Che novellino, chi si illude che mostrare spirito e intelligenza sia un mezzo per farsi benvolere in società! Quelle qualità suscitano, piuttosto, nella stragrande maggioranza delle persone, odio e rancore, tanto più astiosi in quanto chi li nutre non può palesarne i motivi; anzi, li cela anche a se stesso. Il più delle volte succede questo: uno avverte, nel suo interlocutore, una grande superiorità intellettuale, e ne risente; allora, segretamente e senza esserne chiaramente cosciente, suppone che l'altro avverta. e senta nella stessa misura, quella sua inferiorità e limitatezza. Quell'entimena provoca in lui l'odio, il rancore, la rabbia più acerbi.Del resto, esibire spirito e intelligenza non è che un modo indiretto di rinfacciare a tutti gli altri la loro incapacità e la loro ottusità mentale.Ora, non c'è qualità di cui l'uomo sia orgoglioso come quelle intellettuali, le sole, del resto, su cui poggi la sua preminenza sugli animali; e sbattergli in faccia la propria superiorità proprio in quelle, e per di più in presenza di testimoni, è la cosa più impudente che si possa fare. Ciò lo spinge a vendicarsi, e, per lo più, cerca un'occasione per farlo a mezzo di offese, passando così dall'ambito dell'intelligenza a quello della volontà, nel quale, sotto quell'aspetto, siamo tutti uguali. Perciò, mentre, nella società, la condizione e la ricchezza possono sempre contare sull'altrui considerazione, le doti intellettuali non sé ne debbono aspettare alcuna: nel migliore dei casi vengono ignorate, e, se no, sono considerate una specie di insolenza, o qualcosa di cui uno è venuto in possesso per vie illecite, e ora ha l'impudenza di pavoneggiarsene. Ognuno, quindi, si propone segretamente di far si che egli subisca, a sua volta, qualche mortificazione, e aspetta soltanto che gliene sia data l'opportunità. Uno potrà mostrare il comportamento più modesto e dimesso; ma difficilmente riuscirà, con ciò, a impetrare il perdono per la propria superiorità intellettuale.Saadi dice, nel Gulistan: "Si sappia che nell'individuo non intelligente si trova, nei riguardi di quello intelligente, un'avversione cento volte maggiore dell'antipatia della persona intelligente nei riguardi di quella non intelligente".Arthur Schopenhauer
AFORISMI PER UNA VITA SAGGIA.
Che novellino, chi si illude che mostrare spirito e intelligenza sia un mezzo per farsi benvolere in società! Quelle qualità suscitano, piuttosto, nella stragrande maggioranza delle persone, odio e rancore, tanto più astiosi in quanto chi li nutre non può palesarne i motivi; anzi, li cela anche a se stesso. Il più delle volte succede questo: uno avverte, nel suo interlocutore, una grande superiorità intellettuale, e ne risente; allora, segretamente e senza esserne chiaramente cosciente, suppone che l'altro avverta. e senta nella stessa misura, quella sua inferiorità e limitatezza. Quell'entimena provoca in lui l'odio, il rancore, la rabbia più acerbi.Del resto, esibire spirito e intelligenza non è che un modo indiretto di rinfacciare a tutti gli altri la loro incapacità e la loro ottusità mentale.Ora, non c'è qualità di cui l'uomo sia orgoglioso come quelle intellettuali, le sole, del resto, su cui poggi la sua preminenza sugli animali; e sbattergli in faccia la propria superiorità proprio in quelle, e per di più in presenza di testimoni, è la cosa più impudente che si possa fare. Ciò lo spinge a vendicarsi, e, per lo più, cerca un'occasione per farlo a mezzo di offese, passando così dall'ambito dell'intelligenza a quello della volontà, nel quale, sotto quell'aspetto, siamo tutti uguali. Perciò, mentre, nella società, la condizione e la ricchezza possono sempre contare sull'altrui considerazione, le doti intellettuali non sé ne debbono aspettare alcuna: nel migliore dei casi vengono ignorate, e, se no, sono considerate una specie di insolenza, o qualcosa di cui uno è venuto in possesso per vie illecite, e ora ha l'impudenza di pavoneggiarsene. Ognuno, quindi, si propone segretamente di far si che egli subisca, a sua volta, qualche mortificazione, e aspetta soltanto che gliene sia data l'opportunità. Uno potrà mostrare il comportamento più modesto e dimesso; ma difficilmente riuscirà, con ciò, a impetrare il perdono per la propria superiorità intellettuale.Saadi dice, nel Gulistan: "Si sappia che nell'individuo non intelligente si trova, nei riguardi di quello intelligente, un'avversione cento volte maggiore dell'antipatia della persona intelligente nei riguardi di quella non intelligente".Arthur Schopenhauer