Creato da middlemarch_g il 24/01/2008
'Fallisci meglio' è il mio secondo nome
 

Messaggi di Marzo 2008

Cose che mi mettono allegria

Post n°58 pubblicato il 31 Marzo 2008 da middlemarch_g
 

Io adoro le donne indomabili. Non le eroine. Mi riferisco proprio a quelle assolutamente irredimibili. Quelle che da ogni punto di vista diresti perse, prive di futuro e del senso del ridicolo, e che malgrado questo se ne vanno in giro a testa alta senza l’ombra di un tentennamento.

Una delle mie categorie preferite è quella delle vecchie affrescate. Quelle che girano con la faccia policroma e il capello cangiante soppalcato, e che si mettono ombretti verde topazio, rosa fucsia, giallo brillante come neanche certi sfondi dorati dei mosaici di Sant’Apollinare in Classe; che poi mi sono sempre chiesta: dove li comprano? Provate a fare un giro in una profumeria media: cose così  non ne vendono. L’ombretto, per definizione, si sfuma. E quando parti da quel presupposto cromatico di distruzione di massa, cosa vuoi sfumare?

Eppure le trovo fenomenali. Significa non volersi arrendere alla vita, all’evidenza dei fatti, una tendenza che ammiro sopra ogni cosa. Perché più invecchio più mi convinco che la realtà ha una pervicace tendenza a prendere la forma delle nostre aspettative, e che la determinazione ad assumere un destino sposta le montagne e sovverte sempre i pronostici.

Certe donne sembrano ridicole, può essere. Non a tutti comunque. A me sembrano fenomenali, per esempio. E quanto a energia vitale, ne hanno da vendere e tracimano bellezza.

Siamo tutti buoni a diventare grigi e anonimi invecchiando. Ma ci vuole talento e una strepitosa inclinazione alla poesia visionaria per avere il coraggio di dire: il tempo che passa? Passi pure, se crede. Basta che mi si tolga di davanti.

 
 
 

Generazione di sconvolti

Post n°57 pubblicato il 28 Marzo 2008 da middlemarch_g
 

Io lavoro in una biblioteca universitaria, quel genere di posto che ormai della biblioteca ha solo il nome. Le risorse sono quasi esclusivamente in elettronico, i cataloghi sono tutti consultabili online, e con una certa logica coerenza gli studenti trovano del tutto normale entrare col cellulare acceso e in funzione. Bisogna vedere con quali allibite espressioni ti squadrano quando li interrompi nel corso di una conversazione in mezzo alla sala lettura dicendogli che lo devono tenere spento! Oppure, quando questo esula dal raggio delle eventualità che sono in grado di concepire, che almeno lo tengano in vibracall e se suona vadano a parlare in terrazza.

C’è una tipa che vedo sempre fissa su uno dei terminali del ballatoio. Bruna, magra,  sui 25, sarei ingenerosa se dicessi brutta ma di sicuro non il genere gnocca. Siccome faccio spesso avanti e indietro, non è raro che mi cada l’occhio sui monitor dei ragazzi. Lei L’ho sempre vista girare su siti tipo Facebook.

Un giorno di gnagna, a biblioteca quasi deserta in piena vigilia della chiusura pasquale, i nostri sguardi si sono incrociati, e abbiamo cominciato a parlare. Mi ha detto subito con grande candore cosa fa, senza girarci intorno. Con queste parole: cerco marito.

Cerca marito. A 25 anni. Su Facebook. Vabbè. Sono scelte. Le ho fatto qualche altra domanda, così, per capire meglio. Mi ha spiegato le sue strategie, mi ha detto che è difficile trovare gente che voglia fare sul serio, che gli unici disposti a impegnarsi sono gli extracomunitari. Loro sul matrimonio non si tirano indietro, anzi. Certo, qualche dubbio sul secondo fine che si propongono può venire – in quale misura desiderino una moglie devota, e quanto invece siano arrapati dalla possibilità di entrare in Italia senza troppa fatica, e legalmente. A lei i dubbi vengono di sicuro, infatti non li prende nemmeno in considerazione, anche quando le piacciono.

Le ho chiesto: ma non sarai un po’ giovane per un marito? Questa è la frase che ho pronunciato. In realtà dentro di me il concetto si articolava in termini un po’ più coloriti – del resto è noto che io sono una perversa istigatrice alla più scostumata immoralità, specie sul versante sessuale. Ma porca paletta a 25 anni vuoi un marito? Ma divertiti un po’, no? Guardarti intorno, sperimenta, conosci cose e persone, alimenta tutti quei prerequisiti che diventano essenziali quando poi arriva l’età in cui devi cominciare a scegliere. E scegliere presuppone un giro d’orizzonte sulle possibili alternative, altrimenti che scelta è?

