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La paura fa parte della nostra vita quotidiana, è una emozione fondamentale, con la quale noi nasciamo, che ci serve per realizzare il nostro mondo, la nostra vita. Chi dice di non avere paura è semplicemente un incosciente, perché corre moltissimi rischi. Però non bisogna lasciare che essa superi certi limiti e che diventi invasiva. Se pensiamo di poter avere un controllo su certe situazioni, la paura diminuisce lasciando spazio alla razionalità che interviene per trovare i modi di soluzione. Invece in certe situazioni la paura finisce per essere terrore, soprattutto quando pensiamo di non avere vie d'uscita. La paura è sempre istintiva ma si colora in base alla nostra cultura e ogni epoca ha le sue paure. Nel Medioevo c'era la paura della peste nera verso cui la gente si sentiva completamente esposta, priva di difese. Oggi invece abbiamo paure diverse: la bomba atomica, il terrorismo, le armi biologiche, gli stranieri, i diversi . Tutto origina da quella paura fondamentale che è la paura della morte, dalla consapevolezza che noi siamo persone finite e che un giorno moriremo. Questo è l'elemento irrisolvibile che crea tutte le altre paure. La soluzione consiste nel rassegnarci all’idea di doverci preparare a questo evento ultimo, accettando la propria condizione di esseri che nascono e che muoiono. Dobbiamo proiettarci in un sistema più vasto, perché noi facciamo parte del genere umano. Dovremmo mantenere un pizzico di quel senso di onnipotenza che appartiene ai bambini nei primi anni di vita. Un bambino pensa di non morire, pensa che muoiano gli altri, poi, man mano, si rende conto che anche per lui la morte è inevitabile. C'è chi si rifiuta di pensarci, chi invece la sfida continuamente per sondare i suoi limiti