
All'enorme puzzle cinematografico che va a comporre il genere dei biopic musicali viene aggiunto il pezzettino legato alla vita e alle opere del Boss,Bruce Springsteen.
All'inizio degli anni '80 Springsteen è già un nome altisonante nel mainstream americano,un trentenne che è riuscito a stregare il popolo a stelle e strisce raccontando quella quotidianità fatta di dubbi esistenziali,amori travagliati,lavorare per sbarcare il lunario e vita di città. Ed è proprio in questo periodo che il Bruce intimo prende il sopravvento sullo Springsteen rockstar: mentre la major che lo gestisce spinge per un immediato nuovo album per "battere il ferro finchè è caldo" lui viene investito da alcuni ricordi d'infanzia che lo stanno,invece,portando verso una nuova vena creativa molto più naturale,grezza e malinconica. I tormenti della sua infanzia ed adolescenza (la figura assente del padre assieme alla sua violenza ed il suo alcolismo su tutto) sembrano aver bisogno di uscire,ma a modo suo e proprio mentre sta per nascere quella che diventerà la sua più grande hit,Born in the USA,Bruce vive i dubbi,le perplessità e le difficoltà di voler raccontare le sue più grandi paure.
Personalmente uno dei migliori biopic musicali e soprattutto per un motivo molto semplice quanto fondamentale: essere riusciti a raccontare gli aspetti più intensi e basici della personalità di un'artista (e di un uomo) pur concentrandosi su di un breve periodo della sua vita artistica. Oltre alle ottime performance di tutti gli interpreti e all'assenza di cali di trama dovuti a ritmi eccessivamente lenti.
Inviato da: LSDtrip
il 12/01/2026 alle 20:28
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il 08/12/2022 alle 12:30
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il 19/07/2022 alle 10:01
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il 27/04/2020 alle 08:56
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il 20/08/2019 alle 21:00