Creato da middlemarch_g il 24/01/2008
'Fallisci meglio' è il mio secondo nome
 

Messaggi di Maggio 2012

A proposito di quella nota teoria secondo cui l'emanciazione della donna stata resa possibile dagli elettrodomestici

Post n°784 pubblicato il 10 Maggio 2012 da middlemarch_g
 

Alzati. Sistema cucina. Fai letto. Metti a posto i vestiti. Tira fuori il pollo dal congelatore. Parti lavastoviglie. Lavati. Vestiti. Truccati. Spegni lavastoviglie. Esci. Per oggi macchina perché più tardi devi fare dei giri. Arriva biblioteca.

Lavora fino alle cinque. Esci. Macchina. Mediaworld (mi servono le cuffiette per l'iPod adatte a correre, quelle che non ti scivolano giù dall'orecchio mentre ballonzoli in preda all'orgasmo competitivo. Scusi? Non ho capito bene, può ripetere? 29.90 euro? Sessanta sacchi due cuffiette? Ahhh, dice che sono Sennheiser? Roba buona, buonissima? Ho capito, sarà buonissima. Però vi venisse un colpo secco lo stesso), Decathlon, ancora macchina, casa.

Cambia abito. Togli tacco. Metti tuta. Raccogli bucato. Detersivo. Ammorbidente ecologico. Catturacolore a strappo. Parti lavatrice. Esci. Argine. Corri/cammini quaranta minuti. Niente masturbatori negli angoli, ma solo perché l'ora non si presta, e non perché la stagione di caccia sia conclusa. Torni indietro. Casa.

Addominali. Tieni lontano il gatto che vedendoti sdraiata in terra con le gambe sollevate non rileva nessun valido motivo per cui non dovrebbe sdraiartisi sulla pancia. Esercizi per le braccia con l'attrezzino appena acquistato da Decathlon. A differenza delle cuffiette, per una cifra davvero modica. Meno di un quarto. Già che è versatile, fai anche una serie per gli adduttori.

 Tra gli addominali e gli adduttori metti il pollo in padella e accendi il fuoco. Tira fuori bucato. Butta tutto nell'asciugatrice. Prima di farla partire svuota lo scarico dell'acqua e ripulisci i peluchi del filtro, che sennò col cazzo che asciuga.

Doccia. Strucco e sparrucco. Pigiama. Gira pollo. Pela carote. Taglia a julienne. Lava robot. Svuota lavastoviglie. Comincia a riempirla di nuovo con quello che hai sporcato. Pane da scongelare? Ok, allora: prima di accendere forno blocca asciugatrice perché c'hai 3 kilowatt e col cazzo che reggono due elettromostri in simultanea. Scalda pane. Apparecchia. Metti in tavola.

Arriva marito. Spegni forno e riparti asciugatrice. Mangia. Sparecchia. Riempi lavastoviglie. Televisione finché non crolli. Tra le nove quando cominci e le nove e cinquanta quando collassi è un bel record. Cinquanta minuti. Certe volte reggo anche meno di così. Controlla asciugatrice. Finita. Ma la roba non è asciutta. Riparti per altri 10 minuti. Spegni definitivamente. Vai a letto.

E non ho figli, per dire.

Sono quasi sicura che mia nonna non viveva così.

O forse la schiavitù è un concetto intrinsecamente connesso al dispositivo dell'utero.

 
 
 

Californication

Post n°783 pubblicato il 09 Maggio 2012 da middlemarch_g
 

Domenica mattina sono andata correre presto perché minacciava di piovere e non volevo perdere l'attimo fuggente. Ché io non sono certo il tipo che ha bisogno di un eccesso di congiunture favorevoli per decidere che stramazzare sul divano è entropicamente assai più meglio che fare del moto.

Insomma appena attraversato il ponticello sul Bacchiglione che collega la Sacra Famiglia con Città Giardino, mi imbatto in un ceffo in tuta e occhiali da sole, con la bici appoggiata al muretto dell'argine, che attacca a scrutarmi. Scrutare, in linea di principio, non è mai una bella cosa, a meno non lo si faccia consensualmente sulla base di una profonda e reciproca intimità. Cosa che non era certamente il caso nostro. Mentre faccio per passargli accanto, lo sguardo mi cade sulla parte inferiore del suo corpo, e lì realizzo inequivocabilmente che si sta masturbando come un furetto arrapato. Non si era tirato giù i pantaloni, quindi la visione diretta del suo ciccio per fortuna mi è stata risparmiata - anche in cosiderazione del fatto che, se si allineava al gradiente estetico della faccia, non poteva essere certo un bello spettacolo - però sono rimasta infastidita per un bel po'. Niente mi molesta di più delle allusioni sessuali perpetrate da chi non si accerta preventivamente che siano gradite. Ora io capisco anche che uno così, se si mette nell'ottica di aspettare un sorriso lascivo da una femmina, non può sperare di cavarsela con poco. Meglio per lui che si metta a fare lo stilita su una colonna nutrendosi di cavallette. Almeno in quel caso le gratificazioni dello spirito sono assicurate. Perché sul fronte della carne farà la sua porca fatica a battere un chiodo. Ma questa non è una buona ragione per condividere le tue miserie con una donna che non ti ha chiesto niente e che stava solo riprendendo fiato per i fatti suoi.

Mi sono allontanata percorrendo all'incirca cento metri, e siccome una signora pressapoco della mia età mi veniva incontro con il cane muovendosi nella direzione del laido maialone, l'ho avvista di fare il giro largo e le ho spiegato perché. E lei si è affrettata a mettere in pratica il mio consiglio.

Facendo il giro dell'argine e ripassando dall'altra parte, una ventina di minuti dopo, l'ho incontrata di nuovo e questa volta mi ha fermato lei per ringraziarmi. Mi ha detto che il rettile viscido la stava aspettando e che se non l'avessi avvisata ci sarebbe cascata con tutte le scarpe. Poi nei giorni successivi ci siamo incontrate di nuovo per caso al supermercato e al bar, e a un certo punto abbiamo cominciato a salutarci se non proprio come amiche di vecchia data, senz'altro come amorevoli vicine. Non so ancora il suo nome. Ma sono quasi certa che manchi pochissimo alle presentazioni ufficiali e che in men che non si dica ci ritroveremo sedute al bar della Sacra a bere un caffè, chiaccherando amabilmente della disastrosa inefficacia dei rimedi anticellulite sul lungo periodo e dei tragici effetti della premenopausa.

E insomma ho pensato: questa ancora non mi era mai capitata. Come la vogliamo chiamare una relazione così? Amiche di pippa?

E' una bella lezione. Mai, mai perdere di vista il fatto che la peggiore delle premesse può riservare la più inaspettata delle sorprese. La vita la sa più lunga di noi. Lo diceva Nabokov. Anche se a me in effetti l'ha insegnato qualcun altro.

 
 
 

Great expectations

Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio.

Samuel Beckett

 

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