Memorie di una colf

Memorie di una colf. Inizio.


C’è una selva d’antenne che cresce sui tetti. Strani alberi dai rami avvizziti e dal colore ceruleo…e lassù le grandi ali dei gabbiani fanno lo slalom in mezzo a quelle strane infiorescenze aeree. Quando tutto è quiete i rumori delle cose si annunciano da lontano. E’ come se lo spazio si dilatasse ponendo tra una creatura e un'altra enormi distanze. Quando ciò accade si può un poco abbassare la guardia perché la sensazione è che non ci siano belve oltre l’angolo pronte ad assalire. E intanto il sole prende forza dietro l’ansa del fiume ed un chiarore rosato si allarga tra gli squarci delle nuvole. E’ come quando ci si alza dal letto al mattino e si lasciano il tepore ed i profumi cari a riposare ancora un poco nella penombra, promanazione di noi che iniziamo a camminare per le strade del mondo ma che con la mente rimaniamo ancorati li, tra la tranquillità di quelle coltri.