Creato da middlemarch_g il 24/01/2008
'Fallisci meglio' è il mio secondo nome
 

 

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Question time

Post n°358 pubblicato il 26 Novembre 2008 da middlemarch_g
 

Ms.spoah ogni tanto scrive delle cose un po' criptiche sul suo blog, e quando qualcuno glielo fa notare risponde all'incirca così: in realtà neanch'io so bene cosa voglio dire. Seguo il flusso. Ed è una cosa che io sento di poter sottoscrivere intimamente. Abbiamo tutti questo mito della fulgida chiarezza del pensiero che deve precedere necessariamente la sua epifania. Ma chi l'ha detto? Io, per esempio, spesso non so cosa voglio dire neanche dopo averlo scritto. Figuriamoci prima. O durante. La scrittura non è una mica una deiezione razionale. E' un'urgenza che proviene molto spesso da zone davvero desertificate dell'inconscio. Per cui c'è un suo perchè se non ci si capisce una mazza.

E insomma. Sulla linea criptica di ms.spoah oggi la mia domanda è questa. 

Fa più male quando ti dispiace, o quando non ti dispiace neanche più?

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Commenti al Post:
ganfione
ganfione il 26/11/08 alle 09:03 via WEB
la risposta alla tua domanda non ce l'ho, mi dispiace (ma non mi fa male) - mi servirebbe qualche neurone aggiuntivo per poterla elaborare. però l'idea di seguire il flusso non mi sembra male. a microcosmos facciamo così.
 
 
middlemarch_g
middlemarch_g il 26/11/08 alle 09:33 via WEB
Si, il flusso ha i suoi vantaggi anche fuori da microcosmos, forse soprattutto fuori da microcosmos, dove magari quei due neuroni in più li abbiamo, e ne facciamo un pessimo uso. Ma tu non dovresti essere ormai addormentato in qualche anfratto buio?
 
   
ganfione
ganfione il 26/11/08 alle 09:55 via WEB
uhm, hai ragione, non avevo riflettuto su questo, io non dovrei essere qui. forse l'amico che mi ha dato le istruzioni per creare profilo e blog mi sta tenendo a casa sua: con il riscaldamento acceso non mi sembra inverno.
 
     
middlemarch_g
middlemarch_g il 26/11/08 alle 10:28 via WEB
Se non ti sembra inverno allora dammi l'indirizzo che vengo lì. Io sto in ufficio con 4 innuit, malgrado siano tutte donne, che si trovano a loro agio solo sotto i 15 gradi, che Dio le fulmini.
 
aldo_caposaldo
aldo_caposaldo il 26/11/08 alle 09:54 via WEB
Il fatto che tanto dispiacere, o un dispiacere prolungato nel tempo, possa dare assuefazione e regalare una sorta di auto-lenimento è un bel vantaggio a cui non mi sento di rinunciare: quindi fa più male quando ti dispiace; anche se il male è lo stesso, è meglio quando lo si sente meno.
 
 
middlemarch_g
middlemarch_g il 26/11/08 alle 10:24 via WEB
La tua è la variante più distruttiva, quella che sottintende che non te ne importa non perchè davvvero non te ne importi ma perchè ti sei abituato. Non ci avevo mica pensato. Io pensavo al caso in cui smette di importanti solo perchè ti sta passando. Effettivamente tu per il bicchiere mezzo vuoto hai proprio una vocazione speculativa di un certo livello!
 
   
aldo_caposaldo
aldo_caposaldo il 26/11/08 alle 10:31 via WEB
E ti pareva! Ma la mia risposta non potevi interpretarla nel modo rozzo in cui era stata elaborata? Ti sta passando, ti dispiace meno, ergo fa meno male. Avevo abbellito con dei fronzoli una risposta che era assai banale.
 
     
middlemarch_g
middlemarch_g il 26/11/08 alle 10:47 via WEB
Non era banale per niente, anzi, proponeva un punto di vista che non avevo considerato. E ti dirò di più. Non l'avevo considerato perchè non lo volevo considerare. Il che la dice lunga su di me, e su quello che mi passa per la testa. Siccome sei tu, metto faccina...;))
 
     
aldo_caposaldo
aldo_caposaldo il 26/11/08 alle 13:22 via WEB
Sei troppo buona, il che è sospetto; mi preparo ad incassare un maglio perforante...
 