No, mi ha risposto lei con una certa rassegnata determinazione. Non mi interessa. Io cerco persone che fanno sul serio.

Mi ha fatto pensare. Un po’ inquietato, anche.

So che è improprio fare inferenza statistica su un campione così piccolo come quest'unica tizia bruna di cui non conosco neanche il nome. Magari non è rappresentativa della popolazione di provenienza. Però che cazzo, ragazzi. E’ proprio vero che devi arrivare a quarant’anni per imparare a goderti la vita.

 
 
 

Let's go on

Post n°56 pubblicato il 26 Marzo 2008 da middlemarch_g

Mi pare che sia tornata una certa calma. Meno male, perché il casino mi indispone. Mi sento come se avessi tenuto un rave party sul blog, salvo il dettaglio che la decisione non l’ho presa io, l’ha presa Libero.

A modo suo, una cosa interessante, specie sotto il profilo antropologico, e non mi riferisco né al 30% che concordava con me, né al 30% che dubitava, e nemmeno al 30% che dissentiva fieramente. Mi riferisco a quel 10% che insulta a priori, a monte del ragionamento, come se ci fossero cose che pur esulando e di parecchio dai margini della spietata efferatezza – chenesò omicidi di massa, stragi, violenze fisiche inaudite - non possono essere messe in discussione. Per principio. In quanto ab origine di ogni potenziale conseguenza dialettica.

E comunque. Ora mi metto a riassettare secondo il mio inconfondibile stile domestico: piatti di carta nel cesso e polvere sotto i tappeti. La fierezza casalinga non è mai stata il mio forte. Né in generale rientra tra le peculiarità per cui vanno famose le donne della mia famiglia. Cosa di cui vado moderatamente fiera.

Adesso un po’ di silenzio, poi vediamo chessepoffà.

Buona giornata a tutti. E cerchiamo di essere felici, occhei? Che poi alla fine è l'unica cosa che conta.

 
 
 

Proprio tutti qui oggi?

Post n°55 pubblicato il 25 Marzo 2008 da middlemarch_g

Quando si dice l’effetto mediatico…Il problema è che, essendo abituata ai tempi di reazione e al modesto sciabordio del Circolo del Cucito – modesto nel senso del numero dei coinvolti, non certo del loro potenziale, che è elevatissimo – non mi trovo tanto a mio agio in questo tsunami di polemiche. E poi c’è che il Circolo del Cucito mi conosce e lo sa. Che sono una cazzona che spara sempre in alto per principio, essenzialmente perché a sparare basso sono buoni tutti e la confortante melassa del buon senso non ha mai esercitato un fascino eccessivo su di me.

Rispetto tutte le opinioni, ci mancherebbe, incluse quelle spassosissime di un paio di persone mai viste in questo blog né altrimenti conosciute, che hanno assunto toni inquisitoriali metafisici come se mi avessero in analisi dal ’75 (l’oscar va a questa: non mi va nemmeno di rispondere tanto squallide e assurde sono le tue affermazioni! Mamma, ti prego, non ti ho chiesto ripetutamente di astenerti dal venire sul blog! Non ti basta fracassarmi le balle a casa?) 

Dicevo, il rispetto delle opinioni altrui (opinioni sul merito, please, non sulla persona, e mi aspetto che facciate altrettanto) è fuori questione. Se la vostra idea dell’amore presuppone assoluta fedeltà perché in caso contrario non siete più capaci di guardare il vostro compagno/a negli occhi, perché lui vi offre e si aspetta da voi lo stesso comportamento, perché quando amate il vostro istinto sessuale è integralmente potenziato in una sola direzione senza flussi dispersivi quanto inopportuni, perché il vostro codice morale di riferimento, religioso o meno, vi impedisce di lasciarvi andare a un comportamento alternativo, per questa o per qualsiasi altra ragione delle molte che mi avete offerto, io alzo le braccia. Non era mia intenzione convertirvi alla corruttibilità. In linea di principio, non me ne frega un cazzo di convertire chicchessia ad alcunchè. Allergia al proselitismo.

Quello che intendevo fare era richiamare l’attenzione su un dettaglio: la fedeltà è una scelta, un atto della volontà consapevole, e un bisogno culturale. Perché a fronte delle molte dichiarazioni di solidarietà che tanti di voi hanno lasciato – e che hanno contribuito non poco ad accrescere la mia fiducia nell’umanità stamattina – quelli che mi hanno fatto veramente incazzare sono i pochi che pretendono di insegnarmi che la loro visione dell’amore nei secoli fedele è l’unica degna. Altrimenti non è amore. Perché vi permetto tutto. Ma non di sindacare sulla natura assoluta dell’amore che c’è tra me e mio marito. Che per inciso la pensa esattamente come me. Non siamo per questo meno degni di rispetto di voi. E quasi sicuramente siamo più felici.

