Tracce di vita

siamo uomini, non certo dei santi


Un saggio su cui riflettere un poco;Ormai, si sa, anche le donne tradiscono e, per farlo, usano tutti i mezzi possibili. Non si sta parlando di trucco pesante, vestiti all'ultima moda o sotterfugi da ammaliatrici, ma di mezzi veri e propri, mezzi tecnologici. Uomini e donne di circa 35 anni, cultura medio-superiore, coniugati. Ecco l’identikit del tipico chatter italiano che, on line, parla di tutto: della vita, della solitudine, dell’amore. E, spesso, tradisce chattando. La tresca via web è un fenomeno in crescita che psicologi e sociologi stanno studiando.A quanto pare un navigatore su tre (sposati o fidanzati) "rischia" di incappare in una relazione fedifraga sulla Rete. Si parla di chat galeotte, di donne insoddisfatte e di un fenomeno sociale che mette in pericolo i nostri valori tradizionali. E i primi divorzi a causa del web sono arrivate anche nel nostro (arretrato) Paese.L'investigatore privato ha un futuro nel web. reclutato quasi sempre per scoprire infedelta' coniugali, adesso in francia si e' evoluto per scovare i fedifraghi via internet. che la cyberinfedelta' sia un dato di fatto, non e' una novita', la novita' sta nel fatto che se fino ad ora tradire il proprio partner via web era un'attivita' abbastanza facile da nascondere, ora i tempi sono cambiati.In francia un informatico specializzato nelle investigazioni finanziarie, ha pensato bene di riciclarsi per diventare un investigatore di infedelta' esclusivamente via web. Alain Stevens, autore di 'Guide du cyberdetective', grazie alla sua abilita' e, dovremmo dire, alla ingenuita' di chi ignora le migliaia di tracce che si lasciano quando ci si connette a un sito, ha convertito la sua professione dedicandosi ai fedifraghi via internet: in un'intervista a un mensile francese ha rivelato le scioccanti esperienze che gli sono capitate da quando ha iniziato la sua nuova attivita': mariti seriosi e bacchettoni che postavano foto molto esplicite su siti particolari, mogli che avevano 3 identita' diverse e di conseguenza 3 amanti diversi.Il web, che con i molti siti di incontri e' un richiamo irresistibile per chi e' in perenne caccia, diventa una fonte inesauribile di tentazioni. si potrebbe dire che i traditori tradizionali, grazie alla rete, hanno moltiplicato le loro scappatelle, e coloro che invece grazie alla timidezza non avevano mai osato, con lo pseudoanonimato che fornisce internet, si sono buttati. un nuovo trend per chi e' a caccia di un lavoro, che anche da noi potrebbe avere un futuro roseo. In aumento il numero delle "corna virtuali". Secondo uno studioso di Psichiatria e psicoterapia dell'Università Gregoriana di Roma, Tonino Cantelmi, i tradimenti online sono un fenomeno in crescita, tanto che un navigatore su tre (sposato o fidanzato) rischia di cadere in una relazione virtuale mettendo così a repentaglio la stabilità del suo legame.Sempre secondo lo psichiatra, le donne sono più esposte, anzi le più traditrici, perché si sa, quello che in un maschio è un atteggiamento da Don Giovanni, in fondo carismatico e socialmente accettato, in una donna è sinonimo di squallido meretricio, ingiustificato o attribuito alla vuotezza dell'esistenza di moglie, casalinga e lavoratrice (vuotezza???).In Italia oltre un milione di donne sposate avrebbe una relazione in rete, tradendo il proprio partner via chat. A puntare i riflettori su questo fenomeno è lo psichiatra Tonino Cantelmi, presidente dell’Associazione psicologi e psichiatri cattolici. Sono circa tre milioni gli italiani che fanno un uso costante delle chat e ben il 70% di loro è rappresentato da donne che hanno tra i 20 e i 45 anni e nel 60% dei casi, hanno già una relazione stabile. E se aumentano i tradimenti via chat, in crescita sono anche le nuove separazioni determinate dagli amori via internet.L'anonimato di