Creato da middlemarch_g il 24/01/2008
'Fallisci meglio' è il mio secondo nome
 

Messaggi di Ottobre 2011

Saluti & Baci

Post n°727 pubblicato il 27 Ottobre 2011 da middlemarch_g

L'ora X del trasloco della Middle è fissata per domani alle ore 8 spaccate.

Da quel momento e fino a data da destinarsi, nessuna connessione di rete sarà più possibile. In teoria la Telecom mi ha dato appuntamento il 4 novembre per reinstallare l'Adsl. In pratica si sa che gli Dèi sono capricciosi e chissà quante ne potrebbero accadere nel frattempo.

Quindi se da oggi in poi sparisco delle due l'una: o la Telecom mi ha dato buca. O sono perita nell'impresa.

Pensatemi con affetto. Ne ho tanto bisogno.

 
 
 

Any change?

Post n°726 pubblicato il 25 Ottobre 2011 da middlemarch_g
 

I traslochi sono supportati dalla stessa chimica del parto, sappiatelo. E intendo riferimi a quella cosa che fa sì che, passato lo spavento, ti dimentichi completamente del dolore che hai provato, perché sennò col cazzo che ci ricaschi.

Non fosse così, staremmo ancora tutti nelle caverne di nonno Sapiens Sapiens e non ci avrebbero schiodati da lì manco con le bombe a grappolo. Che poi, voglio dire, saranno anche state un filino umide. Ma insomma con 5 milioni di anni di evoluzione sul groppone vuoi che la selezione naturale non trovava il modo di risolvere il problema? Avessimo perseverato con determinazione, a quest'ora avremmo tutti il deumidificatore organico sotto l'ascella, e la caverna ci apparirebbe esatta sputata come la magione dei nostri sogni da tramandare ai figli e ai figli dei figli senza nemmeno riorganizzare la disposizione dei mobili del salotto.

Me ne dimenticherò, non c'è dubbio. Ma per il momento mi girano vorticosamente.

 
 
 

Grandi misteri della scienza

Post n°725 pubblicato il 25 Ottobre 2011 da middlemarch_g
 

Vorrei spendere due parole su questa interessante e recentissima categoria professionale che è figlia delle nuove tecnologie e che potremmo battezzare: bavosi primatisti di morte.

L'avevo già notato in passato, e di certo non sono io la prima che se ne accorge. Il fatto è questo: l'aggiornamento di una pagina di Wikipedia, quando c'è da registrare un decesso specie se prematuro, è ormai pressoché istantaneo. Diciamo sull'ordine della decina di minuti a partire dal lancio dell'Ansa.

E' che a me affascinano sempre le ricadute interiori degli eventi, il panorama intimo ed emotivo che sta alla base di ogni motivazione umana. Diciamo pure che in fondo si tratta dell'unica cosa che mi intriga davvero a questo mondo. Non l'evento in sè, ma come la gente reagisce a quell'evento. Cosa quell'evento dice su chi sei e su come reagisci a un input.

Per cui mi chiedo: che razza di rettile completamente impotente sul piano del potenziamento dell'ego sente il bisogno di bruciare gli altri per infilare una data a razzo, subito dopo il trattino che segue quella di nascita? Che tipo di compiacimento masturbatorio riesce a regalarti un primato così?

Me lo chiedo, me lo chiedo con determinazione kantiana. Ma vattelapesca se riesco a individuare una risposta plausibile.

 
 
 

Quelli che ci portarono Edipo in casa e Narciso nello specchio del bagno

Post n°724 pubblicato il 16 Ottobre 2011 da middlemarch_g
 

Ieri ho visto A dangerous method e devo dire che non mi è dispiaciuto. Tenuto conto che di norma Cronemberg mi dà l'ansia, e la Knightley mi urta il sistema nervoso fino alle fibre corticali più intime, non mi pare un cattivo risultato. Date le premesse, non ero sicura che sarei andata a vederlo, e se alla fine ho deciso di farlo c'è un solo motivo. Perché si parlava di Freud e di Jung. Oltre che della Spielrein, che anche lei, nel suo genere, era una tipa interessante.

Comunque, nel complesso il film mi ha suggerito due riflessioni:

1. Considerando il livello di repressione integrale che veniva imposto alle donne, per lo meno al di sopra di una minima soglia di livello sociale, io non mi soprendo che ci fossero molte isteriche. Mi sorprendo che non fossero tutte isteriche. Dalla prima all'ultima.

2. Al posto della Speilrein, e ammettendo che Jung assomigliasse davvero a Fassbender - cosa che le foto d'epoca confermano - avrei provato a scoparmelo anch'io. Non tanto perché lo trovi particolarmente attraente. Proprio solo per togliermi il gusto di cancellargli quell'espressione dalla faccia. Quel viso da cloroformio. Quell'assenza di partecipazione da impresario di pompe funebri. Al limite anche solo per vederlo spettinato, ecchecazzo. E' che da sempre faccio una fatica bestiale a conciliare le idee assolutamente eretiche di Jung, con quella faccia svizzera che è la quintessenza svizzera di svizzero tra gli svizzeri. Di fronte alle sue foto - ma anche ieri per tutta la durata del film - mi viene sempre da dirgli: rilassati, Carl. Dài, siediti lì, togli quella scopa dal culo. E smollati una buona volta.

Comunque. Una buona occasione narrativa per ribadire che Freud ha avuto i suoi limiti, come qualsiasi altro essere umano. Però cazzo ragazzi se ha rivoluzionato la nostra vita. Tipo la Rete. Ma molto prima dell'html.

