Corro in treno…su questo treno dove tutti, tra un succo d’arancio ed un pacchetto di tarallini, hanno davanti uno schermo di pc, piccolo o grande che sia, come una finestra per uscirsene fuori da qui. Come se non ci fossero i finestrini e la mente che lo san fare molto meglio. In effetti, mi accorgo dopo sei ore di viaggio di non aver nemmeno guardato fuori. Non so se questo lo si possa definir progresso. Ricordo di viaggi, da giovane fanciullo, in cui non riuscivo a staccare il viso da quel vetro e studiavo le posizioni più strane per poter continuare a guardar fuori in barba al vento che entrava dal finestrino aperto, dato che l’aria condizionata a quel tempo, forse la usavano solo gli astronauti dell’Apollo 10. Non so….guardo di sottecchi, come se intento a fare una cosa vietata, e vedo un verde bellissimo, luminoso, nuovo. E mi vien voglia di riordinare lo zaino e cacciar via questa pesantezza di corpo ed un po’ di mente che mi condanna a correre non so ben io nemmeno dove. L’idea di buttar per terra un paio di coperte e di dormirci sopra a mò di materasso non è male. Quasi quasi mi faccio invitare…in fondo è un po’ come essere al campeggio….o come dormire su un divano mentre fuori allegri kalashnicov sparano in aria.
Memorie di una colf. Tra verde e rotaie.
Corro in treno…su questo treno dove tutti, tra un succo d’arancio ed un pacchetto di tarallini, hanno davanti uno schermo di pc, piccolo o grande che sia, come una finestra per uscirsene fuori da qui. Come se non ci fossero i finestrini e la mente che lo san fare molto meglio. In effetti, mi accorgo dopo sei ore di viaggio di non aver nemmeno guardato fuori. Non so se questo lo si possa definir progresso. Ricordo di viaggi, da giovane fanciullo, in cui non riuscivo a staccare il viso da quel vetro e studiavo le posizioni più strane per poter continuare a guardar fuori in barba al vento che entrava dal finestrino aperto, dato che l’aria condizionata a quel tempo, forse la usavano solo gli astronauti dell’Apollo 10. Non so….guardo di sottecchi, come se intento a fare una cosa vietata, e vedo un verde bellissimo, luminoso, nuovo. E mi vien voglia di riordinare lo zaino e cacciar via questa pesantezza di corpo ed un po’ di mente che mi condanna a correre non so ben io nemmeno dove. L’idea di buttar per terra un paio di coperte e di dormirci sopra a mò di materasso non è male. Quasi quasi mi faccio invitare…in fondo è un po’ come essere al campeggio….o come dormire su un divano mentre fuori allegri kalashnicov sparano in aria.