciarle la schiena.

Faceva freddo in casa, decise di aumentare un po' la temperatura. Si era messa un completo in pizzo e raso rosa, comprato anch'esso per l'occasione. Era la prima volta che le capitava di andare con un uomo più giovane di lei e questo un po' la faceva sentire a disagio. Lui era abituato a donne di almeno dieci anni più giovani. Si specchiò. Il suo corpo reso tondo dall'età ma ancora tonico nei punti giusti, la rassicurò. Gli sarebbe piaciuta. Aveva una maglia lunga e morbida che le arrivava sotto il ginocchio, le autoreggenti nere con una fascia di pizzo e niente più. Lui era in ritardo di mezz'ora, ma l'aveva avvisata.

Non si era truccata molto, solo un filo di rossetto e il rimmel.

Lui le mandò un messaggio sul cellulare. Sono sotto. Aprì il cancelletto e il portone e gli rispose con un messaggio per spiegargli qual'era il suo interno. 

L'ingresso si apriva su un open space dove sulla destra c'era una piccola libreria con degli oggetti orientali e qualche libro.

Il divano con penisola era messo a ferro di cavallo davanti a una grande tv da 50 pollici. sotto un mobiletto laccato bianco.

Non c'era nulla fuori posto. Sembrava una casa pronta per essere fotografata da qualche rivista di life style.

Lei lasciò la porta socchiusa e si nascose.

"Permesso?" chiese lui imbarazzato ed eccitato al tempo stesso.

"Siediti e chiudi gli occhi", ordinò lei.

Lui obbedì subito agli ordini.

Lei lo bendò poi si chinò su di lui per dargli un bacio sulla guancia.

"benvenuto ora alzati" gli ordinò con voce dolce e calda.

Era il primo contatto con lei. Aveva percepito il calore delle labbra, sentito il suo profumo dolce, ma soprattutto aveva capito che aveva i capelli lunghi perchè una ciocca le era scivolata in avanti.

Avevano il profumo del miele.

Non l'aveva mai vista, l'aveva preteso da lei. Voleva provare un incontro al buio.

Lei lo fece alzare, prima però accese lo stereo e creò un po' di atmosfera.

Gli prese le mani e le fece scivolare sul suo corpo.

"Vuoi continuare?" gli chiese

"Certamente... certamente piccola!" E si mosse per stringerla a sé, ma lei lo blocco.

"Non correre", gli intimò.

"Voglio baciarti!", pretese lui

"No... lascia fare a me... non correre, fidati di me!".

Aveva sentito il suo corpo per un attimo e non vedeva l'ora di poterla amare e farla sua.

Lei gli sbottonò la camicia e gli baciò il collo, poi scendendo diede un leggero morso al capezzolo e poi scivolò con la lingua fino all'inguine.

Lui le mise leggermente le mani sulla testa. Non vedere faceva sì che i suoi sensi fossero allertati ad ogni piccolo sfioramento delle sue labbra sulla sua pelle. Tutto era accentuato all'ennesima potenza. Aveva i brividi per il piacere.

Lei gli tolse sapientemente la camicia e lo face voltare. Era in balia delle sue mani.

Con la lingua percorse la sua spina dorsale. La sua voglia si faceva prepotente e lei se ne accorse.

lo abbracciò da dietro e gli strinse il pacco. "Ti voglio" gli sussurrò all'orecchio.

Lui non resistette. Si girò di scatto la strinse a se e la baciò. Lei lo lasciò fare.

"posso togliere la benda?" le chiese. "No!" rispose lei.

Voleva fare l'amore con lui senza che lui la vedesse.

lo portò in camera da letto. gli sfilò anche i pantaloni e gli diede un morso senza stringere i denti sopra lo slip.

Lui stava scoppiando e al tempo stesso doveva trattenersi perché temeva di venire subito.

Gli tolse anche gli slip e poi si dedicò a lui, con quei gesti con le mani, con le labbra e la lingua che facevano i movimenti perfetti che gli fecero pensare che questo era frutto di anni e anni di esperienze. Per un attimo, un infinitesimo di secondo, ne fu geloso. Quelle labbra non sarebbero state solo sue. Era stupenda. Avrebbe voluto vederla.

