Tracce di vita

la memoria ha un costo


Salve gente, scusatemi l'intermittenza, la sosta e poi il delirio, la mancanza e poi il diluvio. Massì, in fondo sono così, fasi alterne, vita e . . .  nulla! Ma la vita, come dico sempre ( sono bravo a dare consigli agli altri!) va dove deve andare, fluisce, siamo noi che ci mettiamo in mezzo. Stasera ho avuto il colpo finale al lavoro con una roba da spaccarmi le ossa, la testa e anche altro . . .  ma infine, quello che più conta è che stasera, mercoledì, doveva essere una serata diversa, per certi versi speciale e invece non lo è. Dal 28 novembre, ci mancava anche questa! Comunque, siccome alla notte io devo dormire e, ringraziando il cielo (interpretazioni ad libitum . . ) io la notte dormo, mi sono fatto una ragione. Contro la cattiveria non c'è difesa; l'unica è astenersi, continuare ad essere se stessi, e io questo, modestamente, lo faccio alla grande. Quindi si vive; per altro ho recuperato due libri della Sellerio (accidenti quanti tomini  stupendi in catalogo!) dai titoli davvero curiosi, I delitti di via Medina-Sidonia e La doppia vita di M.Laurent, ambientati a Palermo, proprio dall'altro capo del mondo. Così viaggio con la lettura, mitica. Nel frattempo ascolto Seeling England by the pound, grandioso omaggio alla vera musica. Ha piovuto, certo, e l'aria è più dolce, magari domani sarà bello. Insomma, cerco di spiegare a me stesso, che vita voglio vivere. Ancora quella ancorata ai ricordi? Ma quali saranno più, i ricordi, se tutto si trasforma in una ameba putrescente, più passa il tempo? Meglio mandare tutto a . . .? Non credo di esserne nè mai sarò capace, anche se il consiglio di tutti è sempre quello; affettuoso, diretto, non interessato (credo). Due anni di frottole raccontate con il cuore e io sono ancora, tutto sommato, vivo. Mi manca il viaggio, quello vero, quasi dimenticato. Mi manca qualcosa che non so e non ho. Ma ho ancora tanto; più dentro? più fuori? Che sconclusionato eloquio senza fine è quasto! Non riesco più a scrivere da cima a fondo ma la musica di Firth of fifth non lascia indifferenti, almeno non a me. E la luce, la dentro, ancora sempre accesa. la luce non come guida ma solo come ancora per i miei occhi. Che bella serata sarebbe, sarebbe stata, potrebbe essere, forse lo è. Oggi, da Ricordi, guardavo un piano elettrico, quello con i tasti stile pianoforte, non le pianole piene di suoni posticci. Quella per esempio era una parte della mia vita; devo riuscire a tornarci su, presto. Vita, cosa mi chiedi? Ricordo la canzone di Dalla e Morandi, vita io ci credo. Si avvicina fine anno, pieno di luci, suoni, immagini da spazzare via. Che bella la vita quando ci sono gli amici. signore e signori, dopo avere abusato della vostra affettuosa pazienza, meglio chiudere; gli sproloqui sono sempre tristi. Ma questo, onestamente, non lo è. Un abbraccio a questo mraviglioso simpatico mondo. OLA.