Alla fine c'è la fatta, contro ogni pronostico Roberto Cota è il nuovo presidente del Piemonte. Dopo un lungo testa a testa con la presidente uscente Bresso è il Leghista a spuntarla, con una vittoria al fotofinish.La vittoria di Cota è storica in quanto il piemonte era considerato una "Roccaforte Rossa" fino a 2 giorni fà.Questo successo è stato costruito su un programma serio e una campagna elettorale entusiasmante sempre tra la gente a raccogliere i loro problemi,cosa che la Bresso ha ben pensato di snobbare.Il primo commento di un Cota esultante da presidente del piemonte è stato : << é una vittoria storica, faremo il federalismo fiscale e faremo ripartire il piemonte dopo 5 anni in cui è stato fermo. Ce la farò anche grazie all'aiuto di tutti i piemontesi>>.Ma per un Cota esultante c'è una Merceds Bresso piangente, che in questa campagna elettorale ha sempre recitato la parte della candidata in preda a una crisi di nervi, e paga lo scotto di una coalizione elettoral-politica disegnata esattamente sui desideri della segreteria nazionale del Pd e cioè con dentro, organicamente, l’Udc di Michele Vietti e all’esterno, con una liaison che solo gli sprovveduti o chi non ama la sincerità possono definire tecnica, la sinistra cosiddetta radicale.Questa sconfitta ha rivelato come dietro l’apparente arroganza della zarina si nasconde una linea politica oscillante, una solitudine allarmante e soprattutto l’incapacità di esercitare quell’arte che rende grande un amministratore e cioè la mediazione politica, indispensabile quando si è a capo di una coalizione se non si vuole subire una sostanziale paralisi decisionale.L’identikit profondo e fino a ieri inedito della governatrice e di quelli che nei 5 anni passati erano considerati i suoi luogotenenti lascia capire che sono la mediocrità e il basso profilo le vere caratteristiche del gruppo Bresso e per questo non hanno meritato la riaffermazione in questa regione.Il risultato piemontese fa apparire i peggiori incubi nel centrosinistra, che con la sconfitta sotto la Mole entra in una crisi dagli esiti incerti, e potrebbe segnere l’inizio della fine elettorale di Bersani e soci che non è riuscito a incarnare in modo significativo un diverso modo di amministrare il Nord rispetto a un centrodestra sempre più egemonizzato dal Carroccio.Al Novarese Cota non resta che augurargli buon lavoro per i 5 anni a venire e di risollevare le sorti di un piemonte apparso in difficoltà in questi anni di giunta bresso.