 

 
 
 

Grandpa(4) - The War

Post n°723 pubblicato il 14 Ottobre 2011 da middlemarch_g
 

Scoppiò la guerra. Nonno lasciò la moglie a Roma ed ebbe l'incarico di collaborare con i servizi segreti alleati, che nel periodo che va dal '40 al '43 erano tedeschi. Poi sono cambiati, perché si sa, l'italiano è estroso e incostante negli affetti. Ma in quel triennio c'era poco da fare: gli amici erano loro. 

Gli assegnarono l'area Spagna/Francia/Belgio, per cui passò tre anni zompando da un treno in corsa per saltare al volo su un altro che andava nella direzione opposta. Alla fine di quel turbinoso periodo ne fece una tra le mie preferite, proprio una best ever: una riedizione letterale della scena della Grande Guerra in cui Gassman sputa in faccia al capitano prussiano: mi te disi propi un bel nientcon la sola differenza che a lui, dopo, non lo fucilarono. Ché sennò non stavo qui a raccontarvela.

Non credo sia stato perché il suo ufficiale tedesco fu più generoso di quello del film. Credo piuttosto che abbia influito il fatto che l'episodio si svolse il 5 o il 6 settembre del '43 fuori dall'Italia. Grande era l'incertezza sotto il cielo, e probabilmente il tedesco pensò che fosse meglio agire con prudenza. Mi raccontava nonno che nell'estate del '43 tutta l'Europa sapeva benissimo cosa stava accadendo: non ci voleva il mago Otelma per capire che l'Italia stava per fare il ribaltone. Gli italiani li conoscevano tutti anche allora,  per cui lui pensò che fosse una buona idea non farsi sorprendere all'estero al momento dell'ufficializzazione delle corna alla Germania. E mentre rientrava in treno, credo al confine tra la Spagna e la Francia, lo beccò un ufficiale tedesco che stava facendo controlli. Tra l'altro nell'occasione - vai a sapere che cacchio gli era venuto in mente di farsi raggiungere - mia nonna, incinta del primo figlio, era con lui. Li fecero scendere tutti e due, poi l'ufficiale lo portò in ufficio per interrogarlo e studiare i suoi documenti di transito. Che insomma, hai voglia cercare di intortarlo, era abbastanza palese che il clima politico non si prestava certo per raccontare che gli era venuta voglia di fare una gita fuori porta, e nonno era pur sempre un ufficiale che doveva giustificare la sua presenza sul treno. Insomma il tedesco studiò con cura tutto il papiro, e mentre lo faceva iniziò a montargli dentro la rabbia. Cominciò a tirar giù una scarica di bestemmioni contro gli italiani traditori. A rigore in quella data eravamo ancora alleati, ma a parlarne oggi con il senno di poi, quando sai che meno di 48 ore dopo Badoglio annunciava il cambio di casacca, un minimo di compartecipazione emotiva col tedesco ce l'hai. Perché onestamente, al di là di qualsiasi considerazione di merito, se gli giravano i coglioni aveva più di un motivo. Il setting era questo: l'ufficiale sedeva alla sua scrivania e si dondolava all'indietro sulla sedia, mentre nonno era in piedi dall'altra parte. Gliene disse talmente tante che alla fine nonnò svalvolò di brutto e gli diede uno spintone che rovesciò l'altro a gambe all'aria. Il tedesco si arrabbiò. Ah si. Tanto. Il fatto però era che non si trovavano in Germania. E forse - in fondo come posso sapere che non fu per questo?- era anche una brava persona che aveva solo molti buoni motivi per essere incazzata. Insomma lo cacciò in malo modo dandogli anche una fracca di mazzate, ma lasciò che rimontasse in treno e rientrasse in Italia. Per tornare alla macro e alla microstoria, certe volte penso che è vero, i tedeschi durante la guerra nel complesso è difficile immaginarseli simpatici. Epperò a questo particolare ufficiale qui, se la guardi da una determinata angolatura, si può dire che devo la vita. Gliela devo io, i mei 8 fratelli e cugini, e i miei 10 nipoti. Potendo selezionare i ricordi, preferisco tenere a mente questo.

Perché non a tutti va così. Per esempio: nonno e nonna riuscirono a raggiungere Roma e si fermarono lì. Nei due anni successivi gli nacque anche un secondo figlio. Suppongo che in quel periodo la presenza dello Stato fosse pressoché inesistente e che si vivesse integralmente alla giornata. Dal '34 al '43 erano passati solo una decina d'anni, ma la percezione del fascismo, a viverla sulla propria pelle, doveva aver compiuto una bella rivoluzione copernicana. Nonno cercò di riscattarsi dal suo passato di entusiasta della prima ora finanziando come poteva i partigiani; raccoglieva fondi in giro per la città e poi li consegnava in campagna in bicicletta. Per campare vendeva profumi artigianali che nonna accroccava in qualche modo in casa. La mattina del 23 marzo del '44 faceva il suo solito giro con le boccette di profumo nel cestino della bici scassata, quando attraversando piazza Barberini sentì l'esplosione della bomba in via Rasella, che è lì dietro a meno di duecento metri. Scappò come un disperato, e non vide niente. Non provò nemmeno ad avvicinarsi, e non so cosa abbia pensato nei giorni e poi negli anni successivi del caso che lo portò ad ascoltare da vicino quel suono orrendo, che si trascinò dietro una scia infinitamente sanguinaria con tutto quello che seguì. Posso solo dire che era lì, come una casualità del tutto insensata e priva di logica, e che non fu coinvolto da vicino in quella vicenda. Per cui alla mia famiglia andò bene. A differenza di tanti altri, da una parte e dall'altra, che non ebbero la stessa incredibile e sfacciata fortuna.

 

lapide fosse ardeatine

 
 
 

Great expectations

Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio.

Samuel Beckett

 

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Ci siamo dati da fare altrove

 

Confermo i miei atti e rido dei miei castighi. E adesso condannatemi

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