Memorie di una colf

Memorie di una colf. Stagioni.


Finite le ferie, finite le visite, finito anche il caldo, ci si avvia verso la terribile e consolante normalità. La vita è breve e non c’è niente di più rassicurante di una grande libreria popolata di libri, musica classica di sottofondo ed un comodo divano dal quale contemplare il panorama. Nella placida atmosfera che ne deriva si può anche andare con il pensiero ad impervi sentieri di montagna, a notti passati all’addiaccio al riparo di una microtenda da campeggio, al caldo delle salite sotto il carico dello zaino. Ecco…..l’inverno di Vivaldi dovrebbe essere la colonna sonora di quei momenti. Forse la ricerca della anormalità è solo il risultato del desiderio di essere ancora capaci d’apprezzare le piccole sicurezze della quotidianità. Se non abbiamo un porto a cui tornare a che serve una nave dalle grandi vele?