     
middlemarch_g
middlemarch_g il 26/11/08 alle 15:47 via WEB
Masessono sempre carinissima con te! Secondo me, sei tu che mi prendi in giro. Mai fidarsi di uno che fa le faccine...
 
     
ms.spoah
ms.spoah il 26/11/08 alle 10:47 via WEB
Una volta approdata alla fiducia, preferisco la pervicacia attiva a qualsiasi sentimento, perché non si dilegui senza lasciare traccia...La sfida è quella di lasciare però da parte le componenti masochistiche e le dipendenze emotive...La rinuncia più grossa che mi si può chiedere di fare è rinunciare a voler bene...Sono riuscita egregiamente a fare ancora la funambola sulla linea criptica? :-)
 
     
lupopezzato
lupopezzato il 26/11/08 alle 10:52 via WEB
quasi quasi è meglio quando sei criptica.
 
     
middlemarch_g
middlemarch_g il 26/11/08 alle 10:54 via WEB
ms.spoah è meglio in qualsiasi modo scelga di essere. Lei ha la meglitudine intrinseca.
 
     
lupopezzato
lupopezzato il 26/11/08 alle 10:55 via WEB
ma lei non sceglie di essere. lei è.
 
     
middlemarch_g
middlemarch_g il 26/11/08 alle 11:02 via WEB
Certo. E'. Ipostaticamente. E ti ringrazio per avermi dato l'opportunità di usare questo avverbio stupendo e assolutamente sottovalutato nella lingua italiana.
 
     
middlemarch_g
middlemarch_g il 26/11/08 alle 11:03 via WEB
Anzi. Se per caso dovessimo avere un'altra figlia, io ci terrei a chiamarla Ipostatica. Poi non so come la vedi tu.
 
     
lupopezzato
lupopezzato il 26/11/08 alle 11:11 via WEB
Dio, Apodittica ed Ipostatica. Come si fa a non amarti?
 
     
middlemarch_g
middlemarch_g il 26/11/08 alle 11:12 via WEB
Vero? Lo dico sempre anch'io. Come accidenti si fa a non amarmi ammme?
 
     
ms.spoah
ms.spoah il 26/11/08 alle 11:14 via WEB
Temo di aver capito cosa c'è dentro quel quasi quasi è meglio quando sei criptica, però lo accetto, ipostaticamente :-) E...Middle, essere sopravvalutata da te mi riscalda il cuore.
 
     
middlemarch_g
middlemarch_g il 26/11/08 alle 15:50 via WEB
No, no. Non ti sopravvaluto per niente. Mi piace la tua natura eterea con ineffabile, impercettibile ironia. E mi piace il tuo modo di camminare in punta di piedi senza deviare mai dalla tua strada.
 
     
ms.spoah
ms.spoah il 26/11/08 alle 16:32 via WEB
Bello, adesso è surriscaldato, il cuore :-))
 
lupopezzato
lupopezzato il 26/11/08 alle 10:08 via WEB
Secondo me, bisogna essere in due per rispondere correttamente a questa domanda perchè sicuramente a te fa più male quando ti dispiace ma all’altro-a fa più male quando non ti dispiace più. Conosci qualcosa di peggio dell’indifferenza?
 
 
middlemarch_g
middlemarch_g il 26/11/08 alle 10:27 via WEB
Ecco, questa era la versione a cui pensavo io, quella in cui non te ne importa perchè sei quasi fuori dai guai. Non sono tanto convinta però che l'indifferenza sia la cosa peggiore che puoi sperimentare. Piuttosto che l'odio da parte di chi ami, onestamente preferisco che non mi fili. L'odio è una cosa terribile, specie perchè moltissime persone, siccome lo sentono caldo e potente, lo scambiano per il suo contrario. E malgrado le apparenze per te che lo subisci non è sempre facilsisimo distinguere a colpo d'occhio di cosa si tratta.
 
   
lupopezzato
lupopezzato il 26/11/08 alle 10:39 via WEB
Preferirei essere odiato anche a torto ma essere odiato. Avrei qualcosa da spiegare. Avremmo qualcosa da dirci. Da darci. L’indifferenza è gelida. Non ha la morbidezza e la gioia della neve. Ha il tagliente del ghiaccio.
No, non c’è tristezza peggiore di vedere qualcuno che ti si avvicina. Cominci a sorridere. Scosta la tenda e guarda fuori. C’è un vetro in mezzo che stava per sorridere. Nemmeno lo ha notato. Guarda fuori.
 
