Memorie di una colf

Memorie di una colf. Overdose da orizzonti vicini.


C'è silenzio stamattina...silenzio rarefatto ed un pò triste. Ho percorso la vecchia strada, una di quelle strade che hanno visto la polvere sollevata di tanti calzari, e non c'era quasi nessuno. Il traffico è filato liscio fino al palazzo lungo il fiume. La sbarra bianca e rossa si è sollevata, una macchia bicolore dietro un pesante vetro mi ha sorriso e sono stato di nuovo fagocitato dalle ombre della famiglia cardinalizia. Mentre i viali mi sfilavano a fianco pensavo a boschi, sentieri, macchie di sole tra le foglie ed ai silenzi. Non ho le idee molto chiare sul dove, dato che per certi versi vivo un momento di precarietà escursionistica ma andrebbe bene anche il cucuzzolo coronato di pini dietro casa....e sopratutto vorrei dimenticarmi di questi occhiali. Non voglio dovermi concentrare su nulla di vicino. Il vicino o lo posso annusare, toccare e gustare oppure niente.....desidero solo panorami.