Ammetto la liceità delle visioni alternative dell’amore che per me non costituiscono un problema. Convivo serenamente nella diversità di opinioni e la giudico una ricchezza. Ma parliamoci chiaro, bisogna che ve ne facciate una ragione. Si può amare in molti modi diversi. Il mio è amore. Se per qualcuno di voi questo risulta intollerabile o impossibile da ammettere, forse quella che ha un problema serio qui non sono io.

 
 
 

Cose che succedono in famiglia

Post n°54 pubblicato il 24 Marzo 2008 da middlemarch_g
 

Pranzo di Pasqua. Gradevole contesto familiare, cibo buono, tempo incerto. Di fronte al caffè, in salotto, mia cognata racconta ridendo di avere sognato mio marito insieme a un’amante, e di essersi svegliata preoccupatissima per me e per il nostro matrimonio, al punto da sentire la necessità di chiamarlo il giorno dopo per accertarsi di non aver avuto una di quelle cosette premonitrici che a volte capitano. Ci ridiamo su, e alla fine della discussione la cugina Giulia, simpatica ragazza, posa su di noi una sguardo materno e affettuoso e conclude: un’amante mi sembra davvero inverosimile. Si vede che siete in tale armonia…

Non ho infierito perchè a Pasqua in famiglia è opportuno darsi un tono. Ma lo faccio con voi. Apriamo un nuovo capitolo sul tema ‘normalità’. L’assunto è il seguente: perché una coppia in buona armonia per essere tale presuppone esclusivamente un’attività sessuale monodirezionale? Perché due persone che si amano come io e mio marito incondizionatamente ci amiamo, non possono essere attratti da altre creature senza con ciò decretare l’inizio dell’agonia della loro relazione? Perché continuiamo tutti a raccontarci questa assurda cazzata, che non ha alcun fondamento genetico o biologico, ma che di sicuro piace molto al papa? Perché insistiamo spacciando per naturale e psicologicamente congruo un atteggiamento che è culturale e di cui per inciso non è mai stata dimostrata l’utilità pratica a nessun fine, meno che mai a quello della felicità coniugale?

Perché due persone che si amano possono andare a cena fuori, in gita, a giocare a calcetto, a vedere un film, a sentire un concerto, ma non a letto con altri? Perché abbiamo il pessimo gusto di prediligere la fedeltà dei corpi piuttosto che quella dello spirito, della presenza al tuo fianco, del supporto morale, dell’affetto, della costanza, e della tenerezza? Perché troviamo del tutto normale condividere socialmente quasi tutte le esperienze – e anzi alla condivisione attribuiamo un valore spesso altamente morale – tranne quelle connesse con il sesso? Una coppia che non ha contatti umani con l’esterno – quei soggettini del genere Rosa e Olindo – ci fanno paura vero? Anche quando non arrivano a quegli estremi di violenza, le monadi coniugate incutono sempre un certo timore. Si intuisce che la chiusura, l’ossessione negativa dello scambio hanno qualcosa di patologico. La purezza è un concetto positivo solo il termini religiosi e culturali. Sotto il profilo biologico, genetico, etnografico e antropologico ciò che è puro è per definizione sterile. La ricchezza, la crescita, la potenza, l’evoluzione sono tutte figlie della contaminazione.

 E allora perché il sesso deve fare eccezione santoddio? Perché deve farci ancora tanta paura? E il primo che mi risponde: ehhh, ma vuoi mettere il rischio? Se te ne vai a scopare in giro come fai a sapere che non ti innamorerai? lo caccio dal Circolo.

Puoi scopare o vivere bendato, puoi evirarti o farti legare le tube, oppure infilarti in tutti i letti che ti capitano a tiro. Puoi esercitare la fedeltà a oltranza o portarti a letto chiunque ti sorrida. Puoi cedere, resistere, farlo random o ripetutamente, ogni volta che capita o solo quando vale la pena. Le puoi provare tutte, se ti va. E il contrario di tutte. Ma dal rischio di smettere di amare la persona che ami, dal rischio che la persona che ami smetta di amarti, non troverai mai niente che possa cautelarti davvero. E' la vita. Non puoi viverla col preservativo.

 
 
 

Great expectations

Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio.

Samuel Beckett

 

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