La collera raramente si nasconde nel pensiero, una volta covata deve esprimersi, deve esplodere. Spesso inizia con una calunnia, con una menzogna su qualcuno, ma ancor più con la maldicenza, con l'affermazione di un male che ha qualche fondo di verità. Diffamando si distrugge la reputazione, si contamina la rispettabilità, si ferisce, si umilia. E' un linciaggio verbale e violento, continuo e irrefrenabile, che si autoalimenta e si dilata nel piacere della tortura sulla quale chi odia crede di poter accampare un diritto,Una curiosità all'apparenza è la prevalenza di rabbia-collera tra le femmine (il 32,8% contro il 23,7% dei maschi).D'altra parte la rabbia femminile non è scoperta di oggi. La mitologia ci ricorda le Erinni (Le furiose); Le Dirae (Le maldicenti); le Maniae (Le folli); le Praxidikae (Le persecutrici); le Gorgoni; le Graie; Le Arpie; La Nemesis.Le Erinni erano emanazione della triplice dea nel suo aspetto di giustiziera e di vendicatrice. La Dike (La Giusta), e ciò ci riporta al desiderio di rivendicare le proprie ragioni in modo attivo e impulsivo. Esse erano guidate dalla dea Necessità, Ananke, e iniettavano un veleno spirituale che i greci chiamavano miasma e che spingeva all'autodistruzione. (Fiocchetto 2003).Da ciò discende che basterebbe guardare alla mitologia, primo tentativo di spiegare, dare un ordine al mondo, per comprendere le origini del rancore.Renato Rizzi
Itinerari del rancore.
La collera raramente si nasconde nel pensiero, una volta covata deve esprimersi, deve esplodere. Spesso inizia con una calunnia, con una menzogna su qualcuno, ma ancor più con la maldicenza, con l'affermazione di un male che ha qualche fondo di verità. Diffamando si distrugge la reputazione, si contamina la rispettabilità, si ferisce, si umilia. E' un linciaggio verbale e violento, continuo e irrefrenabile, che si autoalimenta e si dilata nel piacere della tortura sulla quale chi odia crede di poter accampare un diritto,Una curiosità all'apparenza è la prevalenza di rabbia-collera tra le femmine (il 32,8% contro il 23,7% dei maschi).D'altra parte la rabbia femminile non è scoperta di oggi. La mitologia ci ricorda le Erinni (Le furiose); Le Dirae (Le maldicenti); le Maniae (Le folli); le Praxidikae (Le persecutrici); le Gorgoni; le Graie; Le Arpie; La Nemesis.Le Erinni erano emanazione della triplice dea nel suo aspetto di giustiziera e di vendicatrice. La Dike (La Giusta), e ciò ci riporta al desiderio di rivendicare le proprie ragioni in modo attivo e impulsivo. Esse erano guidate dalla dea Necessità, Ananke, e iniettavano un veleno spirituale che i greci chiamavano miasma e che spingeva all'autodistruzione. (Fiocchetto 2003).Da ciò discende che basterebbe guardare alla mitologia, primo tentativo di spiegare, dare un ordine al mondo, per comprendere le origini del rancore.Renato Rizzi