     
middlemarch_g
middlemarch_g il 26/11/08 alle 10:50 via WEB
Secondo me questa è un'illusione che ci facciamo solo perchè i sentimenti caldi come l'odio ti danno per definzione l'idea che qualcosa potrebbe cambiare, evolvere in qualcos'altro, per cui ti lasciano sempre la speranza di potersi riconvertire in amore, mentre i sentimenti freddi come l'indifferenza hanno in sè il senso della risposta definitiva, e questo fa più paura. Ma uno persona che ti odia, una persona che hai amato, per me è la cosa peggiore che possa succedere. O almeno immagino perchè per fortuna non mi è capitata mai.
 
     
lupopezzato
lupopezzato il 26/11/08 alle 10:54 via WEB
pardon, se l'indifferenza è un sentimento devo ricominciare tutto daccapo.
 
     
middlemarch_g
middlemarch_g il 26/11/08 alle 10:58 via WEB
No, hai ragione, non è una definzione corretta. Diciamo uno stato d'animo? Anche se poi, da un altro punto di vista, mi viene da pensare che in quanto umani siamo sempre e comunque creature emotive. Non potresti vivere senza sperimentare nessun genere di sentimento, e in questo senso anche l'indifferenza in qualche modo lo è, no?
 
     
middlemarch_g
middlemarch_g il 26/11/08 alle 11:00 via WEB
Forse è solo terrore il mio, sai? L'odio di chi ami mi fa davvero paura. L'indifferenza è una cosa che te la devi vedere solo tra te e te. Ma se uno ti odio, è con lui che devi fare i conti, non te la cavi tra le 4 mura della tua mente. E io finisco sempre per privilegiare le opzioni che si gestiscono in solitudine. Me la cavo meglio. So con chi ho a che fare.
 
     
lupopezzato
lupopezzato il 26/11/08 alle 11:09 via WEB
Ecco, proprio quello che hai detto. Non si può vivere senza l'unico sentimento che esiste (secondo me) ovvero l'amore. Quell'amore che assume tante varianti: bene, affetto, gelosia, odio, invidia, rancore, egoismo, ecc. Non sono tanti sentimenti ma sono tante varianti di uno stesso sentimento. La radice è sempre l'amore. In fondo anche il sentimento amore può ammalarsi o impazzire. Come qualunque cellula. Anche l'indifferenza in qualche modo è un sentimento. Certo, perchè no? A te non ti contraddirei mai. L'indifferenza è il coma profondo del sentimento. E' la solitudine consapevole. Sei sicuro di esistere quando sei indifferente al mondo?
 
     
middlemarch_g
middlemarch_g il 26/11/08 alle 12:14 via WEB
A volte non esistere pur respirando non è necessariamente la cosa peggiore che può capitarti. A volte. Raramente. Ma càpita. Per il resto sono d'accordo con te. E con Battiato: Tutto l'universo obbedisce all'amore.
 
Ali_di_Farfalla84
Ali_di_Farfalla84 il 26/11/08 alle 11:09 via WEB
senza ombra di dubbio, quando non ti dispiace più..scusa se mi sono intromessa ;)
 
 
middlemarch_g
middlemarch_g il 26/11/08 alle 11:12 via WEB
Perchè intromessa? Se non volessi commenti sconosciuti aprirei una mailng list solo con gli amichetti miei. Se sto qua è perchè tutti possono dire la loro, e non la chiamo mai intromissione. In effetti sono abbastanza d'accordo con te. Non vorrei, anzi, mi scoccia perfino esser d'accordo con te. Ma che ci posso fare? Ho delle ragioni svincolate dalla mia volontà. Come l'amore del resto. Un vero macello.
 
caramello65
caramello65 il 26/11/08 alle 17:19 via WEB
Quando mi dispiace... Quando smette di dispiacermi non fa più male. Punto. Mi domando come mai dobbiamo sempre complicarci così la vita, cazzo. In nome di che, della poesia?? Di quello che chiamiamo Amore?? Se l'amore è questo non lo voglio, lo ripudio... è depressione.
 
