Creato da middlemarch_g il 24/01/2008
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« RevengeCàpita »

C'è di peggio del cane nudo

Post n°343 pubblicato il 13 Novembre 2008 da middlemarch_g
 

Il cane nudo senza peli e senza denti mi ha fatto tornare in  mente l'animale più allucinante che esiste, specie sotto il profilo delle dinamiche evolutive. Immagino che Darwin non ne sapesse niente, perchè se ne fosse stato a conoscenza si sarebbe buttato ululando da una rupe di Luecade come Saffo, e noi staremmo ancora al Creazionismo e alla Terra creata da Dio in sette giorni nel quinto millennio prima di Cristo.

Il kiwi.

Il kiki non ho idea se si chiami così perchè ha un culo che somiglia sputato al frutto omonimo, o al contrario se dal suo culo derivi il nome del frutto. Certo è che visti da dietro sono identici.

Il kiwi bisogna vederlo per credere che esista ma soprattutto che abbia potuto resistere fino ai giorni nostri quando animali cinquecentomila volte più agguerriti di lui, le tigri per esempio, sono ormai a un passo dall'estinzione. Io l’ho visto molti anni fa nello stesso posto dove suppongo sia visibile anche oggi, in una riserva naturale. Va detto che fin da subito non si presenta bene. Prima di vederlo infatti ti tocca sorbire una mezz’ora di introduzione da parte delle guide locali che te lo illustrano con l’ausilio di qualche filmatino, mentre di lui in carne e ossa non si vede neanche l’ombra. Questo perché è un animale timidissimo. Introverso. Pochissimo propenso alla socialità a alla conversazione brillante. Una che ama stare per i fatti suoi. E fin qui, in fondo si capisce. Sono molte le specie animali che non amano avere pubblico e onestamente se preferiscono ridurre al minimo i contatti con l’uomo, qualche buon motivo ce l’avranno.

La cosa davvero assurda del kiwi è la suo struttura fisica. Immaginate un uccello privo di ali ma ricoperto di pelo, che non può volare e ha un becco smisurato, completamente inutile dal punto di vista offensivo ma in compenso capacissimo di complicargli l’atto della nutrizione, e in più con un culo lardellato e ciccioso grosso come un caravan che, in caso di pericolo, agevola la sua fuga e lo rende agile come un ippopotomo a una lezione di pilates. Se solo il caso non avesse voluto che il suo habitat naturale fosse completamente sprovvisto di predatori – ma non solo quelli letali, eh? Basterebbe un gatto grosso e un filino determinato – il kiwi sarebbe estinto dal pleistocene. Nel regno animale poteva diventare l’equivalente del Buondì Motta dell’emisfero australe. Se li sarebbero mangiati dal primo all’ultimo infilati su un bastoncino, come i ghiaccioli. Ma siccome predatori naturali in Nuova Zelanda non ce ne sono, il kiwi ha potuto giungere fino a noi con una certa serenità.

Quando alla fine ti portano a vederlo, sei costretto a infilarti in un cunicolo buio e stretto. Durante l’excursus che ti porta fino alle caverne dove risiede, le guide ti catechizzano continuamente affinchè tu tenga bassa la voce, non ti agiti, non faccia casino, non parli, non dica parolacce, non manifesti intenzioni anche solo larvatamente aggressive e magari se ce la fai cammini anche in punta di piedi. Potete credermi se vi dico che queste cose in linea di principio io le faccio anche senza che me le dicano. Non sono il tipo che si avvicina a un animale esotico con lo stereo a manetta unz-unz-unz. Mi pare anche il minimo. E’ che in quel caso veramente si sconfinava nella psicosi pura. C’era un filino di esagerazione. Non li trattano come animali esotici, ma come pazienti psichiatrici sotto psicofarmaci. Ti dicono che tutto li turba, tutto li inquieta, tutto può incidere negativamente sulla loro placida quotidianità. La conseguenza è che appena esci dal cunicolo, ma in parte anche mentre ci sei ancora dentro, ti prende una ridarella della madonna. A te, e a tutti quelli che sono con te là sotto. E’ inevitabile. Per cui alla fine mi sono fatta l’idea che il kiwi a forza di subire visite psicotiche che sfociano nella ridarella dei visitatori, si sia in effetti piuttosto indebolito psicologicamente.

Me li vedo la notte, a riserva naturale chiusa e pubblico finalmente fuori dalle balle, riunirsi in circolo smozzicando la cena e chiedendosi vicendevolmente: cazzo avranno tutti questo stronzi da ridere?

 
Rispondi al commento:
lupopezzato
lupopezzato il 13/11/08 alle 10:04 via WEB
C'è anche chi è più sfortunato. Quando oltre ad essere povero hai anche un lavoro. Ecchecazzo!
 
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