Creato da middlemarch_g il 24/01/2008
'Fallisci meglio' è il mio secondo nome
 

Messaggi di Dicembre 2009

Celestiale letizia di origine non psicotropa

Post n°607 pubblicato il 09 Dicembre 2009 da middlemarch_g
 

Vi capitano mai quelle mattine che ti alzi e sei nello spirito:

va bene,
adesso
basta

adesso è:

punto
e
a
capo

e per il solo fatto di averlo pensato si spalancano i cieli, il terzo occhio comincia a rotearti sulla fronte come una trottola, hai la vaga sensazione glamour di somigliare a Carrie Bradshaw davanti alla sua cabina-armadio mentre cerchi il vestito che si intoni all'umore, e in più il caffè ti esce fuori perfetto in miscela, temperatura e gradazione zuccherina?

Ecco, oggi è una mattina così.

In più.

Mi guardo allo specchio e mi vedo stupenda. C'ho due occhi verdi ma così verdi che ti stupisci di non vedere la parete del bagno traforata da parte a parte.

Di che mi lamento io? Davvero non si sa.

Puttana miseria che bella giornata.

E lo stesso spero anche di voi.

arcobaleno

 
 
 

Giusto per puntualizzare

Post n°606 pubblicato il 07 Dicembre 2009 da middlemarch_g

Ho scoperto una cosa che mi ha lievemente inquietato. Oddio, forse inquietato è una parola grossa. Colpito, si, colpito va meglio. Pare che su questa piattaforma esista da ottobre un altro blog che si chiama come il mio, cosa che credevo impossibile nel senso che una volta opzionato un nome mi sembrava logico supporre che non potesse essere assegnato ad altri. Il che invece non è.

Non è che intenda per questo adire alle vie legali, non mi sembrerebbe il caso. Però nella medesima circostanza in cui scopro il fatto in oggetto, mi accorgo anche che nei commenti del post precedente ci sono due o tre interventi di un utente anonimo che si firma md e che non sono io. Anche questo può essere un caso fortuito, magari è uno che ha proprio quelle inziali lì - e se questa ipotesi è corretta potrebbe approfittarne per mandarmi un messaggio e confermarla -, oppure è la ms spoah che spesso firma ms e che ha sbagliato a digitare una lettera. Però non credo. Primo perché ha uno stile espressivo inconfondibile, e secondo perché è difficile sbagliare due o tre volte di fila.

Comunque neanche questo è un vero problema. Non soffro di crisi identitarie così devastanti da essere eccessivamente turbata all'idea che qualcuno si appropri del blog e cominci a straparlare a nome mio. Anche perché straparlare più di quanto abbia fatto io in questi anni sarebbe comunque piuttosto difficile, anche a volerci mettere una determinazione davvero brutale.

Volevo solo mettervi sull'avviso. In fondo chiunque di noi parla a caratteri piuttosto distintivi, no? Ecco, se vi sembra che cominci a parlare in modo strano, non è che ho completamente sclerato, è che m'hanno fregato il blog. Tutto qui.

 
 
 

Gli uomini sono strane creature

Post n°605 pubblicato il 03 Dicembre 2009 da middlemarch_g
 

Un amico che amo mi ha scritto una mail parlandomi delle donne della sua vita. Di quelle che ricambiano il suo amore e lo desiderano. Di quelle che non ricambiano il suo amore ma lo desiderano come le altre. Di quelle che nemmeno lui ama, ma che desidera, e da cui è ricambiato. Nel complesso è emerso un quadro piuttosto fortunato. Un uomo che non si annoia, diciamo. E sia chiaro – lo dico perché con me si finisce sempre a pensar male – che non mi riferisco solo alle ricadute empiriche del desiderio. Abbiamo un età, il mio amico ed io, che ci permette di scardinare diversi luoghi comuni su questo argomento. Il sesso è importante, non si discute. Ma se non sai fertilizzarlo col desiderio, e non hai capito che il desiderio è una cosa alimentata dalla mente, perdi il tuo tempo passando i pomeriggi a sfiancarti di  addominali in palestra, visto che non c’è niente di meno erotico di uno stomaco piatto innervato da terminazioni che si collegano a un’area corticale abbandonata da Dio.

E insomma delle tante e belle cose che ha scritto, una in particolare mi ha colpito. Mi ha parlato di amori che virtualmente avrebbero potuto essere catalogati sotto diversi profili. Il più significativo era questo: quelli in cui la distanza fa soffrire, e quelli in cui invece non ha significato, perché si concretizzano solo in presenza fisica uno dell’altro, e quando non si può essere presenti semplicemente non esistono, o si convertono in una relazione di altro tipo.

E’ una differenza molto significativa. Perché sulla carta, all’apparenza, il secondo tipo di amore sembrerebbe migliore del primo visto che non fa soffrire. Prendi solo quel che c’è di buono, e abbandoni senza rimpianto il lato che devasta, quello che scava, lacera, ustiona, quello che fa solchi e ti cambia l’umore, quello che come l’ultimo dei vigliacchi approfitta dei tuoi stronzissimi circuiti a feedback frutto di milioni di anni di evoluzione, e in qualsiasi momento della tua giornata, qualsiasi cosa fai, a qualsiasi impegno assolvi, in qualsiasi faccenda ti impegni, ti riporta sempre lì, senza preavviso, a precipitare a spintoni nel ricordo di una presenza che ti manca come l’aria. E non ci sono scappatoie. Quella è la prima cosa a cui hai pensato aprendo gli occhi la mattina, e quella sarà l’ultima su cui li chiuderai la sera. Finché non passa. Perché prima o poi passa. Ma finché non si decide, sapere che accadrà è solo nozionismo accademico. Un po’ come la plastica sul fuoco. Per bruciare brucia, ma scalda un cazzo. E oltretutto puzza.

E invece non è mai così che vanno le cose. Di norma l’amore rilassante non è quello che preferiamo. E’ quello dell’altro tipo, Attila l'Unno. Vai a sapere perché.

 Ah Orazio, sono cinquecento anni che non faccio che ripetertelo! Ci sono più cose tra cielo e terra che nella tua filosofia…

 
 
 

Ancora un giro di giostra

Post n°604 pubblicato il 02 Dicembre 2009 da middlemarch_g

I believe reality is a marvellous joke staged for my amusement and edification. And everyone is working very hard to make me happy.

Rob Brezsny

Ogni tanto me lo dimentico.

Ma poi passa.

 
 
 

Il nome delle cose

Post n°603 pubblicato il 01 Dicembre 2009 da middlemarch_g

Comunque, giusto per non perdere di vista la linea d’orizzonte che in certe interminabili vicende giudiziarie finisce spesso per essere sommersa dalla marea degli eventi, vorrei ricordare che l’Amèlie di Seattle, altrimenti detta la ragazza acqua e sapone vittima di uno tsunami, è la stessa che ha accusato un poveraccio di un delitto con cui non aveva niente a che fare. Nero. Il tizio. Che magari è un caso. E magari no.

Questo non ne fa necessariamente una colpevole: ci mancherebbe che lo stato di diritto dovesse formalizzarsi su simile fregnacce! Magari è semplicemente una grandissima stronza. Però Amèlie, l’acqua e il sapone, e gli tsunami lasciamoli da parte, occhei? Perché francamente non mi pare il caso.

 
 
 

Great expectations

Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio.

Samuel Beckett

 

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