una chat line e di una pagina web ha permesso alla folta schiera di fedifraghi italiani di venire allo scoperto e di raccontare, con dovizia di particolari, i come e i perché dei propri tradimenti. Dalla signora esasperata dalle richieste hard del marito, che cerca una pacata storia di sesso, all'incallito tombeur. Storie divertenti, curiose, a volte sofferte: le ha raccolte, attraverso Internet, l'autore del volume. E fra posta elettronica e chat line, sono arrivate cento testimonianze di uomini e donne, cento versioni diverse sul come e il perché si tradisce oggi in Italia.A riprova delle teorie e delle denunce di questa situazione arrivano anche in Italia i divorzi causati dalle avventure digitali.Chattare per dimenticare la noia di un rapporto consolidato ma privo di slanci erotici ed emotivi. Gli incontri virtuali in rete stanno per diventare la forma più diffusa di tradimento. Lo rivela uno studio Usa, svolto da uno staff di ricercatori dell’Università della Florida, riportato dalla BBC. E’ in netta crescita il numero di uomini e donne sposati che incontrano persone del sesso opposto grazie a Internet senza alcun senso di colpa. Trattandosi di incontri virtuali il partner si sente meno in colpa nei confronti del compagno. “Mai come adesso incontrare qualcuno per una scappatella è stato così facile – dichiara Beatriz Mileham, resposansabile delle ricerca – Internet diventerà il luogo più comune di tradimenti”. E continua: “Con il sesso virtuale si evitano molti problemi. Prima di tutto quello di dover trovare un motel. Una liason in rete può avvenire a qualsiasi ora del giorno e delle notte e soprattutto a casa”. In questo modo questo fenomeno in crescita viene sviscerato (anche se solo in alcune parti), schematizzato e inserito perfettamente in un contesto.Del resto vengono tracciate in maniera dettagliata le sofferenze del tradito, che si ritrova con un estraneo nella propria vita senza averlo mai visto, e che non riesce a riprendersi dallo shock, quindi si butta in terapia coniugale e spesso chiede il divorzio, perché proprio non riesce a riprendersi. Così come viene descritto dettagliatamente il ritratto della traditrice: una donna non più molto giovane, non compresa, non ascoltata e che si sente poco accettata, stanca della quotidianetità e delle routine massacranti a cui è sottoposta (che tristezza!!!).Nella classifica degli atti considerati di infedeltà il cybersesso giunge secondo, più in alto di cose come frequentare uno strip club o visionare della pornografia. Nelle donne vi sarebbe, secondo gli autori dello studio, una tendenza a considerare con particolare gravità le "relazioni telematiche" dei propri partner. Più di un terzo dei partecipanti ha ammesso che il chattare erotico online è un atto che spesso conduce a scambiare nomi, foto e altri dettagli personali. Tutti elementi che mettono sul "chi va là" soprattutto le donne. Un altro elemento di interesse dello studio è nel comportamento delle persone meno giovani online. "Pensavamo, ammettono i ricercatori, che i meno giovani sarebbero semmai stati più inclini a vedere materiali o siti pornografici come forme di violazione della fedeltà rispetto ai più giovani, invece è esattamente il contrario". Secondo lo studio citato, l'approccio conservatore dei giovani può essere dovuto al fatto che i giovani hanno meno esperienza con le relazioni sentimentali. L'elemento conclusivo dello studio, però, sembra riassumersi nel dato che chattare e flirtare online rischia nella maggioranza dei casi di compromettere una relazione che si ha nel mondo fisico, offline. Lo studio ha intervistato un campione di uomini e donne sposati che frequentano chatroom per coppie con partner. Gli intervistati dichiaravano di essere innamorati del loro compagno, ma di sentire il bisogno di evadere con la protezione dell’anonimato che Internet