È nei ritagli ormai del tempo che penso a quando tu eri qui era difficile ricordo bene ma era fantastico provarci insieme. Ed ora che non mi consolo guardando una fotografia mi rendo conto che il tempo vola e che la vita poi è una sola... E mi ricordo chi voleva al potere la fantasia... erano giorni di grandi sogni........sai erano vere anche le utopie .Ma non ricordo se chi c'era aveva queste queste facce qui non mi dire che è proprio così non mi dire che son quelli lì! E ora che del mio domani non ho più la nostalgia ci vuole sempre qualche cosa da bere ci vuole sempre vicino un bicchiere!Ed ora che oramai non tremo nemmeno per amore...sì!... ci vuole quello che io non ho ci vuole "pelo" sullo stomaco! Però ricordo chi voleva un mondo meglio di così! sì proprio tu che ti fai delle storie...(ma dai)... cosa vuoi TU più di così E cosa conta "chi perdeva" le regole sono così è la vita! ed è ora che CRESCI! devi prenderla così...... SI!!!! STUPENDO! MI VIENE IL VOMITO! è più forte di me NON lo so se sto qui o se ritorno se ritorno se ritorno tra poco, tra poco....tra poco "Il testo di questo brano(cantato da Vasco Rossi)ripercorre il chiaro epilogo del degrado sociale di quanti negli anni 70' hanno inseguito la fantasia al potere ed hanno mostrato non tanto la leggerezza utopistica quanto una eredita' di ipocrisia trasmessa alle nuove generazioni.Il testo descrive minuziosamente il tradimento intergenerazionale con l'interruzione del dialogo.Questo pone in evidenza la mancanza di una nostalgia del domani,del desiderio di futuro in cui investire l'esistenza.Un passaggio estremamente allarmante.Il clamore dei tanti fatti di bullismo e disagio giovanile sono la conseguenza di un senso di comunita' totalmente carente.Peraltro come ignorare la drammaticita' di uno slogan,diffuso dalle televisioni,con tanti genitori che incitano i loro figli:la vita e' ora,come un telefonino usa e getta.Questi genitori adiaforici hanno smesso di discutere cio' che e' bene e' cio' che e' male,offrendo ai giovani solo criteri di funzionalita' opportunistica.Questi "adulti" hanno enfatizzato la liberta' individuale senza preouccuparsi minimamente della liberta' altrui(collante di ogni comunita').In seguito hanno sostituito i valori con il consumismo,creando dei giovani utenti passivi tra iper e supermercati ,fino alla propotenza delle pretese,delegando ad altri la gestione dei loro bisogni .Questo sistema ha instaurato un meccanismo di crescita precocemente infantile,dove essere adulti significa successo,fascino,denaro,opportunismo,fino al culto della trasgressione,della furbizia e soppressione del prossimo.Questa società si chiude in un pudore diabolico, per paura di smascherare il male dell' emergenza educativa, perché teme di vedere in questi giovani ragazzi lo specchio del menefreghismo e irresponsabilità dei loro stessi impertinenti “educatori”.La tragedia e' non riconoscere che sono questi ragazzi i grandi aggrediti del presente, il vero soggetto a rischio del Paese. Sono violentati dalla famiglia, dai media, dalle aziende. Un processo fuori controllo. La crisi dei figli è quella che sconvolge i padri. La casa è il nuovo fronte di una guerra spietata, detonatore di tutte le incompiutezze. Dobbiamo prendere atto che è esplosa una progressiva, impressionante, violenza fisica e mentale,entrando nel tunnel della droga,alcol,fino al rifiuto della vita esito finale di questa tragedia generazionale.