Il mondo intorno

LA FEDE SPIEGATA AL CONTRARIO


Butto giù pensieri sparsi nel mio primo giorno di ferie, trascorse qua nelle campagne della verde e meravigliosa Umbria, regione che non ha eguali (e non perchè io ci sia nato, ché l'Italia l'ho girata un pò!). In questi giorni m'è passato un brivido alla notizia che a due passi da dove io vivo e lavoro c'era una scuola coranica che insegnava ai bambini a diventare terroristi.Ecco, adesso il problema è che come ogni volta che viene fuori una cosa simile oppure ogni volta che qualcuno va fuori dal seminato (penso al famoso Adel Smith, quello che diceva che il crocifisso era una rappresentazione in miniatura di un cadavere sanguinante) esce fuori il nostro lato peggiore. E già stereotipi, generalizzazioni. Il fatto è che il problema del fondamentalismo islamico ha radici antiche e questa gente fa del male ai musulmani veri, a quelli che vivono con serenità la loro fede. Ho fatto la mia tesi di laurea sulla presenza musulmana nella mia città (che non è Perugia ma Terni) e ho avuto di conoscere molti imam o presunti tali, capipreghiera con una buona influenza sulla gente. E il problema sta proprio qui. Se parli con un musulmano vero capisci tante cose. Un giorno un imam mi disse: "Quello del Jihad è un concetto molto più ampio di quello che si pensa. Non sta scritto da nessuna parte che il musulmano deve scendere in guerra nel nome di Allah, perchè Allah non comanda la guerra. Allah dice che se ti attaccano hai il dovere difendere, ma tu non devi mai attaccare per primo". L'esatto opposto di quello che insegnavano a Perugia, con l'imam che diceva ai bambini: "Attaccate i piccoli cristiani finchè non vedete scorrere il sangue" e dove si preparavano bombe ed ordigniTradimenti della Fede a scopi politici o personali. Siamo sempre lì. E in tempi come questi poi diventa facile fare di tutta l'erba un fascio. Chi operava a Perugia non aveva una vera scuola coranica, no insegnava a diventare musulmani ma a diventare terroristi musulmani. C'è uno studioso dell'Islam che opera all'unveristà di Parigi, Mohamed Arkoun che spiega bene un altro concetto chiave dell'Islam, la Sharia: "Tutti i regimi che si rifanno ad essa, mettono sempre in evidenza gli aspetti penali: amputazione della mano ai ladri, lapidazione della donna adultera, esecuzione del sodomita o dell'apostata. Invece  la Sharia è prima di tutto una via, un cammino., un tentativo di vivere secondo i dettami di Dio, un invito alla comnversione. Il più delle volte, gli integralisti mascherano la loro ignoranza o la loro volontà di potere tirannico rifiutandosi di dare libero corso alla riflessione. Questa attitudine non è conforme nè alla tradizione musulmana autentica, nè a quella cristina o ebraica (...) Le circostanze variabili della vita degli uomini esigoni infatti che i messaggi di Dio debbano essere messi in relazione con il vissuto degli uomini e non tenuti nella pura astrazione. La rivelazione è una parola viva in un mondo di vivi".