Le stava per dire di fermarsi perché non avrebbe resistito ancora per molto, ma lei si fermò da sola.

Si sdraiò sul letto e lo invitò a sdraiarsi accanto a lei.

Lui sentiva con le mani le calze autoreggenti, sentì il raso del completino e poi la sua pelle setosa.

La spogliò sempre bendato. Era arrivato il suo momento. Le baciò la nuca, poi gli occhi e poi gustò nuovamente le labbra. Scese ul collò e sentì la sua schiena inarcarsi e il morbido seno salire verso il suo corpo.

Allora lo afferrò e lo succhiò come si secchia una prugna matura d'estate.

Lei lo voleva e lui la sentiva e questo lo faceva sentire potente. Lei era finalmente sua.

Scese lentamente e poi da sopra lo slip iniziò a farsi strada con la lingua. Lei sussultò.

Scostò le mutandine e sentì finalmente il suo sapore. Gliele tolse e iniziò a baciare, leccare, mordicchiare ogni centimentro del suo pube. La succhiò fino a farla urlare... sentiva ancora le sue contrazioni quando gli si appoggiò per farsi bagnare dal suo umore-lei lo tirò dentro di sé. Lui non aspettava altro.

Non fu dolce com'era stato fino a quel momento. La prese con tutta quella voglia che aveva avuto dalla prima volta che aveva sentito la sua voce. I colpi erano forti, il ritmo un po' lento un po' svelto. Non poteva resistere ancora, la voltò e le venne sulla schiena.

Crollò al suo fianco.

Lei gli passò una salvietta per aiutarla a pulirsi dal suo liquido poi tornò sul letto e finalmente gli tolse le bende.

"Ciao" disse lui sorridendo

"Ciao" disse lei facendogli un enorme sorriso

"finalmente...tu", le disse accarezzangole il viso.

Era felice, aveva fatto i compiti bene.

Era andato tutto come aveva programmato.

 
 
 

IL VERSO GIUSTO

Post n°882 pubblicato il 24 Ottobre 2017 da maya1st

IL VERSO GIUSTO

Succede sempre... stai per scattarti un selfie e taaaacccc... no! Non ti piaci!

Poi... con il tempo... con gli ottomila scatti... riesci a trovare la posa giusta.

Il tuo lato migliore. Quello che decidi di mostrare alle persone e non a tutte!

Con alcune puoi fregartene di come viene la foto: chi ti ama già, chi ti conosce nelle tue mille

sfumature, non ha bisogno di vedere quale lato vuoi mostrare di te - sa già come sei!

Gli altri, no! Gli estranei vedono solo come decidi di apparire... io ho la capacità di fare il vuoto intorno

a me... forse perché non è facile capirmi, non mi capiscono nemmeno io, non posso mica pretendere che lo facciano

gli altri. Lo sapete una cosa pero?!? Non me ne frega un cazzo di essere capita.

IO SONO COSI' Ti va bene? Welcome in the fantastic Alessandra's world.

Non ti va bene? Beh come dice Canavacciulo: Adios!!!

Io non ho più tempo da perdere per farmi accettare. Non ho mai preteso che gli altri fossero diversi, ho solo cercato

di capirli e conoscerli prima di farmi un giudizio.

Chi si ferma alla copertina non può capire che cosa si perde nel leggere l'intero romanzo.

E questa la dedico al mio prof che ha deciso di tagliare con me tutti i ponti.

Vabbè come direbbero alle giostre: altro giro, altra corsa.

Io mi ritengo una persona speciale che chiunque dovrebbe desiderare avere nella propria vita perché, credetemi, persone

come me sono rare!

Una cosa mi ha fatto capire tutta questa storia... o meglio tutte le storie che hanno incrociato il mio cammino: non voglio

elemosinare il tempo, le attenzioni, l'affetto di nessuno.

 

Però se ancora un po'mi piaci

è colpa dei tue baci

che mi hanno preso l'animaaaaaa

DE LI MORTACCI TUAAAAAA

Daniele Silvestri - Testardo

 
 
 

UN VIAGGIO

Post n°881 pubblicato il 04 Ottobre 2017 da maya1st

E' libero? 