garantisce. “Tutto quello che devo fare – ha dichiarato un uomo – è accendere il mio computer e ci sono migliaia di donne tra cui scegliere. Non potrebbe essere più facile”. Gli uomini, sostiene la ricercatrice, dichiarano di entrare in chat perché “le loro compagne trascurano la sfera sessuale”. Un terzo delle relazioni nate in rete portano a una vera e propria liason, quindi a un incontro vero e proprio. Quando si arriva a questo punto, conclude Mileham, “il rischio di compromettere il proprio matrimonio è altissimo”.Anche su questo ho qualche perplessità. I tradimenti all'interno delle famiglie non sempre vengono scoperti. Anzi. Non sempre il coniuge che tradisce viene beccato. E se poi uno dei due lascia il tetto, probabilmente lo fa per un cambiamento netto di direzione. Insomma, difficile parlare di tradimento.  Da una recente ricerca, presentata dal prof. Tonino Cantelmi, presidente dell'Associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici italiani, al XXVI Congresso internazionale della società italiana di psicologia, è emerso che in Italia sono circa tre milioni le persone che passano il loro tempo a chattare. Tra questi, soprattutto donne, in un rapporto di 6-7 contro 3-4. Il 70% delle donne, oltre un milione, con un'età tra i 20 e i 45 anni, cerca uno o più partner in rete solo per affetto, per non sentirsi sole, evitando sempre l'incontro fisico, mentre gli uomini chattano solamente per sesso, tant'è che 7 su 10 chiedono d'incontrare subito la donna con cui stanno chattando. I dati sono preoccupanti, perché se le chat erano nate inizialmente come "giochi", ormai stanno diventando sempre più spesso causa di divorzi. La solitudine della coppia trova quindi sfogo su internet, ma non è detto che tutto ciò che si trova sulla grande rete globale sia per forza qualcosa di positivo. La rete ha i suoi meriti. Per chi è single e timido, il video è vissuto come liberatorio perché consente di esprimere pensieri, sensazioni profonde ed emozioni senza l'impaccio di una corporeità limitante ed ingombrante. E' comunque un modo semplice per conoscere nuove persone. Il che non è male. E non c'è, checchè se ne dica, una così netta distinzione tra reale e virtuale, perché comunque al di là dello schermo c'è sempre una persona, con una vita emotiva, sociale, culturale, lavorativa. E' necessario riflettere sulla scissione netta tra mente e corpo, scissione che inevitabilmente vive chi naviga spesso in rete. Il sesso elettronico e le relazioni virtuali sono al centro di uno studio condotto da un noto centro studi di una università, in questo caso australiana, che ha intervistato un campione di 1.117 utenti internet. Stando ai risultati prodotti dallo studio, eventuali attività erotiche condotte via internet dai propri partner assumono una valenza fortemente negativa nella propria relazione per il 56 per cento delle persone mentre i rimanenti non percepiscono alcuna differenza sostanziale tra "tradimenti" reali o elettronici. Molti intervistati considerano gli atti online più gravi di alcuni atti di infedeltà offline. Nello studio di Greenfield infatti il 50 per cento di chi ha risposto ammette di mentire abitualmente on line, in genere sull'età (Il 45enne arrapato: "Hai 28 anni? Ah, ma guarda, io 30"), aspetto (L'inguardabile bruttona: "Beh, ho gli occhi azzurri, gambe lunghe, belle zucche, insomma sono caruccia"), peso (Il semi-obeso: "Ho qualche chilo di troppo, cosa vuoi...") stato civile (Moglie-tre-figli-e-suocera-in-casa: "...e sei sposato?" "Io? Ci mancherebbe..."). Kimberly Young, psicologo del Centro per la Internetdipendenza di Bradford, in Pennsylvania, ha notato che Internet può aumentare eventuali problemi di rapporto di coppia già esistenti, ma a volte provocarli. Per Young, che ha scritto un libro sull'argomento, il problema numero uno relativo all'eccessivo uso del Web "è l'infedeltà". Al