Memorie di una colf

Memorie di una colf. Sotto un cielo incombente.


Per vivere ci sono mille ricette. Ognuna di esse si attaglia bene a una persona e non funziona per le altre. Anzi, a volte la ricetta che fa vivere qualcuno  a te sembra folle ed inaccettabile. Difficile dire chi ha torto e chi ragione. Stasera tutti gli insegnanti se ne sono usciti per una birra ad alta latitudine ma a me proprio non andava. Mi son preso dal supermercato una busta con dentro del pane nero ricoperto di semi e me ne rimango qui, a guardare dalla vetrata della stanza una piazza modello IKEA, sbocconcellando quel cibo alieno. Il cielo è alto e le case sono basse e quel cielo alto sembra incombere sui pensieri e sugli sguardi. Sono nuvole pesanti e senza fine. Forse solo nascendoci si può sopportare tanta immanenza. Vorrei tanto potermi fermare davanti ad una finestra e dire a qualcuno….guarda che bel verde. Non è tempo. Ora è il momento di galoppare ma di quel galoppo che precede la carica, quando sai che quello che sentirai a breve fischiare attorno non è il vento ma le pallottole. Oddio. Conosco gente affascinata anche dal sibilo di una pallottola perchè, come si diceva, di ricette per vivere ce ne son per tutti i gusti e le tasche…. Ma arriverà anche il momento del verde….certo che deve arrivare….se la pompa regge e se le nuvole se le porta il vento.