Il mondo intorno

AD UN PASSO DAL SOGNO


GRAZIE AZZURRI
 L'Italia del rugby non ce l'ha fatta. E'uscita battuta dalla gara contro l'Irlanda, ma forse era davvero chiedere troppo, senza Mauro Bergamasco, senza Lo Cicero e contro avversari immensamente più forti. Un Sei Nazioni che passerà alla storia, per le due vittorie italiane, contro Galles e Scozia, e per la prima volta in trasferta, proprio in terra scozzese. L'Italia esce comunque vincitrice, perchè dopo questo Sei Nazioni, il rugby esce dalla nicchia e si propone come sport di massa, valida alternativa a quel calcio del quale sta sfruttando il momento di crisi. Stadi pieni, biglietti esauriti una settimana prima, un milione di telespettatori, con punte di quattro in una emittente come La 7. E un movimento che aveva bisongo di questo traino, come fu per la pallavolo sull'onda dei successi della nazionale di Velasco.Già. La televisione. Adesso c'è il mondiale, e andarà su Sky. E la Rai? La rai snobba il rugby, come sempre. Una volta - i più anziani lo ricorderanno - c'era il mitico Domenico Marcozzi da L'Aquila che faceva il punto sul campionato. Adesso nessuno sa niente, perchè l'investimento della Rai sul rugby è andato scemando. Chi non ha il satellite per seguire sportitalia o sky sport non trova la palla ovale in nessun altro posto. E per avere informazioni sul super 10, la serie A, bisogna andare al canale 906 di sky, su Cinquestelle. 
 Lo spettacolo del rugby, la scuola di vita della palla ovale relegata agli ultimi canali sul satellite. Raisat trasmette il campionato di hockey su pista, per dire. Il rugby no. Ma tant'è. Forse è anche positivo, a pensarci bene.L'importante è che sia passato il messaggio, come al solito lontano anni luce dal calcio: italiani ed irlandesi mischiati insieme al Flaminio e davanti al maxischermo in piazza del Popolo. L'ennesima lezione alla palla italica, dove ci si uccide per un derby. Nella mia regione, le squadre di rugby stanno fiorendo, e i bambini che corrono dietro ad una palla ubriaca crescono sempre di più. Speriamo che cresca anche la cultura dello sport, che il terzo tempo prenda il sopravvento sui calci fra  giocatori. Perchè il rugby è anche questo: se contesti l'arbitro, si riparte dieci metri in avanti a favore dell'avversario. Speriamo che adesso ci si incominci ad interessare anche a questo sport, perchè non ci sono solo i Mondiali (a settembre) e il sei nazioni. La settimana prossima riparte il campionato. Chissà se qualche televisione in chiaro ci terrà informati...