 
middlemarch_g
middlemarch_g il 26/11/08 alle 17:33 via WEB
Si, come dici tu sarebbe auspicabile. Però non succede quasi mai. Perchè avere amato ti definisce parecchio, proprio nel senso di attribuirti una parte importante di identità. Per cui quando ti accorgi che non c'è più niente di cui essere dispiaciuti bisogna risistemare un po' le cose. E in effetti è piuttosto comune non dico andare in depressione, ma almeno non essere proprio allegrissimi. E che hai poi contro la poesia? Se c'è una cosa che si meriterebbe una rivoluzione è proprio quella, cavoli...
 
   
caramello65
caramello65 il 26/11/08 alle 17:50 via WEB
Quando mi accorgo che non c'è più niente di cui esser dispiaciuto ritorno a vivere, santoddio, ad amare ed essere amato... la depressione ormai, se doveva esserci, s'è data. I ricordi sono un'altra cosa, li gestisco in altra parte del mio cuore... e non si toccano. Mi posson dare alla peggio malinconia, anche i più tristi.
 
     
caramello65
caramello65 il 26/11/08 alle 17:51 via WEB
La poesia è come l'arte in generale, sopravvalutata.
 
     
middlemarch_g
middlemarch_g il 26/11/08 alle 17:56 via WEB
Ma com'è che questa cosa sulla poesia salta fuori con ciclica periodicità? Vabbè, dai, mettiamola così. La poesia non è una religione - del resto anche le religioni sarebbe bene che non fossero tanto religiose - è una delle tante, tane cose che possono migliorare sensibilmente la vita. A qualcuno. A qualcun altro no. Però per quelli con cui funziona, ti assicuro, lo fa proprio alla grandissima.
 
     
caramello65
caramello65 il 26/11/08 alle 18:10 via WEB
Sottoscrivo in pieno, tutto.
 
     
middlemarch_g
middlemarch_g il 26/11/08 alle 17:59 via WEB
E comunque non sono in completo disaccordo neppure con te. Sono un po' d'accordo e un po' in disaccordo con tutti, oggi. Diciamo che di sicuro c'è chi indugia nella depressione per puro autocompiacimento, questo è chiaro. Però anche per chi riesce a evitarlo, dubito lo stesso che possa scorrere proprio come sui binari di un treno: il giorno prima soffrivo ancora come una bestia, il giorno dopo è tutto passato. C'è una gradualità inevitabile, una specie di limbo in cui la tua identità si ristruttura. Non credo proprio che sia possibile farne a meno.
 
     
caramello65
caramello65 il 26/11/08 alle 18:08 via WEB
E chi dice il contrario :-))) le fasi transitorie son fasi transitorie, del cazzo per definizione. Ma qui la domanda era altra non fare la furbetta. Perchè "farti più male quando neanche ti dispiace più" è una pippa mentale.
 
     
middlemarch_g
middlemarch_g il 26/11/08 alle 18:23 via WEB
Ma certo, cosa credevi?! Non lo sai che io in pippe mentali ho un PhD? Se togliessi le pippe mentali questo blog dalla nascita a oggi vi starebbe tutto in una schermata sola. Del resto come potrei essere altrimenti l'adorabile, contraddittoria, patetica creatura che sono? E cei 3 aggettivi, patetica è senz'altro il più rivelatore.
 
ceithre
ceithre il 26/11/08 alle 22:59 via WEB
Ah! Caspita! Anch'io mi ero fatta la stessa domanda un poco di tempo fa, e la risposta - almeno per me - è ...dipende! Leggendoti spesso dalla Ms. mi permetto di lasciarti il perchè. Vedi, per me se ti dispiace significa che te ne importa, così fa un male cane, ma insomma, puoi anche fare qualcosa. Se invece non ti dispiace più significa che hai perso la voglia di cambiare le cose, che non c'è più nulla da salvare. Questo stato fa male invece solo quando ci accorgiamo che c'è di meglio li fuori, che l'apatia non è una condizione naturale, che il grigio non è l'unico colore della natura. Quando succede fa un male terribile perchè ti prendi a calci per aver dimenticato di vivere,anche nel dolore, per aver dimenticato cosa vuol dire "sentire" e soprattutto perchè ti rendi conto di ciò che hai perso... per sempre. Buona notte
 
 
middlemarch_g
middlemarch_g il 27/11/08 alle 08:12 via WEB
La cosa bella è che ognuno ci ha visto un significato diverso. Io pensavo a un'interpretazione piuttosto univoca, e invece, come capita spesso, non era affatto così. Sarà per questo che la vita è un po' complicata. Cioè, un po' è complicata di suo, un po' ce la complichiamo noi. Insomma un macello...
 