"Il posto... Sì", rispose con un sorriso ironico.

Risposi al sorriso e mi sedetti davanti a lui.

Tirai fuori le cuffiette e inizia ad ascoltare la playlist da viaggio.

Lo osservavo, credevo di nascosto, ma lui a un certo punto alzò gli occhi e mi sorrise.

Poi successe una cosa strana.

Iniziò a guardarmi, osservare i miei movimenti, senza nascondersi come avevo fatto io qualche minuto prima.

Quegli sguardi erano una danza tra due animali che lentamente si annusavano.

Quegli sguardi parlavano di posti dove entrambi avremmo voluto essere, del vino che avremmo scelto e della musica

che avremmo ascoltato mentre facevamo l'amore.

Chiuse il libro che stava leggendo. Solo allora mi accorsi che non era un libro, ma un fumetto di Ugo Pratt.

 

“Viaggiare mi ha dato la possibilità di recarmi in luoghi che già esistevano nella mia immaginazione"

Hugo Pratt

 

Prese la giacca, si voltò, mi sorrise, mi augurò buon viaggio e scese.

Wish you Where Here dei Pink Floyd accompagnò lentamente il suo avviarsi verso l'uscita dai miei sogni.

 
 
 

VM18 IL VENDITORE DI SOGNI

Post n°880 pubblicato il 09 Settembre 2017 da maya1st
 
Tag: DILDO, SOGNI

 

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Fece un lungo sospiro, toccò quella maniglia che le sembrò ghiacciata, ma era solo una sua impressione, spinse la porta ed entrò.

Sentì immediatamente il tintinnio del campanello attaccato alla porta di ferro.

"Dannazione!", pensò. Avrebbe voluto entrare nel totale anonimato e invece tutti si voltarono per un secondo a guardarla, quel secondo che le sembrò un'eternità. Nella sua mente, quelle persone l'avevano già scannerizzata con un laser invisibile e con un software degno di una spy story, era comparsa una schermata con il suo nome-indirizzo-età-luogo di lavoro e i suoi normali spostamenti.

La realtà era ben diversa, era vero che le persone presenti nel negozio l'avevano guardata, ma un secondo dopo erano tornati alla loro occupazione.

Si diresse immediatamente verso l'ultimo scaffale, quello meno in vista. Voleva mettersi degli occhiali da sole prima di entrare, ma poi aveva pensato che così conciata sarebbe stata ridicola e avrebbe attirato ancora di più l'attenzione.

Il cuore lentamente tornò al suo normale battito, fece dei lunghi sospiri per far sì che il suo colorito tornasse del suo solito pallore, e non rosso rubino com'era in quel momento, e si disse, anzi no, si ordinò: "Smettila di fare la scema, se hai avuto il coraggio di entrare ora devi andare fino in fondo!".

Iniziò ad osservare alla lontana la mercanzia, senza toccarla però, era troppo imbarazzata per farlo.

Due scaffali più avanti, delle ragazze che avranno avuto la metà dei suoi anni, ridacchiavvano divertite mentre prendevano in mano i vari oggetti, li tastavano, se li passavano tra battute scontate e ridolini isterici, e poi li riposavano per prenderne di nuovi.

Vorrebbe avere avuto la loro sfacciataggine, sfrontatezza o, semplicemente, la loro serenità per affrontare quell'ambiente per lei così ostico. Si fece coraggio di nuovo e passò alla merce per cui era entrata. Prese qualche scatola per leggere le istruzioni. 

Si chiedeva: "Saranno sicuri? Non saranno mica delle cineserie che sul più bello scoppiano o mi fanno prendere la scossa? Saranno igienici? Il materiale sarà anallergico?".

Mentre era sommersa dai suoi dubbi, un ragazzo che stava sistemando degli articoli si alzò da terra e sfoderando un bel sorriso le chiese: "Signora posso aiutarla? Se ha dei dubbi chieda tranquillamente.".

