Maya

Benarrivato, 2006!


Non sono stati i postumi a tenermi lontana dal blog, ma il panico da esame. Non sono messa per niente bene, ma lungi dall’arrendermi, mi butto a capofitto in quell’allegro argomento che è l’antropologia della morte. Dico, anche lui, perché non fare un corso un po’ più allegro?!Ma veniamo a cose serie… il 31, ossia cronaca di una serata annunciata - come surreale, inconsapevole ed improvvisata e confermata come tale. Come ogni racconto che si rispetti, inizio con…… C’era una volta la legge di Murphy. Quando una cosa decide d’andare male, figurati se io mi metto a contraddirla: infatti, andando in stazione si rompe il cambio della macchina, ma riesco comunque ad arrivare in tempo. Peccato sia stato uno sforzo inutile, visto che il treno è soppresso, così ci becchiamo un regionale, che ci mette una vita ad arrivare a Trieste, dove, of corse, piove. Ma ginger&io, tenaci, la buttiamo sul ridere. Anche perché, che altro vuoi fare? Con l’aiuto di pritt (e qui cominciano, per ovvi motivi, i soprannomi, ndr), nonostante ripide salite ed una certa valigia che pesa un quintale, arriviamo in appartamento. Ma non tutto poteva andare liscio, perché, figurati, attrici nate, ci lanciamo nel remake di una famosa pubblicità e giriamo un bel po’ alla ricerca di una farmacia, per prendere quel noto medicinale, e poter dire più tardi “… un bicchiere d’acqua calda, per favore”. Sono cose della vita, vanno prese un po’ così, insegna Ramazzotti. Comunque, il posto dove mettiamo in scena la battutona è delizioso, e dopo uno spritz, in fondo, ci riconciliamo con la sfiga. Ma mai parlare troppo presto, il 2005 è mica finito, e sospetto che potrebbe riservarci ancora qualche sorpresa. Infatti, così accade. Inutile negarlo, ormai: sono un po’ maga… Dunque, dopo lunghi preparativi, accompagnati dai vari cosa metto? che dici, mi sta bene? farà freddo? e se poi l’intimo rosso dà giù colore? ecc., arriviamo a destinazione. I vari maron glacè, silenzio, la visione (o il bello, a scelta), neo-simpatia, la bellona e la cugina, li avevamo già conosciuti: se si aggiungono profilo-greco e i tre giurisprudenza-boys, ecco completata l’allegra brigata. Vietato contarci: siamo in 13, meglio non pensarci, visto che il caro vecchio 2005 già sta sghignazzando della situazione. E, purtroppo, non siamo a Londra, dove avremmo avuto in dotazione, come da tradizione, la statuina di un gatto a cui far fare il 14simo. Ma la soluzione c’è, ed è a portata di mano, anzi di muro, visto che la stanza dove mangiamo ci offre varie ed eventuali fanciulle in vesti succinte, altro che statuina del gatto! È di scena una lunga tavolata di ragazzi/e dalle belle speranze, l’atmosfera è rilassata e divertita, aiutata da molte bottiglie di vino ed un sacco di cose (buone) da mangiare. Pullulano imitazioni di professori, aneddoti storici su presenti e non, broccolate di profilo greco e commenti a mezza voce con ginger, che, dopo questo, mi dovrà almeno una cena! Ormai è l’ora: la mezzanotte rintocca e scoppia tra le quattro mura, perché la pioggia non dà tregua. E se non altro non posso lamentarmi dei numerosi auguri maschili… Primo capodanno senza vedere i fuochi d’artificio, e per la prima volta in una cena “privata”, senza piazza né locali: sarà di buon auspicio, per un nuovo anno, un po’ più felice e fortunato del solito?! Come sempre buoni propositi ed auspici si sprecano, ed anche gli scongiuri anti-sfiga del caso, direi. Così usciamo di casa per un giretto ed una bevuta propiziatori, pellegrini in una città semi deserta, e dopo una birra ed un papero pera, tutti a nanna nei vari appartamenti. Son le 5:30 e tutto va bene, a parte che dormo con una tossica di tachi-flud: ecco, ormai ho fatto pubblicità al medicinale (tanto s’era capito, no?), che dorme più seduta che distesa… Risveglio lento e dolce, grazie ai bomboloni. Ma questa, ormai, è già cronaca di un neonato 2006, fatto di sbadigli e lotte con le valigie, concerto alla televisione e viaggio verso casa, in cui rincontriamo alcuni compagni di ventura di poche ore prima. La pioggia incessante bagna ancora Trieste, ed allora mi chiedo:Fine d’anno bagnato, anno fortunato?Ma, soprattutto, cosa avrà mai combinato profilo greco per farsi dare dalla cugina il suo (ennesimo) primo due di picche dell’anno?