Nel 1942 G Almirante , scriveva :Il razzismo ha da essere cibo di tutti e per tutti, se veramente vogliamo che in Italia ci sia, e sia viva per tutti, la coscienza della razza. Il razzismo nostro deve essere quello del sangue, che scorre nelle mie vene, che io sento rifluire in me, e posso vedere, analizzare e confrontare col sangue degli altri. Il razzismo nostro deve essere quello della carne e dei muscoli; e dello spirito, sì, ma in quanto lo spirito alberga in questi determinati corpi, i quali vivono in questo determinato paese…Altrimenti finiremo per fare il gioco dei meticci e degli ebrei; degli ebrei che, come hanno potuto in troppi cambiar nome e confondersi con noi, così potranno - ancor più facilmente e senza neppure il bisogno di pratiche dispendiose e laboriose - fingere un mutamento di spirito, e dirsi più italiani di noi, e simulare di esserlo, e riuscire a passare per tali. Non c’è che un attestato col quale si possa imporre l’alto là al meticciato e all’ebraismo: l’attestato del sangue.”[G. Almirante, Ché la dritta via era smarrita…Contro le “pecorelle” dello pseudo-razzismo antibiologico, In Difesa della razza, V,13:9-11 (5 maggio 1942)nel 1995 Il suo delfino Fini scriveva :Il fascismo lo si può giudicare come vuole, ma non c'è dubbio che fu una risposta innovativa, nel senso che non c'erano modelli precedenti. E' stato l'unico fenomeno politico originale che si è avuto in Italia per molti e molti anni. Mussolini ebbe l'intuzione di chiamare a raccolta nel fascio tutti coloro che avevano contribuito alla vittoria succesivamente mutilata, perchè non si rispettò il patto di Londra, e che dovevano contribuire alla ripresa della normalità. Poi non va dimenticato che erano gli anni in cui da Est arrivava la Rivoluzione d'Ottobre, in Italia si stavano organizzando i Soviet, c'era già una democrazia liberale profondamente malata già prima della grande guerra. E' innegabile che in quel periodo ci fosse un'emergenzaIERI:
Fini il lecchino sionista
Nel 1942 G Almirante , scriveva :Il razzismo ha da essere cibo di tutti e per tutti, se veramente vogliamo che in Italia ci sia, e sia viva per tutti, la coscienza della razza. Il razzismo nostro deve essere quello del sangue, che scorre nelle mie vene, che io sento rifluire in me, e posso vedere, analizzare e confrontare col sangue degli altri. Il razzismo nostro deve essere quello della carne e dei muscoli; e dello spirito, sì, ma in quanto lo spirito alberga in questi determinati corpi, i quali vivono in questo determinato paese…Altrimenti finiremo per fare il gioco dei meticci e degli ebrei; degli ebrei che, come hanno potuto in troppi cambiar nome e confondersi con noi, così potranno - ancor più facilmente e senza neppure il bisogno di pratiche dispendiose e laboriose - fingere un mutamento di spirito, e dirsi più italiani di noi, e simulare di esserlo, e riuscire a passare per tali. Non c’è che un attestato col quale si possa imporre l’alto là al meticciato e all’ebraismo: l’attestato del sangue.”[G. Almirante, Ché la dritta via era smarrita…Contro le “pecorelle” dello pseudo-razzismo antibiologico, In Difesa della razza, V,13:9-11 (5 maggio 1942)nel 1995 Il suo delfino Fini scriveva :Il fascismo lo si può giudicare come vuole, ma non c'è dubbio che fu una risposta innovativa, nel senso che non c'erano modelli precedenti. E' stato l'unico fenomeno politico originale che si è avuto in Italia per molti e molti anni. Mussolini ebbe l'intuzione di chiamare a raccolta nel fascio tutti coloro che avevano contribuito alla vittoria succesivamente mutilata, perchè non si rispettò il patto di Londra, e che dovevano contribuire alla ripresa della normalità. Poi non va dimenticato che erano gli anni in cui da Est arrivava la Rivoluzione d'Ottobre, in Italia si stavano organizzando i Soviet, c'era già una democrazia liberale profondamente malata già prima della grande guerra. E' innegabile che in quel periodo ci fosse un'emergenzaIERI: