E' scesa la calma di luglio. Quella del mese in cui si tirano i remi in barca in vista della bonaccia d'agosto. E si che quando c'č bonaccia solo con i remi si puņ andare avanti. Allora dirņ meglio...il mese che precede il letargo estivo. Letargo della mente. Periodo dove, in teoria, si puņ smettere di ragionare, pensare, programmare...periodo nel quale, una volta chiuso con il rincorrersi nello slalom parallelo del lavoro si cerca di rientrare in possesso della propria mente...o almeno ci si prova. Io vorrei sedermi sotto un albero, e con le spalle appoggiato al tronco, rimanermene li ad osservare una distesa di verde, dove il massimo della presenza animale tollerabile sia il volo raso terra di rondini ed allodole. Vorrei che tutte le batterie dei cellulari s'esaurissero e nessun trillo, musichetta, cicalino, sirena e campanella venissero a rapirmi con il loro inutile carico di non problemi. Vorrei dimenticarmi l'orologio, la carta, l'agenda, il planner, la road map, il piano di lavoro, le scadenze, le riunioni. Vorrei mettermi in bocca un pezzo di pane e masticarlo con esasperante lentezza perchč non esiste, sulla faccia della terra, un luogo dove vorrei essere diverso da quello dove sono....
Memorie di una colf. Fermati.....
E' scesa la calma di luglio. Quella del mese in cui si tirano i remi in barca in vista della bonaccia d'agosto. E si che quando c'č bonaccia solo con i remi si puņ andare avanti. Allora dirņ meglio...il mese che precede il letargo estivo. Letargo della mente. Periodo dove, in teoria, si puņ smettere di ragionare, pensare, programmare...periodo nel quale, una volta chiuso con il rincorrersi nello slalom parallelo del lavoro si cerca di rientrare in possesso della propria mente...o almeno ci si prova. Io vorrei sedermi sotto un albero, e con le spalle appoggiato al tronco, rimanermene li ad osservare una distesa di verde, dove il massimo della presenza animale tollerabile sia il volo raso terra di rondini ed allodole. Vorrei che tutte le batterie dei cellulari s'esaurissero e nessun trillo, musichetta, cicalino, sirena e campanella venissero a rapirmi con il loro inutile carico di non problemi. Vorrei dimenticarmi l'orologio, la carta, l'agenda, il planner, la road map, il piano di lavoro, le scadenze, le riunioni. Vorrei mettermi in bocca un pezzo di pane e masticarlo con esasperante lentezza perchč non esiste, sulla faccia della terra, un luogo dove vorrei essere diverso da quello dove sono....