   
lupopezzato
lupopezzato il 27/11/08 alle 09:39 via WEB
Prendi un elefante. Mettilo in una stanza. Prendi tre persone e chiudile in quella stanza con l’elefante. Poi dopo un giorno togli l’elefante e chiedi ad ogni persona di descriverti com’era l’elefante. Alla fine scoprirai che in quella stanza c’erano 5 elefanti.
1) quello descritto dalla persona1
2) quello descritto dalla persona2
3) quello descritto dalla persona3
4) quello che c’era veramente
5) quello che c’era veramente ma descritto da se stesso.
Non si tratta di complicarsi la vita ma soltanto del fatto che la realtà è come la verità. E' soltanto una delle tante versioni dei fatti.
Comunque è un giochino facile, tutti possono provare a farlo. Una stanza a piano terra possibilmente.
 
     
middlemarch_g
middlemarch_g il 27/11/08 alle 09:59 via WEB
Concordo con la liceità empirica dell'elefante 1/2/3/5. Nego assolutamente diritto di esistere all'elefante 4. Non esiste alcuna realtà osservata al di fuori della mente di un osservatore. Nè per gli elefanti, nè per altre specie animali, vegetali o minerali. Bello, eh? Icastico, ma efficace. Icastica è un altro nome che ti pregherei di tenere a mente, in eventuale alternativa a Ipostatica.
 
     
lupopezzato
lupopezzato il 27/11/08 alle 10:15 via WEB
"Non esiste alcuna realtà osservata al di fuori della mente di un osservatore". Bello? Direi magico.
Icastica, alternativa ad Ipostatica? E perchè. Apodittica, Ipostatica e poi Icastica...
... Pensavo non potesse accadere e invece accadde. Sentimmo entrambi i limiti del duangolo. Ne parlammo. Scappammo da quell’isola ma non bastò. Una sera, accanto al fuoco, bevendo vino caldo ci dicemmo che un altro figlio sarebbe stata la soluzione. Facemmo l’amore tutta la notte. Stavolta non fu per caso. Ipostatica nacque ad Antigua, in quella notte di fuoco e di vino. Pensavamo che lei ci avrebbe distratti e si sarebbe presa una parte di quel nostro amore quasi maniacale. In effetti si prese tutto l’amore di cui eravamo capaci senza però toglierne una briciola al nostro. Si prese la sua parte d’attenzione senza però distrarmi da lei. Anche se Ipostatica ci stancava un pò di più, continuammo a fare spesso l’amore. In momenti ed occasioni diverse. Era perfino più divertente. Più bello. Con lei, tutto era sempre più bello...
 
     
lupopezzato
lupopezzato il 27/11/08 alle 10:19 via WEB
p.s.: "Non esiste alcuna realtà osservata al di fuori della mente di un osservatore" questo significa anche quello che dico spesso e cioè che la fantasia non esiste? Nel senso che non saremo mai capaci di pensare qualcosa che sia fuori dalla nostra conoscenza? (è una domanda)
 
     
lupopezzato
lupopezzato il 27/11/08 alle 11:35 via WEB
Forse non è chiara la domanda. Provo a spiegarmi meglio. Vera fantasia secondo me sarebbe riuscire a pensare qualcosa fuori dalla conoscenza umana. In realtà in tutto quello che chiamiamo fantastico non c'è altro che una realtà distorta o camuffata ovvero non c'è proprio nulla di fantastico. Vera fantasia sarebbe raccontarti "hjgpie8ycnbviu vkjhbkjcu jbkjgi kjhgijb jhjuhbiuv" ma nemmeno sarebbe fantasia perchè ho usato un alfabeto esistente.
Forse è meno chiaro di prima. Mi arrendo?
 
     
middlemarch_g
middlemarch_g il 27/11/08 alle 11:44 via WEB
No, è chiarissima. Ci stavo meditando su. E per dirtela tutta stavo cercando una citazione che ricordo solo vagamente e che mi sembrava potesse rispondere efficacemente alle tue perplessità, che condivido. Perchè alle volte non me la sento mica di dire delle cose tutte di testa mia. Preferisco far parlare qualche bella testa filosofica. Così se poi è una cazzata, ve la prendete con lui. O con lei. Ma in genere è lui.
 
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Confermo i miei atti e rido dei miei castighi. E adesso condannatemi

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