Era furiosa, come aveva osato rivolgerle la parola e attirare l'attenzione su di lei "Maledetto! E poi Signora... Grrrr!" pensò.

In quel momento, le tre ragazze che prima erano intente a giocare, la fissarono e ripresero a ridere, questa volta di lei e della sua espressione mista tra il furioso e l'imbarazzato.

Poi chiamarono il commesso: "Scusa... puoi venire alla cassa: abbiamo scelto!".

Mentre pagavano, una delle tre ragazze, la più grande, con dei capelli rosso fuoco e il piercing al naso, gli chiese con un fare da bambina maliziosa: "Lo puoi incartare? Così poi se vuoi puoi incartare anche me e scartarmi lentamente quando vuoi!".

Lei era allibita. "Io a vent'anni non avrei mai avuto quella faccia da culo!", poi si ferò a guardare il ragazzo, che prima aveva volutamente ignorato, e capì il motivo. Lui era davvero bello. Avrà avuto venticinque ventisette anni, alto un metro e ottantacinque/un metro e novanta, capelli neri rasati sui lati con un ciuffo riccio che gli scendeva sugli occhi, un sorriso perfetto con denti bianchi che sembravano appena lustrati dal dentista e la barba di qualche giorno che gli dava quel look trasandato consapevole che, a ben vedere, faceva impazzire le donne.

Quando le ragazze uscirono dal negozio, dentro rimasero lei, il commesso e un signore vestito con una tuta slabbrata e capelli unti che armeggiava tra i vari DVD per Adulti.

Il ragazzo si diresse da lei, prese un articolo e glielo porse. 

"Prendi questo!", le disse sempre sorridendo.

"Materiale anallergico e soft touch, ovvero sembra quasi vero, doppia funzionalità per orgasmo vaginale e clitorideo. Dimensioni standard che per iniziare può andar bene, costa novantacinque euro e, ovviamente, ha il vano pile protetto per non rischiare pericolose scosse" e su quest'ultima frase non poté trattenersi dal riderle in faccia.

Lei era su tutte le furie, stava per esplodere e dirgliene quattro, quando lui le prese delicatamente la mano e, questa volta sorridendo dolcemente, le chiese:

"Perché sei entrata qui?"

Rispose di getto, come faceva con il prete la domenica quando si andava a confessare:"Forse per cercare qualcosa che mi faccia sentire meno sola".

Lui sorrise: "Divertente!", le disse.

Lei lo incalzò:"Trovi?"

"Si, tu no?Sei venuta qui per comprare un attrezzo che è un surrogato del sesso e pensi che questo ti faccia sentire meno sola!".

Lei era spiazzata, non sapeva il perché ma gli chiese:"Cosa pensi di me?"

Le rispose: "Beh... penso che non volevi entrare qui, poi ti sei convinta, ma prima di venire hai osservato il negozio per diversi giorni, se non settimane, per cercare il giorno con meno affluenza. Pensò che hai prelevato dei contanti prima di entrare perché non vuoi che questo acquisto sia tracciato sul tuo bancomat. Quanto hai preso? Cento Euro?Sì, sicuramente non più di cento euro, il prezzo che ritieni sia un giusto compromesso per soddisfare un bisogno personale. Penso che quando sei entrata ti aspettavi di vedere solo un tipo basso, grasso, stempiato e con il naso tozzo. Un tizio che si fa i fatti suoi, che ti avrebbe ignorato e non ti avrebbe fatto domande né tanto più aiutato nel tuo acquisto e, una volta giunta alla cassa, ti avrebbe guardato le tette senza soffermarsi sul viso, avrebbe preso i soldi e senza distrarsi più di tanto dal suo giornaletto porno, ti avrebbe urlato un arrivederci. Ti aspettavi mio zio e, invece, hai trovato me!" concluse sempre più divertito.

Riprese: "Ehh già! Ti ho stravolto tutti i piani. E sai perché? Perché io ho quel sorriso, quel fascino che a te piace e che hai sempre associato agli uomini delle tue fantasie erotiche. Perché sono stronzo e sfacciato e questo, per una donna come te che ha sempre avuto il comando e tutti sotto di sé, rappresenta una sfida. Perché ti ho consigliato il dildo perfetto e ti guardo in un modo che ti fa capire che, nonostante l'età, io a letto so dove mettere le mani e sai che saprei farti godere molto di più di quanto potresti fare da sola con questo oggetto", disse prendendo in mano il dildo e agitandolo volgarmente.

