C’è una selva d’antenne che cresce sui tetti. Strani alberi dai rami avvizziti e dal colore ceruleo…e lassù le grandi ali dei gabbiani fanno lo slalom in mezzo a quelle strane infiorescenze aeree. Quando tutto è quiete i rumori delle cose si annunciano da lontano. E’ come se lo spazio si dilatasse ponendo tra una creatura e un'altra enormi distanze. Quando ciò accade si può un poco abbassare la guardia perché la sensazione è che non ci siano belve oltre l’angolo pronte ad assalire. E intanto il sole prende forza dietro l’ansa del fiume ed un chiarore rosato si allarga tra gli squarci delle nuvole. E’ come quando ci si alza dal letto al mattino e si lasciano il tepore ed i profumi cari a riposare ancora un poco nella penombra, promanazione di noi che iniziamo a camminare per le strade del mondo ma che con la mente rimaniamo ancorati li, tra la tranquillità di quelle coltri.
Memorie di una colf. Inizio.
C’è una selva d’antenne che cresce sui tetti. Strani alberi dai rami avvizziti e dal colore ceruleo…e lassù le grandi ali dei gabbiani fanno lo slalom in mezzo a quelle strane infiorescenze aeree. Quando tutto è quiete i rumori delle cose si annunciano da lontano. E’ come se lo spazio si dilatasse ponendo tra una creatura e un'altra enormi distanze. Quando ciò accade si può un poco abbassare la guardia perché la sensazione è che non ci siano belve oltre l’angolo pronte ad assalire. E intanto il sole prende forza dietro l’ansa del fiume ed un chiarore rosato si allarga tra gli squarci delle nuvole. E’ come quando ci si alza dal letto al mattino e si lasciano il tepore ed i profumi cari a riposare ancora un poco nella penombra, promanazione di noi che iniziamo a camminare per le strade del mondo ma che con la mente rimaniamo ancorati li, tra la tranquillità di quelle coltri.