Questa le parole del direttore di Famiglia Cristiana Don Antonio Sciortino in risposta alle domande dei lettori sulle vicende delle donnine al seguito della corte berlusconiana: Il «limite della decenza» è stato superato nel comportamento «indifendibile» dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e la Chiesa italiana «non può ignorare l'emergenza morale»«Chi esercita il potere, anche con un ampio consenso di popolo, non può «pensare di barattare la morale con promesse di leggi favorevoli alla Chiesa: è il «classico» piatto di lenticchie da respingere al mittente». «La Chiesa, però, non può abdicare alla sua missione e ignorare l'emergenza morale nella vita pubblica del Paese», prosegue don Sciortino. «Nessuno - aggiunge - pensi di allettarla con promesse o ricattarla con minacce perché non intervenga e taccia». tutto c'è un limite. Quel limite di decenza è stato superato. Qualcuno ne tragga le debite conclusioni» così don Antonio Sciortino, conclude. «Il problema dell'esempio personale -spiega - è inscindibile per chiunque accetta una carica pubblica. In altre nazioni - osserva don Sciortino - se i politici vengono meno alle regole (anche minime) o hanno comportamenti discutibili, sono costretti alle dimissioni. Perché tanta diversità in Italia? L'autorità senza esemplarità di comportamenti non ha alcuna autorevolezza e forza morale. È pura ipocrisia o convenienza di interessi privati. Chi esercita il potere, anche con un ampio consenso di popolo, non può pretendere una "zona franca" dall'etica». «Di fronte all'Italia che arranca, di fronte al polverone mediatico sulle vicende del premier, i problemi reali del Paese (famiglia, lavoro, immigrati, riforme...) sono passati in secondo ordine. C'è da augurarsi, quanto prima, che da una "politica da camera da letto" si passi alla vera politica delle "camere del Parlamento", restituite alla loro dignità e funzioni. Prima che la fiducia dei cittadini verso le istituzioni prenda una via senza ritorno».Naturalmente i PDL non ha tardato a rendere pariglia a direttore del settimanale ma facciamo il punto .In cosa ha ragione don Sciortino?In tutto cio che riguarda la mancanza di etica in politica ha ragione da vendere: dovremmo pretendere più piu coerenza nei valori morali che si portano avanti , soprattuo da chi ricopre cariche importanti. DOvremmo rimpiangere le grandi figure del passato come Degasperi, Pertini, Moro, Berlinguer, Zaccagnini, uomini con spelle grandi ed un senso dell'etica e della giustizia da riempire il paese... però c'è un peròDi fatto non ci sono prove che accusino Berlusconi , c'è la parola di una donna di dubbia moralità che ha tentato invano di estorcere appalti al premier, qualche servizio giornalistico costruito ad arte e poco altro.Molte persone , per lo piu detrattori di Berlusconi , affermano che se fossimo in un altro paese europeo come USA o Gran Bretagna , il politico "smerdato" si sarebbe già dimesso.MI permetto di dissentire su questa prassi .Credo che i processi mediatici siano una sorte di linciaggio sommario indegni di uno stato di diritto.In Italia , grazie al cielo , si è colpevoli non perchè lo insinua La Repubblica o si è catturati da uno scatto di Fabrizio Corona , tanto meno si è colpevoli sulla base di paturnie di un imprenditrice delusa per non essersi aggiudicata un appalto (con quale diritto poi?)In Italia il premier , come qualsiasi altro cittadino è da considerarsi colpevole dopo che una giuria lo dichiara tale. Non si puo essere moralisti per paura dei giornili e delle tv.Personalmente non son simpatizzante del Berlusconi e soprattutto dei Berlusconsiti
FAMIGLIA CRISTIANA E LA MORALITA' POLITICA.
Questa le parole del direttore di Famiglia Cristiana Don Antonio Sciortino in risposta alle domande dei lettori sulle vicende delle donnine al seguito della corte berlusconiana: Il «limite della decenza» è stato superato nel comportamento «indifendibile» dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e la Chiesa italiana «non può ignorare l'emergenza morale»«Chi esercita il potere, anche con un ampio consenso di popolo, non può «pensare di barattare la morale con promesse di leggi favorevoli alla Chiesa: è il «classico» piatto di lenticchie da respingere al mittente». «La Chiesa, però, non può abdicare alla sua missione e ignorare l'emergenza morale nella vita pubblica del Paese», prosegue don Sciortino. «Nessuno - aggiunge - pensi di allettarla con promesse o ricattarla con minacce perché non intervenga e taccia». tutto c'è un limite. Quel limite di decenza è stato superato. Qualcuno ne tragga le debite conclusioni» così don Antonio Sciortino, conclude. «Il problema dell'esempio personale -spiega - è inscindibile per chiunque accetta una carica pubblica. In altre nazioni - osserva don Sciortino - se i politici vengono meno alle regole (anche minime) o hanno comportamenti discutibili, sono costretti alle dimissioni. Perché tanta diversità in Italia? L'autorità senza esemplarità di comportamenti non ha alcuna autorevolezza e forza morale. È pura ipocrisia o convenienza di interessi privati. Chi esercita il potere, anche con un ampio consenso di popolo, non può pretendere una "zona franca" dall'etica». «Di fronte all'Italia che arranca, di fronte al polverone mediatico sulle vicende del premier, i problemi reali del Paese (famiglia, lavoro, immigrati, riforme...) sono passati in secondo ordine. C'è da augurarsi, quanto prima, che da una "politica da camera da letto" si passi alla vera politica delle "camere del Parlamento", restituite alla loro dignità e funzioni. Prima che la fiducia dei cittadini verso le istituzioni prenda una via senza ritorno».Naturalmente i PDL non ha tardato a rendere pariglia a direttore del settimanale ma facciamo il punto .In cosa ha ragione don Sciortino?In tutto cio che riguarda la mancanza di etica in politica ha ragione da vendere: dovremmo pretendere più piu coerenza nei valori morali che si portano avanti , soprattuo da chi ricopre cariche importanti. DOvremmo rimpiangere le grandi figure del passato come Degasperi, Pertini, Moro, Berlinguer, Zaccagnini, uomini con spelle grandi ed un senso dell'etica e della giustizia da riempire il paese... però c'è un peròDi fatto non ci sono prove che accusino Berlusconi , c'è la parola di una donna di dubbia moralità che ha tentato invano di estorcere appalti al premier, qualche servizio giornalistico costruito ad arte e poco altro.Molte persone , per lo piu detrattori di Berlusconi , affermano che se fossimo in un altro paese europeo come USA o Gran Bretagna , il politico "smerdato" si sarebbe già dimesso.MI permetto di dissentire su questa prassi .Credo che i processi mediatici siano una sorte di linciaggio sommario indegni di uno stato di diritto.In Italia , grazie al cielo , si è colpevoli non perchè lo insinua La Repubblica o si è catturati da uno scatto di Fabrizio Corona , tanto meno si è colpevoli sulla base di paturnie di un imprenditrice delusa per non essersi aggiudicata un appalto (con quale diritto poi?)In Italia il premier , come qualsiasi altro cittadino è da considerarsi colpevole dopo che una giuria lo dichiara tale. Non si puo essere moralisti per paura dei giornili e delle tv.Personalmente non son simpatizzante del Berlusconi e soprattutto dei Berlusconsiti