Gesù è morto come un uomo comune e giace in una tomba a Srinagar, capitale dello Stato indiano del Kashmir."Sembra l'inizio per la sceneggiatura dell'ultimo romanzo di Dan Brown, e invece è la Lonely Planet, famosa collana di guide turistiche, che riporta la descrizione della “tomba di Gesù”, nel sito sepolcrale di Roza Bal, il cui significato deriva dal kashmiro Rauza-Bal, “tomba del profeta”. Contestualmente una delle teorie gnostiche, narra di un Gesù che non sarebbe affatto morto sul Golgota ma, sopravvissuto alla croce, sarebbe riparato in Estremo Oriente. Dopo una minuziosa ricerca, molti storici hanno trovato tracce ed indizi del presunto passaggio del Messia in diversi paesi d’Oriente, dall’Himalaya al Kashmir indiano, a Srinagar, ove è stata identificata la tomba di Yus Asaf, profeta ebreo morto circa 2000 anni fa. I primi indizi furono rinvenute nel monastero buddhista di Hemis Gumpa, a due giorni di viaggio da Srinagar. Qui i monaci custodiscono documenti che affermano risalire a 1500 anni fa, in cui si descrive il viaggio in Kashmir di un uomo chiamato Yus Asaf, il quale avrebbe raggiunto il Tibet dopo aver vagabondato a lungo per l’India. Per alcuni teorici di questa teoria ,Cristo sarebbe fuggito dalla casa paterna all’età di tredici anni per unirsi, a Gerusalemme, ad una carovana diretta in Persia. Il ragazzo avrebbe raggiunto la valle del Gange e sarebbe stato iniziato ai segreti della religione indù, la matematica e la filosofia. Predicatore nato, il guru Sai Sathya Gesù avrebbe riscosso un notevole successo presso le comunità di ebrei afghani. Entrato in urto con le autorità religiose locali sarebbe stato poi costretto a lasciare il Kashmir per riparare sulle montagne dell’Himalaya. Presso i monasteri tibetani, il futuro Messia degli Ebrei avrebbe perfezionato la propria dottrina, prima di tornare in Palestina. Sfuggito alla crocifissione, dopo le conosciute vicende evangeliche, Gesù avrebbe fatto ritorno in India. Nei resti di un libro sanscrito del 115, conservato all’Istituto di orientalistica dell’università di Bombay, esistono chiari accenni alla presenza di Cristo nel Kashmir. Si tratterebbe di un secondo viaggio, dopo la crocifissione,dove viene descritto l’incontro fra il re Shalewahin ed un uomo dalla pelle chiara che vestiva abiti bianchi. Il sovrano del Kashmir gli chiese chi fosse. Lo sconosciuto disse di essere Jus Asaf. Arrivava da un paese lontano per purificare la religione. "L’uomo aggiunse che lo chiamavano Isa Maish, Gesù il Messia...”Le storie riguardanti versioni alternative o spurie del Nuovo Testamento, tra le quali la possibilità che Gesù sia sopravvissuto alla crocifissione e abbia viaggiato fino in Kashmir con la madre o con la moglie, sono molto antiche, ma nell'ultimo secolo hanno trovato un maggior numero di sostenitori.Molte altre sepolture , oltre quella di Yus Aaf, testimonierebbero un legame stretto tra il Kashmir e la tradizione giudaica: la tomba di Mosè e quella del fratello Aronne che si troverebbero a Bandipora e Harwan. Di fronte a questa ennesima teoria e' possibile dimostrare che le tombe siano di matrice giudaica, a differenza che provare che si tratti della tomba di Gesù ,Mose' o Aronne.Tutto ritorna alla fede,la risurrezione, pietra d'angolo della fede cristiana. Senza di essa non abbiamo un Vangelo purificato dalla superstizione. Siamo in presenza di una paccottiglia di conclusioni "reali" della storia di Cristo che sono molto più difficili da credere della spiegazione cristiana. Alla fine rimane il fatto che "se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede" e " siamo da compiangere più di tutti gli uomini .In questa storia scritta su pergamene migliaia di anni fa',la cosa piu' importante sono le parole.Parole che hanno raccontato la storia della nostra civilita' e religione.Tutto il resto,tra cui le fantasie di romanzieri,le illazioni di chi vuol vedere misteri ovunque,sono solo polvere portata via dal vento della storia.