punto che sta conducendo uno studio su quanto la Rete influenzi la frequenza dei divorzi.Quando qualcuno ti dice "ma non è che stai troppo su Internet?" alziamo sempre le spalle: "Ma no, sono abituato...". Ma come tutte le abitudini (anche per necessità di lavoro) l'insidia è dietro l'angolo: dove finisce la normalità e dove inizia l'ossessione? David Greenfield, psicologo di West Hartford nel Connecticut (Usa), ha messo in rete l'anno scorso un questionario di 36 domande sul sito dell'Abcnews per vedere quanto (e soprattutto come) la gente spende il suo tempo chattando, controllando le e-mail e navigando su Internet. Risultato? Allarme rosso. Perché una buona fetta di navigatori diventa schiava del monitor, trasformando semplici chiacchierate via chat e mini-flirt virtuali in una assoluta necessità vitale. Insomma una droga che può alterare e influenza vita e relazioni sociali. Come la tv? Come chi prende steroidi anabolizzanti per mettere su muscoli? Si, ma con una differenza: che su Internet la mancanza di limiti (in tv almeno i programmi finiscono) può diventare una spirale senza uscita.Manco a dirlo molti dei pazienti di Greenfield sono persone che presentano disordini psichici per eccessivo o errato uso del computer e della Rete. Ma non bisogna pensare che si tratti di pochi elementi fragili e psicolabili. Hanno risposto in 18 mila, e in appena due settimane: si tratta del più grande sondaggio comportamentale mai fatto su Internet. E ne è uscito un bel 6 per cento di utenti Internet nella categoria "intossicati" e un 10 per cento sotto la voce "abuso": cioè l'uso eccessivo della Rete li influenza ma non provoca gravi modifiche sociali. Il sistema usato è lo stesso previsto per studiare i giocatori d'azzardo patologici. Domande tipo: l'uso di Internet ha portato cambiamenti negativi nella tua vita, ha alterato il tuo umore, ti ha portato a mancare alle tue responsabilità, ti ha causato problemi di soldi o lavoro o con la famiglia?Prima scoperta: parte di questi "internet-dipendenti" hanno problemi psicologici più o meno nascosti, come depressione o disordini vari della personalità. Ma al di là dei casi latenti, dove Internet probabilmente fa solo da motivo scatenante (il problema caso mai è che il Web è un mezzo scatenante: andare in bicicletta o nuotare in piscina non hanno lo stesso effetto...), resta l'eccesso di uso della Rete. Che per molti specialisti è comunque un problema, destinato tra l'altro a crescere con la stessa velocità affannosa di crescita del Web.Ma cosa fa di Internet una "seduzione pericolosa"? Certo l'aspetto visuale è importante, spiega Greenfield. Ma anche scambiare e-mail e chattare pesano molto. "E' un po' come scrivere lettere d'amore, solo che qui le parole hanno maggiore forza di quelle su carta perché quando le persone fissano il video sono soggette a una forma di 'trance dissociativo', insomma un effetto ipnotico". In altre parole metti insieme colori, movimento, suoni, infinita disponibilità di informazioni e risposte istantanee e "ottieni una combinazione molto potente e seduttiva". E la seduzione spesso continua anche a modem spento, visto che chi ricade nella categoria "internet-dipendenza" spesso arrivano a incontrare personalmente chi ha contattato in Rete. Cosa in fondo normale ma non del tutto esente da pericoli.Anche per Greenfield infatti "la condivisione dell'intimità è il motivo principale per cui la gente si collega alla Rete". E "le chat sono quelle che danno maggiore dipendenza". La metà di chi ricade nella categoria "drogati da Internet" e si dedica al cybersex probabilmente prima o poi contatterà l'altra persona via telefono e la incontrerà direttamente. "La geografia non è mai una barriera -dice Greenfield - Anzi, le persone spesso si incontrano dopo aver percorso grandi distanze. E anche questo è un aspetto del tutto nuovo...".