Ma andiamo con ordine.Ieri mattinata campale: arrivo in stazione, niente fila per i biglietti, chiedo alcune informazioni su orari&dintorni e trovo tutti gentilissimi. E qui doveva assolutamente scattarmi il dubbio: sta andando tutto troppo bene. Però pensavo solo che alle tre avrei avuto l'esame, sicchè, ingenua come poche, fiduciosa mi dirigo verso il binario e... il treno è in ritardo di 45 minuti... 50 minuti... 60 minuti. Eh, la verità è sempre l'uiltima a venir fuori. Nota a margine: si crepava di caldo. Quindi la sottoscritta, che di secondo nome (anzi terzo, il secondo è astuta, v. sopra) fa genio si scola quasi un litro d'acqua e la vita la mette davanti ad un bivio. Da una parte poter finalmente dar giustizia alla sua vescica che grida vendetta, dall'altra prendere il treno, dopo averlo aspettato un'ora. Ovviamente, un destino crudelele beffardo sceglie per me: per forza, la seconda. Così le due ore di viaggio si son consumate a cercare di concentrarmi nel ripasso pre-esame ed a concentrarmi sul fatto che non dovevo concentrarmi su quanto avessi bisogno di fare pipì. Tant'è che la vita va avanti, il treno pure (ed è già qualcosa, di 'sti tempi), arrivo a casa e rinasco. Letteralmente. Pranzo frugale e veloce e corro a far l'esame - andato benone. Serata senza grosse note di rileivo, tranne che, a quanto pare, ho uno spasimante. A senso unico.E stamattina?! Dopo aver buttato giù, insieme alle girls, un po' di idee per la festicciola, tutta sorridente vengo qui (in biblioteca) a leggere la posta. Direte, non ti ha insegnato niente l'esperienza di ieri?! Attenzione ai facili entusiasmi! Infatti, m'è arrivata la mail di "spiegazioni" su non-so-bene-come-chiamarlo-diciamo-un-workshop-di-giovani-studenti-europei, di una settimana, in Romania, a cui parteciperò a fine agosto. Ebbene, a parte l'infinita, noiosa ed inutile trafila burocratica che m'aspetta, la notizia bomba riguarda il viaggio - tenete a mente che è pagato dalla cara regione Friuli-venezia giulia (= al risparmio, visto che viaggiano semplici studenti plebei e non altolocati politici). Si partirà da Trieste all'una di notte, con un pulmino 7+1, 17 ore di viaggio per 1100 km, in modo da arrivare in orario, giusto per la cena di benvenuto, alle 19. Ma considerare una compagnia a basso costo, no?! Potevano chiamarlo corso di sopravvivenza ed eravamo a posto...
Chi vivrà vedrà
Ma andiamo con ordine.Ieri mattinata campale: arrivo in stazione, niente fila per i biglietti, chiedo alcune informazioni su orari&dintorni e trovo tutti gentilissimi. E qui doveva assolutamente scattarmi il dubbio: sta andando tutto troppo bene. Però pensavo solo che alle tre avrei avuto l'esame, sicchè, ingenua come poche, fiduciosa mi dirigo verso il binario e... il treno è in ritardo di 45 minuti... 50 minuti... 60 minuti. Eh, la verità è sempre l'uiltima a venir fuori. Nota a margine: si crepava di caldo. Quindi la sottoscritta, che di secondo nome (anzi terzo, il secondo è astuta, v. sopra) fa genio si scola quasi un litro d'acqua e la vita la mette davanti ad un bivio. Da una parte poter finalmente dar giustizia alla sua vescica che grida vendetta, dall'altra prendere il treno, dopo averlo aspettato un'ora. Ovviamente, un destino crudelele beffardo sceglie per me: per forza, la seconda. Così le due ore di viaggio si son consumate a cercare di concentrarmi nel ripasso pre-esame ed a concentrarmi sul fatto che non dovevo concentrarmi su quanto avessi bisogno di fare pipì. Tant'è che la vita va avanti, il treno pure (ed è già qualcosa, di 'sti tempi), arrivo a casa e rinasco. Letteralmente. Pranzo frugale e veloce e corro a far l'esame - andato benone. Serata senza grosse note di rileivo, tranne che, a quanto pare, ho uno spasimante. A senso unico.E stamattina?! Dopo aver buttato giù, insieme alle girls, un po' di idee per la festicciola, tutta sorridente vengo qui (in biblioteca) a leggere la posta. Direte, non ti ha insegnato niente l'esperienza di ieri?! Attenzione ai facili entusiasmi! Infatti, m'è arrivata la mail di "spiegazioni" su non-so-bene-come-chiamarlo-diciamo-un-workshop-di-giovani-studenti-europei, di una settimana, in Romania, a cui parteciperò a fine agosto. Ebbene, a parte l'infinita, noiosa ed inutile trafila burocratica che m'aspetta, la notizia bomba riguarda il viaggio - tenete a mente che è pagato dalla cara regione Friuli-venezia giulia (= al risparmio, visto che viaggiano semplici studenti plebei e non altolocati politici). Si partirà da Trieste all'una di notte, con un pulmino 7+1, 17 ore di viaggio per 1100 km, in modo da arrivare in orario, giusto per la cena di benvenuto, alle 19. Ma considerare una compagnia a basso costo, no?! Potevano chiamarlo corso di sopravvivenza ed eravamo a posto...