Lei era spiazzata.

Lui proseguì: "Penso che tu adesso hai una gran voglia di essere scopata, hai voglia che ti porto sul retro, ti metto una mano davanti alla bocca per zittirti e ti ficco due dita dentro per vedere se sei davvero bagnata come suppongo tu sia e poi hai voglia che ti prenda di peso, ti metta sul tavolino e me lo tiri fuori dai jeans e ti sbatta così tanto da farti sentire i bottoni che sfregano sulla tua figa fradicia... sì dal tuo sguardo si capisce che hai voglia di essere scopata come Dio comanda, ma ti fa incazzare che con tutti gli uomini che ti passano sotto mano, sia un ragazzino in erba, di nemmeno trent'anni a farti provare certi brividi, mentre tu avresti preferito un uomo, certo molto più rassicurante e meno volgare, uno che ti avrebbe portato fuori a cena e dopo una lunga passeggiata ti avrebbe baciato dolcemente e con altrettanta dolcezza ti avrebbe infilato una mano sotto la gonna e poi ti avrebbe portato in un luogo sicuro per fare l'amore. Ti ritrovi di fronte uno sbarbato che lavora in uno sexy shop perché è talmente stupido che non ha trovato niente di meglio nella vita, eppure questo ragazzetto te lo faresti all'istante. Scommetto che se prendessi la tua testa e la mettessi sotto mi faresti un pompino da favola e te ne sbatteresti di Giovanni che rimane lì sul resto a far finta di sbirciare i DVD, mentre in realtà si fa una sega mentre guarda noi due che scopiamo.Se ho indovinato, chiudo tutto e mi offri un caffé, se ho sbagliato chiedo umilmente scusa. Quindi? Chiudo tutto?"

Un brivido le percorse la schiena e si accorse che il suo corpo era pronto per farsi scopare così come lui le aveva descritto: il sangue circolava velocemente, i capezzoli si erano irrigiditi e le sue labbra erano rosse.

"Sono così scontata? Oppure tutte le quarantenni sono così scontate agli occhi di un trentenne!?!", poi fece un lungo sospiro e guardandolo negli occhi gli disse:"Lungo?".

Lui rispose guardando verso il basso:"Dai non mi lamento saranno diciotto diciannove centimetri, ma credimi che so come far godere una donna!"

Lei finalmente scoppio a ridere e si rilassò: "Parlavo del caffè... lo bevi lungo, ristretto o macchiato?!?"

Lui scoppiò a ridere, stavolta in evidente imbarazzo. Si mise una mano in testa e rispose: "Mi hai fatto ridere... sai che c'è? Ti sei guadagnata il pranzo, offro io!", urlò a Giovanni di pensare lui al negozio e si diressero al bar in fondo alla via.

"Sai qual è la differenza tra me e un politico?" le chiese.

"No... dimmela", rispose rassegnata a dover sentire una stupidaggine.

"Loro fottono la gente e io sto per fottermi te!"

 

*** Il venditore di sogni ***

Alessandra

 
 
 
 
 

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Data di creazione: 04/12/2008
 

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LEGGERE X VOLARE STANDO CON I PIEDI X TERRA

LIBRO

leggo di tutto e di più...alterno i grandi classici a libretti per passare il tempo alle biografie. Ultimamente mi sto appassionando alle biografie dei grandi della musica. Ho letto uno di fila all'altro i 12 libri del trono di spade e tro George R Martin un genio. Da scrittrice in erba vi posso dire che a volte sono i personaggi a prendere il sopravvento sulla storia...ti ci affezioni e loro ti parlano...mentre mangi, mentre cammini e lui....gran @@@@ ha avuto la capacità di uccidere dei protagonisti!!!! Lo invidio e attendo il sequel se non altro per sapere chi altro ucciderà ;)