TUTTO E' FATIDICO

Post N° 68


NewsAMBIENTE. Al via lavori della Commissione Baleniera Internazionale16/06/2006 - 10:45 Il Wwf lancia l'allarme: "Per la prima volta nella Commissione potrebbe costituirsi una maggioranza di paesi pro-caccia". LINK: WWFSi apre oggi la 58° Commissione Baleniera Internazionale che si tiene quest'anno nell'Isola di San Kitts e Nevis - Caraibi - fino al 20 giungo. In concomitanza con l'evento, il WWF ha condotto un sondaggio in alcuni paesi in via di sviluppo nell'area del Pacifico e dei Caraibi per testare le opinioni di questi Stati circa la riapertura della caccia delle balene per fini commmerciali. "Un sondaggio dimostrativo - dichiara Michele Candotti, segretario generale del WWF Italia - che ha dato risultati eloquenti. Abbiamo scelto 10 piccoli stati, tutti poveri, i cui governi hanno votato a favore della riapertura della caccia alle balene nelle precedenti Commissioni. Sono solo alcune delle nazioni su cui il Giappone svolge da anni la sua nota "campagna di reclutamento": ebbene in tutti questi paesi, le popolazioni, in maggioranza, dissentono dai loro governi per il voto favorevole dato in passato e auspicano in un voto contrario alla riapertura della caccia quest'anno".Palau, le Isole Solomon, Tuvalu, le Isole Marshall, Kiribati, Grenada, Antigua e Barbuda, Dominica, Santa Lucia e l'Isola di San Kitts e Nevis sono i paesi in cui le 2 società di ricerche di mercato (una per il Pacifico e una per i Caraibi) hanno svolto il sondaggio. Non si tratta di paesi in cui il settore 'baleniero' abbia mai avuto rilievo, è quindi chiaro l'uso strumentale che il Giappone ne fa per modificare gli equilibri all'interno della Commissione. Il 2006 è infatti un anno cruciale: per la prima volta i paesi a favore della caccia alla balena potrebbero avere la maggioranza. E se è pur vero che per sopprimere la moratoria sulla caccia è necessaria una maggioranza di tre quarti, il nuovo equilibrio politico all'interno della Commissione renderebbe vano tutto il lavoro svolto a favore della conservazione di biodiversità: tutela di cetacei a rischio di estinzione, misure contro la pesca accidentale, attività contro minacce ambientali ecc. Il WWF auspica che i rappresentanti dei 10 paesi in cui si è svolto il sondaggio seguano le orme e le richieste dei propri cittadini, votino un 'no' deciso alla riapertura della caccia alle balene, decretando un sonoro Moby Dick / Achab uno a zero. Al risultato possono certamente dare un importante contributo Unione europea e Italia che dovrebbero inaugurare un'attività strategica e continuativa a favore della conservazione delle balene, non limitata a interventi sporadici in occasione della riunione annuale della Commissione.  Inizia oggi ad Ulsan in Corea del Sud la Riunione plenaria annuale della Commissione Baleniera Internazionale (IWC), che avrà luogo fino al 24 giugno. La delegazione italiana, guidata dal Commissario Giuseppe Ambrosio, Capo Dipartimento del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, si trova ad affrontare diversi temi caldi, a cominciare dalla possibile perdita della maggioranza semplice da parte dello schieramento delle nazioni che sono contrarie alla riapertura della baleneria, alla questione del nuovo programma di cosiddetta "caccia scientifica" presentato dal Governo giapponese che prevede l'uccisione di oltre 2000 balene, alla definizione dello schema di gestione della baleneria utilizzato in caso di una futura riapertura della caccia commerciale."L'Italia, come ogni anno, sarà in prima linea - ha affermato il Ministro delle Politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno - per riaffermare la sua politica di protezione dei cetacei, proponendo valide alternative, economicamente più che vantaggiose, alla caccia della balena, come per esempio la creazione di Santuari e l'incentivazione delle attività di whale-watching, le quali costituiscono a livello mondiale fiorenti industrie legate al turismo". "Coerente con questa linea, - ha proseguito il Ministro - è il nostro impegno per contrastare l'uso di attrezzi da pesca non consentiti e dannosi per le popolazioni di cetacei in Mediterraneo".Durante i lavori del Comitato Scientifico IWC, appena conclusi, la delegazione italiana si è battuta con fermezza per sottolineare la mancanza di sufficienti basi scientifiche dei programmi di cosiddetta "baleneria scientifica" che giustifichino tale pratica.