Mi affaccio dagli archi dell’antico cortile ed osservo un gabbiano che volteggia attorno al torrino del grande palazzo. A quest’ora del mattino c’è una sensazione d’immobilità. Le persone si fermano silenziose e raccolte nei loro pensieri come a caricarsi prima di cominciare la gara quotidiana. Tra venti minuti si apriranno le danze ma ora, in questo momento, è tutto sospeso…ed il tempo sembra essersi fermato e le cure del mondo appaiono lontane, sbiadite, in fondo di poca importanza e mi torna in mente una vecchia e dolce poesia di quando si era bimbi…..sta il cacciator fischiando sull’uscio a rimirar tra le rossastre nubi, stormi d’uccelli neri, com’esuli pensieri nel vespero migrar…..
Memorie di una colf. San Martino.
Mi affaccio dagli archi dell’antico cortile ed osservo un gabbiano che volteggia attorno al torrino del grande palazzo. A quest’ora del mattino c’è una sensazione d’immobilità. Le persone si fermano silenziose e raccolte nei loro pensieri come a caricarsi prima di cominciare la gara quotidiana. Tra venti minuti si apriranno le danze ma ora, in questo momento, è tutto sospeso…ed il tempo sembra essersi fermato e le cure del mondo appaiono lontane, sbiadite, in fondo di poca importanza e mi torna in mente una vecchia e dolce poesia di quando si era bimbi…..sta il cacciator fischiando sull’uscio a rimirar tra le rossastre nubi, stormi d’uccelli neri, com’esuli pensieri nel vespero migrar…..